<?xml version="1.0" encoding="iso-8859-1"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Prealpi Veronesi &#187; rifugio</title>
	<atom:link href="http://www.prealpiveronesi.it/tag/rifugio/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.prealpiveronesi.it</link>
	<description>Baldo - Carega - Lessinia</description>
	<lastBuildDate>Sat, 24 Jul 2010 14:09:21 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>In funzione i rifugi del Cai Porte aperte anche al «Biasi»</title>
		<link>http://www.prealpiveronesi.it/2010/06/in-funzione-i-rifugi-del-cai-porte-aperte-anche-al-biasi/</link>
		<comments>http://www.prealpiveronesi.it/2010/06/in-funzione-i-rifugi-del-cai-porte-aperte-anche-al-biasi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 18:29:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stampa (L'Arena)]]></category>
		<category><![CDATA[cai]]></category>
		<category><![CDATA[rifugio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prealpiveronesi.it/?p=850</guid>
		<description><![CDATA[È stato chiuso solo per una stagione, cioè nell&#8217;estate del 2009, eppure agli appassionati d&#8217;alta montagna e a tutti quelli cui sta a cuore questo rifugio che a pieno merito rientra fra i più suggestivi di tutte le Alpi, un anno è sembrato un&#8217;eternità. Ma ora è tornato il sorriso sui volti degli alpinisti, primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È stato chiuso solo per una stagione, cioè nell&#8217;estate del 2009, eppure agli appassionati d&#8217;alta montagna e a tutti quelli cui sta a cuore questo rifugio che a pieno merito rientra fra i più suggestivi di tutte le Alpi, un anno è sembrato un&#8217;eternità. Ma ora è tornato il sorriso sui volti degli alpinisti, primo fra tutti il presidente della sezione veronese del Club Alpino Italiano Piero Bresaola cui la forzata chiusura l&#8217;anno scorso del rifugio G. Biasi al Bicchiere, dovuta semplicemente a problemi familiari del gestore, proprio non è andata giù. Soprattutto non sono piaciute le polemiche sorte sui giornali dalle quali sembrava fosse tutta colpa del Cai Verona la mancata apertura del rifugio. Invece la colpa, se di colpa si può parlare, è stata di una bambina. Proprio così: la figlia del gestore che l&#8217;anno scorso ha pensato bene di nascere quasi in concomitanza con l&#8217;apertura della stagione estiva.<br />
«Quando Erik Pichler, apprezzatissimo gestore del Biasi da più stagioni», spiega Piero Bresaola, «la scorsa primavera ci ha detto che non se la sentiva proprio di lasciare sola la moglie con una bambina appena nata ed un&#8217;altra ancora piccola da svezzare non abbiamo potuto dire nulla. Pichler aveva ottime ragioni per recedere dal contratto ma noi, nonostante avessimo messo annunci sui giornali locali e sulle riviste del Cai non abbiamo fatto in tempo a trovare un nuovo gestore». Ed a quel punto «apriti cielo»: le critiche sul Cai Verona e sulla sua presidenza sono fioccate e tutte senza concreto fondamento. Naturalmente durante l&#8217;inverno la ricerca di un sostituto di Pichler da parte di Bresaola è continuata ma poi, all&#8217;inizio della primavera, il miracolo: Pichler telefona a Bresaola e gli chiede nuovamente di poter gestire il Biasi. Richiesta accordata, naturalmente, e senza nemmeno discutere.<br />
«Pichler non solo è un ottimo gestore», commenta Bresaola, «ma è anche un esperto dei luoghi, uno che vive in alta quota tutto l&#8217;anno e, soprattutto, è uno che ama profondamente il rifugio e i suoi ghiacciai. Tanto da averci lasciato il cuore ed aver vissuto la stagione scorsa come una sofferenza proprio a causa della lontananza dal Biasi. In altre parole, cosa si può chiedere di più da un gestore?».<br />
Attualmente il rifugio, peraltro in perfetta efficienza, è già raggiungibile: da metà giugno ha aperto ufficialmente i battenti. Però la neve è ancora tanta, la strada è molto lunga (sono quasi 8 ore dal fondovalle ed oltre 1500 metri di dislivello) ed è quindi un luogo solo per gente esperta e molto ben allenata oltre che adeguatamente preparata.<br />
«Biasi» a parte, anche per quanto riguarda poi gli altri rifugi, tutto è pronto per la stagione escursionistica. «Non vi sono problemi di alcun tipo», continua Bresaola, «né strutturali né di gestione. Ragion per cui non possiamo che augurarci un tempo clemente e che escursionisti ed alpinisti si muovano sempre con prudenza badando alle principali norme di sicurezza».<br />
È un augurio, questo, che si fa anche il Capo del Soccorso Alpino di Verona, Marco Vignola il quale, statistiche alla mano, teme molto il Monte Baldo che con i suoi fianchi solo in apparenza docili spesso inganna alcuni fra i migliaia di turisti che ogni estate ne affollano, anche grazie alla spettacolare funivia di Malcesine, la cresta e le pendici. «La maggior parte degli incidenti», sottolinea Vignola, «avviene nel primo pomeriggio ed in discesa, un po&#8217; a causa della stanchezza ed un po&#8217;, magari, a causa dell&#8217;incombere del classico temporale pomeridiano. Naturalmente è fondamentale, e non ci stancheremo mai di ripeterlo, avere un abbigliamento adeguato accompagnato da cibo e bevande in abbondanza. Purtroppo invece sempre più spesso il Soccorso Alpino viene allertato anche nel cuore della notte per andare in cerca di persone che si sono avventurate lungo i sentieri delle nostre montagne con scarpe assolutamente inadeguate, senza una scorta sufficiente di cibo, senza indumenti pesanti o abiti di ricambio e, quel che è peggio, spesso senza la minima cognizione geografica dei luoghi che intendevano visitare. Molti poi credono», conclude Vignola, «che avere il cellulare con sé sia una garanzia. Non è assolutamente vero in quanto la copertura telefonica in montagna è scarsa e a macchia di leopardo, ragion per cui sul cellulare non si può né si deve fare totale affidamento. A meno che non si tratti di un telefono satellitare, ovviamente!».<br />
(Eugenio Cipriani)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 19 Giugno 2010]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prealpiveronesi.it/2010/06/in-funzione-i-rifugi-del-cai-porte-aperte-anche-al-biasi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Verso i rifugi del Baldo sulla strada senza neve</title>
		<link>http://www.prealpiveronesi.it/2010/01/verso-i-rifugi-del-baldo-sulla-strada-senza-neve/</link>
		<comments>http://www.prealpiveronesi.it/2010/01/verso-i-rifugi-del-baldo-sulla-strada-senza-neve/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 15:05:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stampa (L'Arena)]]></category>
		<category><![CDATA[baldo]]></category>
		<category><![CDATA[fiori del baldo]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>
		<category><![CDATA[rifugio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prealpiveronesi.it/?p=718</guid>
		<description><![CDATA[Il rifugio «Fiori del Baldo» incassa la sua vittoria: lo sgombero della neve dalla strada di Naole, dalle località Cason a Due Pozze.
Il sindaco, Graziella Finotti, ha garantito che farà eseguire quest’operazione e ne ha già data prova il 5 dicembre, facendola pulire la via alla vigilia del ponte dell’Immacolata, proprio all’indomani della prima nevicata. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rifugio «Fiori del Baldo» incassa la sua vittoria: lo sgombero della neve dalla strada di Naole, dalle località Cason a Due Pozze.<br />
Il sindaco, Graziella Finotti, ha garantito che farà eseguire quest’operazione e ne ha già data prova il 5 dicembre, facendola pulire la via alla vigilia del ponte dell’Immacolata, proprio all’indomani della prima nevicata. Così Moreno Oliboni, gestore e proprietario con i genitori di questa struttura, a 1850 metri di quota sul Baldo, ha vinto la sua battaglia. Una battaglia che va avanti da anni, sempre a suon di lettere ogni volta protocollate in Comune, ma senza esito pratico.<br />
L’ultima risale al 23 settembre, ed è sulla falsariga di quella spedita nel novembre 2007 e nell’ottobre 2008, quando ancora non si prevedeva l’inverno nevoso che seguì. «Già da alcuni anni», scriveva, «in caso di neve, il Comune fa sgomberare la strada comunale di Naole fino alla località Cason poiché vi risiede stabilmente una famiglia. Voglio precisare», incalzava, «che anche al Rifugio Fiori del Baldo, oltre ad esistere un’attività commerciale aperta tutto l’anno, risiedono stabilmente i miei genitori. Chiedo quindi gentilmente che la strada sia sgomberata perlomeno fino alla località Due Pozze».<br />
Ricordava quindi che, oltre a beneficiare dello sgombero i rifugi, il suo e quelli di Malga Prada (quota 1500) e Chierego (quota 1911), ne avrebbe tratto vantaggio qualche turista, che meglio potrebbe approfittare delle strutture ricettive del paese nel periodo invernale.<br />
Un sogno sarebbe stato lo sgombero più avanti: «Ma va bene così», dice, «anche per prevenire pericoli».<br />
Precisa il sindaco Finotti: «Ho ritenuto accettabili le richieste del signor Oliboni. Condivido infatti l’idea che sia positivo tenere aperta la strada che conduce alla località Due Pozze, dove si trova anche una baita gestita dall’associazione Sci Nordico di S. Zeno di Montagna. Ciò permette ai turisti che amano la montagna di arrivare in quota per godere le bellezze del Baldo e praticare sport invernali, come passeggiate e uso di ciaspole, non essendovi qui piste da sci. Sarà un’opportunità in più», prosegue, «tenendo conto che difficilmente quest’anno, per motivi tecnici, gli impianti funiviari saranno aperti, essendo previste nuove strutture da realizzarsi nel prossimo futuro».<br />
La pulizia sarà fatta fino alle Due Pozze spargendo sale: «Oltre sussiste invece un divieto di transito. Tuttavia», prosegue, «anche da Prada (a quota 1000) fino alle Due Pozze è sin da ora obbligatorio viaggiare con le catene poiché la strada può essere pericolosa a causa del ghiaccio».<br />
L’intervento non è economicamente quantificabile: «I costi dipenderanno dalla quantità di neve che cadrà nelle prossime settimane», ragguaglia Gabriella Finotti ricordando che finora s’è provveduto allo sgombero il 5 dicembre, quando la situazione era stata anche monitorata dai volontari della protezione civile comunale. I Fiori del Baldo accoglie ospiti nei fine settimana e sarà aperto nelle festività natalizie (info. : 04568624 77).<br />
(Barbara Bertasi)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 02 Gennaio 2010]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prealpiveronesi.it/2010/01/verso-i-rifugi-del-baldo-sulla-strada-senza-neve/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Debutto bagnato per il nuovo rifugio</title>
		<link>http://www.prealpiveronesi.it/2009/12/debutto-bagnato-per-il-nuovo-rifugio/</link>
		<comments>http://www.prealpiveronesi.it/2009/12/debutto-bagnato-per-il-nuovo-rifugio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 22:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stampa (L'Arena)]]></category>
		<category><![CDATA[bocca di selva]]></category>
		<category><![CDATA[lessinia]]></category>
		<category><![CDATA[rifugio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prealpiveronesi.it/?p=708</guid>
		<description><![CDATA[«Rifugio bagnato, rifugio fortunato», ha scherzato Aleardo Merlin, presidente di Nuova Lessinia spa, all’inaugurazione del nuovo rifugio Bocca di Selva, e purtroppo bisognava fare di necessità virtù, di fronte all’inclemenza del tempo che battezzava la nuova struttura a servizio del Parco e delle piste di sci della Translessinia, sotto un acquazzone come solo Ferragosto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Rifugio bagnato, rifugio fortunato», ha scherzato Aleardo Merlin, presidente di Nuova Lessinia spa, all’inaugurazione del nuovo rifugio Bocca di Selva, e purtroppo bisognava fare di necessità virtù, di fronte all’inclemenza del tempo che battezzava la nuova struttura a servizio del Parco e delle piste di sci della Translessinia, sotto un acquazzone come solo Ferragosto e non la vigilia di Natale poteva promettere. Ma non sono gente da scoraggiarsi per il meteo i 116 soci e i volontari di Lessinia Turistsport, la società che ha in gestione le piste e si è accollata l’onere della ristrutturazione del baito per oltre 100 mila euro, trasformandolo in rifugio e posto di soccorso a servizio dei turisti e degli escursionisti.<br />
«Pensavamo a questo risultato da sempre», ha esordito Beppino Massella, presidente di Lessinia Turistsport, «da quando nel 1995 è partita la sfida da tre teste che oggi sono diventate 116. Abbiamo fatto una corte spietata ad Alessandra e Carlo Marchiori, proprietari del baito, tanto che ci hanno perfino scritto di lasciarli in pace. Poi alla fine dell’estate dell’anno scorso hanno ceduto, per sfinimento credo. Da giugno di quest’anno in tanti, e devo ringraziare tutti, volontari, imprese, sponsor, hanno lavorato a questo progetto. Il risultato è stato possibile perché nessuno ha detto di no e in una settimana abbiamo raccolto tutte le firme necessarie per passare con cavi e condotte sui terreni altrui. Oggi il rifugio ha luce e acqua corrente, per la sensibilità di Acque Veronesi, di Enel e di Claudio Melotti che da sindaco si è adoperato per riuscire ad ottenere tutto in poco tempo.<br />
«Il risultato è un elogio delle virtù di amore per la montagna, di impegno, fatica, costanza», ha riconosciuto Alessandra Marchiori, «del resto era una cosa che avevamo nel cuore anche noi ma non volevamo cedere nel timore che fosse snaturata. Ma questo risultato è quello che avremmo voluto raggiungere noi», ha ammesso fra gli applausi dei numerosi convenuti.<br />
Il «logo del late» è stato trasformato in sala da pranzo per quaranta coperti, quello del «fogo» è diventato saletta bar, la porcilaia una moderna cucina, e il piano superiore ha accoglienti camere con bagni nel caldo rivestimento in legno. La gestione è nelle mani sicure di Marco Melotti, vicepresidente di Lessinia Turistsport e direttore della battitura delle piste del fondo, e di sua moglie Nicoletta Sauro: un punto di riferimento d’inverno per gli appassionati di sci stretti e d’estate per i numerosi escursionisti.<br />
La doppia valenza è stata sottolineata anche dal sindaco Luca Saccardi che ha riconosciuto come «l’entusiasmo con cui parte quest’opera ha contagiato tutti gli operatori del comprensorio di Bosco ed Erbezzo, riconoscendo all’iniziativa una valenza di promozione e di valorizzazione del territorio che ben si adatta alle caratteristiche del Parco».<br />
«È un traguardo importante ma non sarà l’ultimo», ha promesso Claudio Melotti, da tre settimane alla guida della Comunità montana della Lessinia e alla sua prima inaugurazione: «Che va nel solco della promozione turistica ma anche della sicurezza per quanti frequentano la nostra montagna».<br />
La benedizione del parroco don Gioacchino Gaiga e il taglio del nastro hanno concluso l’ufficialità della cerimonia, a cui è seguito il rinfresco fra i tanti amici presenti. Per questa stagione il rifugio è aperto dalle 8 alle 17.30 nei giorni feriali, dalle 8 alle 23 il sabato e festivi, e in altri orari da concordare con i gestori (347-0641869). In primavera si concluderanno i lavori all’esterno, con la creazione di un parcheggio per una sessantina di posti auto difesi dagli animali al pascolo da un filo elettrificato.<br />
(V.Z.)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 29 Dicembre 2009]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prealpiveronesi.it/2009/12/debutto-bagnato-per-il-nuovo-rifugio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nasce un nuovo rifugio a misura di fondista</title>
		<link>http://www.prealpiveronesi.it/2009/12/nasce-un-nuovo-rifugio-a-misura-di-fondista/</link>
		<comments>http://www.prealpiveronesi.it/2009/12/nasce-un-nuovo-rifugio-a-misura-di-fondista/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 20:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stampa (L'Arena)]]></category>
		<category><![CDATA[lessinia]]></category>
		<category><![CDATA[rifugio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prealpiveronesi.it/?p=696</guid>
		<description><![CDATA[Aprirà la vigilia di Natale alle ore 11, con la benedizione e il taglio del nastro, il rifugio alpino Bocca di Selva, a 1550 metri di quota, tra il Monte Tomba e Podestaria, nuovo punto di partenza per l’escursionismo invernale ed estivo.
L’iniziativa della trasformazione dell’ex baito del formaggio in rifugio è partita da Lessinia Turistsport, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aprirà la vigilia di Natale alle ore 11, con la benedizione e il taglio del nastro, il rifugio alpino Bocca di Selva, a 1550 metri di quota, tra il Monte Tomba e Podestaria, nuovo punto di partenza per l’escursionismo invernale ed estivo.<br />
L’iniziativa della trasformazione dell’ex baito del formaggio in rifugio è partita da Lessinia Turistsport, la società a partecipazione pubblica e privata che ha in gestione dalla Comunità montana le piste di fondo della Translessinia.<br />
Grazie alla collaborazione dei proprietari, i fratelli Alessandra e Carlo Marchiori, che hanno tenuto per sé una parte del baito per ospitare il malghese durante la stagione dell’alpeggio, e dell’amministrazione comunale di Boscochiesanuova che ha appoggiato e condiviso il progetto, Lessinia Turistsport ha potuto intervenire sull’edificio trasformandolo secondo le più recenti normative e può ora aprire con la qualifica di rifugio e posto di chiamata per il soccorso alpino.<br />
«Realizziamo un sogno», esordisce Beppino Massella, il presidente della società che si è accollata l’intervento, ottenendone in cambio l’affitto per dodici anni. Nei passati inverni un piccolo chalet accanto al baito fungeva da biglietteria per l’ingresso a pagamento sulla Translessinia dei fondisti. Oggi il comfort che il nuovo rifugio può dare è di tutt’altro livello, anche perché grazie alla connotazione di rifugio è stato allacciato all’acqua potabile, fornita da Acque Veronesi e alla rete elettrica di Enel e presto avrà una postazione fissa telefonica con Adsl.<br />
La gestione è affidata a Marco Melotti che è vicepresidente di Lessinia Turistsport e direttore della battitura piste del fondo: «L’idea di arrivare a questo c’è sempre stata, serviva l’accordo con i proprietari e poi abbiamo fatto una corsa contro il tempo per aprire già in questa stagione invernale», rivela Melotti.<br />
Lo stabile è strutturato su tre piani: il seminterrato resta al casaro per l’utilizzo estivo. Al piano terra nell’ex «logo del late» è stata ricavata una saletta da pranzo sufficiente per una quarantina di coperti e in quello del «fogo» una zona bar, mentre nell’ex porcilaia è installata la moderna e funzionale cucina e tutto il piano ha a disposizione un servizio adeguato anche ai disabili.<br />
Al piano superiore, oltre alla camera e al bagno per i gestori ci sono camera e bagno per gli ospiti oltre a un locale magazzino, il tutto distribuito su circa 150 metri quadrati.<br />
«Sarà aperto estate e inverno e funzionerà anche da biglietteria per le piste da fondo nei giorni feriali quando sarà chiuso l’attuale chalet, che resterà in funzione come punto noleggio per sci, ciaspole e bastoncini da nordic walking», aggiunge Massella.<br />
Resta da completare il piano parcheggi, non tanto per l’inverno, ma per l’estate, quando le vacche al pascolo potrebbero danneggiare le auto parcheggiate. La Comunità montana ha già in progetto di realizzare dalla prossima primavera un’area transennata per circa 60 posti auto, previsto dal piano visitatori del Parco.<br />
«Adesso aspettiamo solo la visita e il sostegno di tanti, fondisti e non, amanti della montagna d’inverno e d’estate», dicono Massella e Melotti, convinti di aver fatto agli appassionati un grande regalo.<br />
Nella stagione invernale il rifugio è aperto nei giorni feriali dalle 8 alle 17.30, il sabato e festivi dalle 8 alle 23 e nelle altre sere su prenotazione.<br />
C’è anche un sito internet, che è visitabile all’indirizzo www.rifugioboccadiselva.com. Il gestore risponde al cellulare 347-0641869.</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 22 Dicembre 2009]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prealpiveronesi.it/2009/12/nasce-un-nuovo-rifugio-a-misura-di-fondista/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E&#8217; scoppiata la guerra dei due rifugi</title>
		<link>http://www.prealpiveronesi.it/2009/10/e-scoppiata-la-guerra-dei-due-rifugi/</link>
		<comments>http://www.prealpiveronesi.it/2009/10/e-scoppiata-la-guerra-dei-due-rifugi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 16:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stampa (L'Arena)]]></category>
		<category><![CDATA[baldo]]></category>
		<category><![CDATA[chierego]]></category>
		<category><![CDATA[fiori del baldo]]></category>
		<category><![CDATA[rifugio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prealpiveronesi.it/?p=649</guid>
		<description><![CDATA[Al rifugio Chierego, 1911 metri sul livello del mare in terriroprio comunale di Brenzone, si sta montando una vetrata frangivento; la contesta per presunte irregolarità Moreno Oliboni, che gestisce con la famiglia il vicino rifugio Fiori del Baldo, che sorge più in basso, a quota 1850, in territorio del Comune di San Zeno di Montagna. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al rifugio Chierego, 1911 metri sul livello del mare in terriroprio comunale di Brenzone, si sta montando una vetrata frangivento; la contesta per presunte irregolarità Moreno Oliboni, che gestisce con la famiglia il vicino rifugio Fiori del Baldo, che sorge più in basso, a quota 1850, in territorio del Comune di San Zeno di Montagna. Invece dicono che tutto è regolare sia la Comunità montana del Baldo, che ha rilevato dal Club alpino italiano (Cai) il Chierego, sia gli uffici comunali che hanno dato le autorizzazioni a procedere. Il gestore del Chierego, Massimo Bertoldi, si dice tranquillo e, a breve, monterà le lastre antivento trasparenti sulla terrazza, dalla quale si ammira una delle più spettacolari vedute del Lago di Garda e del Baldo. [FIRMA]In una lettera al Comune di Brenzone, intitolata «Segnalazione di eventuali irregolarità in ambiente montano», Oliboni scrive: «Io, gestore del rifugio Fiori del Baldo, amante della montagna e profondo conoscitore del Monte Baldo, avendo gestito con i miei genitori i rifugi del Cai Chierego e Telegrafo, segnalo con la presente, sentendomi moralmente coinvolto, per il rispetto della nostra montagna, che al rifugio Chierego, da tutta l’estate è aperto un cantiere senza nessun cartello di inizio lavori». Prosegue Oliboni: i lavori «sono svolti in orari strani (come notturni), da chissà quale impresa edile. Nella notte tra domenica 27 e lunedì 28 settembre sono misteriosamente sorti dal nulla cinque pali. A breve salirà al Chierego una ruspa per uno sbancamento di terreno. Sarebbe opportuno che chi di dovere facesse le debite verifiche e controllasse se tutto è in regola con le concessioni comunali e le vigenti normative sul territorio montano in quote particolari».<br />
Oliboni si dice preoccupato «innanzitutto per la sicurezza riguardo i lavori già eseguiti; siamo in zona sismica, il solarium e la terrazza, in certe occasioni, diventano sala da ballo. Hanno l’agibilità?» Poi passa a contestare il tenore dei concerti svoltisi quest’estate: «Anche se è improprio chiamarli concerti», scrive, «visto che si trattava di musica da discoteca a tutto volume, che si sentiva a chilometri di distanza. I turisti amanti della tranquillità montana fuggivano dalla disperazione. I diritti alla Siae sono stati versati?»<br />
Spiega Bertoldi, gestore del Chierego: «Il progetto della terrazza è stato presentato dalla Comunità montana del Baldo, proprietaria del rifugio, e non ha previsto movimentazione del terreno; sono stati solo conficcati, per circa 10 centimetri, dei pali, alti circa 180 centimetri, che dovrebbero sostenere barriere trasparenti in policarbonato, antigrandine, indispensabili per proteggere dal vento il plateatico di legno appena montato». Continua il gestore del Chierego: «Sono stato sommerso dai complimenti di clienti che possono fare la colazione al sacco anche quando il rifugio è chiuso». Costi dei lavori? «È un intervento impegnativo interamente a mio carico», dice Bertoldi. «È stato approvato dal Comune, che ha apportato correzioni al progetto originario che prevedeva una barriera sul balcone superiore. L’opera non comporta squilibrio ambientale e ha ottenuto i pareri positivi anche della Soprintendenza».<br />
In quanto ai concerti, replica Bertoldi: «Sono eventi che si svolgono una o due volte l’anno; ho anche organizzato serate di jazz e classica. Non siamo specializzati in rock, abbiamo inserito un concerto di questo genere nell’ambito di una manifestazion per promuovere prodotti locali. Hanno suonato i Lord Byron di Caprino e i Nexus dell’entroterra gardesano. Sono gruppi affermati a livello locale che hanno contribuito a portare in montagna giovani che non c’erano mai stati». Bertoldi non vuole commentare le altre critiche del vicino di rifugio. «Auguro a Moreno ogni bene», conclude. «e credo che nella vita spesso si raccolga quanto si semina». Controreplica di Moreno dai Fiori del Baldo: «Io raccolgo gente tutte le domeniche».<br />
(Barbara Bertasi)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 15 Ottobre 2009]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prealpiveronesi.it/2009/10/e-scoppiata-la-guerra-dei-due-rifugi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rifugio Telegrafo chiuso per malattia</title>
		<link>http://www.prealpiveronesi.it/2009/10/rifugio-telegrafo-chiuso-per-malattia/</link>
		<comments>http://www.prealpiveronesi.it/2009/10/rifugio-telegrafo-chiuso-per-malattia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 12:57:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stampa (L'Arena)]]></category>
		<category><![CDATA[baldo]]></category>
		<category><![CDATA[rifugio]]></category>
		<category><![CDATA[telegrafo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prealpiveronesi.it/?p=646</guid>
		<description><![CDATA[È un autunno meraviglioso però il Rifugio Barana al Telegrafo Monte Baldo, a quota 2200 nel Comune di Brenzone, nel fine settimana rimane chiuso come è stato anche in quello scorso. Un incidente accaduto alla titolare Franca Bellabarba a metà settembre ha costretto la famiglia Arcangeli a mettersi a riposo e rientrare a Caprino dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È un autunno meraviglioso però il Rifugio Barana al Telegrafo Monte Baldo, a quota 2200 nel Comune di Brenzone, nel fine settimana rimane chiuso come è stato anche in quello scorso. Un incidente accaduto alla titolare Franca Bellabarba a metà settembre ha costretto la famiglia Arcangeli a mettersi a riposo e rientrare a Caprino dove abita. Per avvertire chi sale, in accordo con il Cai, il Club alpino italiano Verona che ne è proprietario, sono stati posti avvisi all’inizio dei vari sentieri che salgono da Novezza e da Prada e si sono avvertiti gli impianti di risalita Malcesine Monte Baldo e Prada Costabella.<br />
«È un vero peccato», commenta Piero Bresaola presidente del Cai Verona, «ed è anche una perdita economica per i gestori i quali, per regolamento, tengono il Telegrafo aperto dal 15 maggio a metà settembre con facoltà di renderlo disponibile anche nei fine settimana di maggio, settembre e, volendo, anche ottobre se il tempo lo consente», dice.<br />
La signora Bellabarba, costretta al massimo riposo fa sapere: «Sono scivolata il 18 settembre dalla scala esterna che porta in entrata e mi sono rotta cinque costole e la spalla sinistra». Per quel fine settimana si sono arrangiati: «Abbiamo tenuto aperto avendo chiamato in soccorso alcuni amici di mio figlio, ma il week end dopo abbiamo dato forfait come faremo nei prossimi». La signora Franca Bellabarba è la cuoca per cui senza di lei non si può far nulla. «Ci spiace molto», commenta ancora, «avevamo vari appuntamenti e molte prenotazioni che abbiamo dovuto disdire, per fortuna avevamo i vari nominativi e recapiti. Invece per avvertire gli altri abbiamo messo i cartelli», ribadisce. La signora ne avrà per 40 giorni almeno. «Si ricomincerà nei fine settimana di maggio, se non ci sarà tanta neve come quest’anno, e in ogni caso a metà giugno», assicura. Il rifugio è a conduzione familiare, ci sono 69 posti letto e almeno 150 coperti, suddivisi tra due sale, senza contare quelli che si creano sulla magnifica terrazza che guarda sul lago di Garda. Per contatti telefonare allo 045 724153.<br />
(B.B.)</p>
<p>[Fonte : <a href=""http://www.larena.it">L'Arena</a> del 3 Ottobre 2009]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prealpiveronesi.it/2009/10/rifugio-telegrafo-chiuso-per-malattia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Dynamic Page Served (once) in 0.575 seconds -->
