<?xml version="1.0" encoding="iso-8859-1"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Prealpi Veronesi &#187; parco</title>
	<atom:link href="http://www.prealpiveronesi.it/tag/parco/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.prealpiveronesi.it</link>
	<description>Baldo - Carega - Lessinia</description>
	<lastBuildDate>Sat, 24 Jul 2010 14:09:21 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Presto i piani di gestione per proteggere l’habitat</title>
		<link>http://www.prealpiveronesi.it/2009/07/presto-i-piani-di-gestione-per-proteggere-lhabitat/</link>
		<comments>http://www.prealpiveronesi.it/2009/07/presto-i-piani-di-gestione-per-proteggere-lhabitat/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 15:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stampa (L'Arena)]]></category>
		<category><![CDATA[comunita montana]]></category>
		<category><![CDATA[lessinia]]></category>
		<category><![CDATA[parco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prealpiveronesi.it/?p=605</guid>
		<description><![CDATA[Il commissario straordinario della Comunità montana della Lessinia, Odetta Dalla Mora, ha indetto per martedì 28 alle 17, nella sala convegni del Museo dei fossili di Bolca, la convocazione per le consultazioni preliminari alla redazione dei piani di gestione delle zone di protezione speciale (Zps).
I piani di gestione sono atti che la Regione deve adottare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il commissario straordinario della Comunità montana della Lessinia, Odetta Dalla Mora, ha indetto per martedì 28 alle 17, nella sala convegni del Museo dei fossili di Bolca, la convocazione per le consultazioni preliminari alla redazione dei piani di gestione delle zone di protezione speciale (Zps).<br />
I piani di gestione sono atti che la Regione deve adottare per le necessarie misure di conservazione e salvaguardia degli habitat e delle specie classificati prioritari.<br />
Proprio dalla Regione era stata affidata alla Comunità della Lessinia l’incarico di redigere i piani di gestione per la Zps «Monti Lessini: Ponte di Veja, Vajo della Marciora» e la Zps «Monti Lessini, Pasubio, Piccole Dolomiti Vicentine».<br />
Il piano di gestione è considerato strumento fondamentale di tutela della biodiversità, che garantisce la conservazione degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna selvatiche di interesse comunitario e che contempera le esigenze di tutela con quelle di sviluppo economico, sociale e culturale, nel rispetto del principio della sostenibilità ambientale.<br />
Nell’allegato alla delibera con cui si incarica la Comunità montana della redazione, la Regione specifica che «a cominciare dalle fasi di preparazione del piano di gestione devono essere consultati e coinvolti la popolazione locale, le organizzazioni ambientaliste, i soggetti pubblici che hanno competenza sull’area per concertare con loro il contenuto tecnico del piano e renderli partecipi alla definizione degli eventuali vincoli».<br />
Pertanto sono convocati tutti i soggetti interessati che vivono o lavorano nell’area, ma anche chi la frequenta occasionalmente come turista, i proprietari fondiari, i promotori immobiliari, le imprese costruttrici, le associazioni di categoria, le associazioni venatorie e di pesca, industriali e imprenditori locali, gli enti pubblici che a vario titolo hanno competenze sull’area.<br />
Tutti i partecipanti hanno diritto a un’informazione completa e accessibile, a esprimere pareri e osservazioni e a conoscere le motivazioni e le modalità con le quali tali osservazioni saranno o meno integrate nel piano di gestione.<br />
Quando sarà approvato in maniera definitiva, il piano di gestione avrà carattere sovra ordinato, cioè farà da legge e da riferimento rispetto a tutti gli altri strumenti di pianificazione esistenti.<br />
Per questo gli incontri sono organizzati per favorire l’interazione tra i diversi attori pubblici e privati che operano e fruiscono del territorio delle Zps.<br />
Agli incontri saranno presenti i professionisti del gruppo di lavoro incaricato della redazione dei piani di gestione e sul sito www.lessiniapark.it saranno pubblicati i quadri conoscitivi delle due Zps e il modulo per la consultazione redatto dal Servizio reti ecologiche e biodeviersità della Regione.<br />
(Vittorio Zambaldo)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 22 Luglio 2009]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prealpiveronesi.it/2009/07/presto-i-piani-di-gestione-per-proteggere-lhabitat/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Defunta la Comunità sta nascendo l’ente Parco</title>
		<link>http://www.prealpiveronesi.it/2009/02/defunta-la-comunita-sta-nascendo-lente-parco/</link>
		<comments>http://www.prealpiveronesi.it/2009/02/defunta-la-comunita-sta-nascendo-lente-parco/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 17:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stampa (L'Arena)]]></category>
		<category><![CDATA[lessinia]]></category>
		<category><![CDATA[parco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prealpiveronesi.it/?p=451</guid>
		<description><![CDATA[Dopo il funerale della Comunità montana ci si prepara al battesimo dell’ente Parco naturale regionale della Lessinia. Dopo 19 anni (è stato istituito con la legge regionale 12 del 30 gennaio 1990) doveva morire la sua tutrice per dargli quell’autonomia che hanno tutti gli altri quattro parchi regionali veneti: dei Colli Euganei, del Delta del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il funerale della Comunità montana ci si prepara al battesimo dell’ente Parco naturale regionale della Lessinia. Dopo 19 anni (è stato istituito con la legge regionale 12 del 30 gennaio 1990) doveva morire la sua tutrice per dargli quell’autonomia che hanno tutti gli altri quattro parchi regionali veneti: dei Colli Euganei, del Delta del Po, delle Dolomiti d’Ampezzo e del fiume Sile.<br />
La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle politiche degli enti locali, Flavio Silvestrin, ha infatti predisposto un progetto di legge che il Consiglio potrebbe approvare nei prossimi mesi per istituire l’ente in maniera autonoma: «L’auspicio è che l’avvio coincida con la fine del mandato del commissario straordinario Odetta Dalla Mora, in modo che finendo anche questa funzione suppletiva provvisoria il Parco sia già in grado di gestirsi», annuncia l’assessore Silvestrin.<br />
La Giunta ha predisposto il progetto di modifica della legge istitutiva del Parco della Lessinia variando quei passi dove si precisa che la Comunità montana è l’ente gestore e introducendo il consiglio di gestione e il comitato esecutivo.<br />
Del consiglio faranno parte i presidenti della Giunta regionale e della Provincia, o loro delegati, e rappresentanti di tutti i Comuni che hanno porzioni di territorio all’interno del Parco. «Ma siccome la percentuale compresa nell’area protetta varia molto da un Comune all’altro, era giusto prevedere capacità di rappresentanza diversa», precisa Silvestrin.<br />
Per questo i quindici Comuni che ne fanno parte saranno rappresentanti ciascuno dal proprio sindaco o da un suo delegato.<br />
I quattro Comuni con una quota superiore al 25 per cento di territorio all’interno del Parco conteranno oltre che sul sindaco anche su due rappresentanti, di cui uno riservato alle minoranze, eletti dai rispettivi consigli comunali.<br />
Pertanto Dolcè, Fumane, Marano, Grezzana, Roverè, Velo, Vestenanova, San Giovanni Ilarione, Roncà, Crespadoro e Altissimo avranno solo il sindaco all’interno del consiglio, mentre Erbezzo (che ha il 60,36 per cento del territorio nel Parco), Boscochiesanuova (56,37), Selva di Progno (45,03) e Sant’Anna d’Alfaedo (39,76) porteranno oltre al sindaco anche due consiglieri.<br />
I 25 membri di cui si compone resteranno in carica un quinquennio e il mandato sarà legato a quello delle elezioni amministrative. Il consiglio del Parco avrà il compito di eleggere il presidente (proposto per la nomina al presidente della Giunta regionale), il comitato esecutivo, il direttore generale del Parco, il comitato tecnico scientifico. Del comitato esecutivo faranno parte oltre al presidente, il rappresentante della Regione e quello della Provincia e altri quattro membri, sette in tutto, e sarà l’organo di gestione più diretto e immediato dell’ente.<br />
Queste in sostanza le principali direttive sancite nel disegno di legge, che la Giunta regionale ha fatto proprio e che entro la prossima settimana sarà protocollato e inviato alla Prima commissione regionale (Affari istituzionali, bilancio, controllo, enti locali, personale, programmazione) per la discussione e successivamente al Consiglio per l’approvazione definitiva.<br />
«Ci vorrà qualche mese di tempo per concludere l’iter e il testo potrebbe subire modifiche anche sostanziali», ammette l’assessore. È tuttavia soddisfatto del lavoro fin qui svolto «perché il Parco della Lessinia ha bisogno urgente di una guida e non può essere gestito in maniera definitiva con un commissariamento, visto che non esiste più la Comunità montana come ente gestore. La soluzione prospettata mi sembra equilibrata, in linea con le esigenze di bilancio volte a ridurre il più possibile le spese e il numero dei consiglieri, ma nello stesso tempo rispettosa del diritto di rappresentanza», precisa Silvestrin.<br />
Pende sul disegno di legge il ricorso con richiesta di sospensiva al Tar avanzati dall’ex presidente Stefano Marcolini e da alcuni assessori della disciolta Comunità montana della Lessinia: «Noi proseguiamo per la strada tracciata», anticipa Silvestrin, «e se il Tar rimetterà in discussione le decisioni prese valuteremo le scelte da fare, ma il cammino dell’autonomia dell’ente mi sembra ormai imboccato».<br />
(Flavio Silvestrin)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 14 Febbraio 2009]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prealpiveronesi.it/2009/02/defunta-la-comunita-sta-nascendo-lente-parco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Così la Lessinia non si salverà</title>
		<link>http://www.prealpiveronesi.it/2008/10/cosi-la-lessinia-non-si-salvera/</link>
		<comments>http://www.prealpiveronesi.it/2008/10/cosi-la-lessinia-non-si-salvera/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 11:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stampa (L'Arena)]]></category>
		<category><![CDATA[lessinia]]></category>
		<category><![CDATA[parco]]></category>
		<category><![CDATA[spluga preta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prealpiveronesi.it/?p=385</guid>
		<description><![CDATA[Averardo Amadio, del Wwf, ha cercato in tutti i modi, anche come membro del Comitato tecnico scientifico del Parco, di contrastare la bitumatura della Aliana, ma senza successo. «Resto dell’idea che rendere più facile alle auto l’accesso al Parco sia un controsenso: è nella natura dell’area protetta essere accessibile solo a piedi e ribadisco che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Averardo Amadio, del Wwf, ha cercato in tutti i modi, anche come membro del Comitato tecnico scientifico del Parco, di contrastare la bitumatura della Aliana, ma senza successo. «Resto dell’idea che rendere più facile alle auto l’accesso al Parco sia un controsenso: è nella natura dell’area protetta essere accessibile solo a piedi e ribadisco che se c’erano dei soldi da spendere era meglio spenderli per la promozione del Parco e a vantaggio dei residenti, anziché per incentivare l’invasione di auto e moto. Purtroppo in pochi si preoccupano di dar valore alle risorse interne al Parco, pensando sempre che la ricchezza arrivi da fuori», è l’amara conclusione dell’esponente ambientalista.<br />
Alessandro Anderloni a due passi dalla strada Aliana ha girato il film «L’Abisso», per gli 80 anni della Spluga della Preta: «Tra gli speleologi stanno girando decine di mail di stupore, di rabbia e protesta. Qualcuno parla di fare ricorsi, ma tutti sanno quanto siano inutili 9 volte su 10», commenta da Berlino, dove è in questi giorni per il filmfestival, alla notizia dell’asfalto sulla strada Aliana. «Probabilmente un’ultima camminata silenziosa e disperata la faremo lassù. Cammineremo a testa bassa, parlando sottovoce e piangendo, per dire a tutti che la Lessinia non si salverà. Io, poi, non tornerò mai più sul Corno d’Aquilio, che ora diventerà una pista per fuoristrada, moto e quad. Ci sarà anche chi proporrà tra qualche mese il rally Fosse-Sega di Ala, per la gioia dei predatori del silenzio. Allora quei luoghi, che don Alberto Benedetti ci ha fatto scoprire e amare, saranno perduti. Lui, lassù, andava a piedi, da solo, pregando e ringraziando Dio per la bellezza del Creato. Ora forse soltanto l’inaccessibile Spluga della Preta si salverà», conclude Anderloni.<br />
(V.Z.)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 31 Ottobre 2008]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prealpiveronesi.it/2008/10/cosi-la-lessinia-non-si-salvera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scoprire la fauna</title>
		<link>http://www.prealpiveronesi.it/2008/08/scoprire-la-fauna/</link>
		<comments>http://www.prealpiveronesi.it/2008/08/scoprire-la-fauna/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 10:04:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stampa (L'Arena)]]></category>
		<category><![CDATA[lessinia]]></category>
		<category><![CDATA[parco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prealpiveronesi.it/?p=369</guid>
		<description><![CDATA[Proseguono fino al 10 settembre le escursioni guidate nel Parco alla scoperta della fauna selvatica, accompagnati da guardiaparco, agenti del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia provinciale, ma anche da accompagnatori esperti del Comprensorio alpino di caccia e della sezione Lessinia del Cai di Bosco.
L&#8217;iniziativa che è promossa da Comunità montana e Parco si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono fino al 10 settembre le escursioni guidate nel Parco alla scoperta della fauna selvatica, accompagnati da guardiaparco, agenti del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia provinciale, ma anche da accompagnatori esperti del Comprensorio alpino di caccia e della sezione Lessinia del Cai di Bosco.<br />
L&#8217;iniziativa che è promossa da Comunità montana e Parco si svolge ogni martedì sera e ogni mercoledì mattina, giornata nella quale viene proposta anche un’attività di gioco naturalistico per bambini e famiglie.<br />
L’appuntamento è in piazza Chiesa alle 18, con rientro alle 22.30 per le escursioni del martedì e alle 6 con rientro alle 11 per quelle del mercoledì. La partecipazione è gratuita, ma va fatta l’iscrizione obbligatoria entro le ore 13 del giorno prescelto all’Ufficio turistico Iat di piazza Chiesa (telefono 045-7050088).<br />
(V.Z.)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 22 Agosto 2008]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prealpiveronesi.it/2008/08/scoprire-la-fauna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un’oasi di riabilitazione per gli animali selvatici</title>
		<link>http://www.prealpiveronesi.it/2008/07/unoasi-di-riabilitazione-per-gli-animali-selvatici/</link>
		<comments>http://www.prealpiveronesi.it/2008/07/unoasi-di-riabilitazione-per-gli-animali-selvatici/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 13:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stampa (L'Arena)]]></category>
		<category><![CDATA[lessinia]]></category>
		<category><![CDATA[parco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prealpiveronesi.it/?p=354</guid>
		<description><![CDATA[A Malga Derocon, area floro faunistica della Comunità montana e del Parco della Lessinia, dopo anni di studi e progetti è nato il Centro recupero della fauna selvatica, una specie di lungodegenza per animali debilitati o feriti che completa le finalità dell&#8217;area.
Era nata come oasi protetta per ospitare la fauna selvatica del Parco e permettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Malga Derocon, area floro faunistica della Comunità montana e del Parco della Lessinia, dopo anni di studi e progetti è nato il Centro recupero della fauna selvatica, una specie di lungodegenza per animali debilitati o feriti che completa le finalità dell&#8217;area.<br />
Era nata come oasi protetta per ospitare la fauna selvatica del Parco e permettere ai visitatori, guidati da esperti, di poter osservare da lontano gli animali inseriti nel loro ambiente naturale. Oggi, con la costruzione di apposite voliere, di un locale di accoglienza (ambulatorio) e di analisi (laboratorio) è possibile aprire i cancelli dell&#8217;area protetta al centro di recupero della fauna selvatica. Sono accolti in grandi voliere un esemplare di gufo reale, di falco pellegrino, di civetta, di barbagianni e di alloco, mentre altre ospitano due coppie di poiane e una di gheppi.<br />
«Si tratta generalmente di animali feriti o arrivati da sequestri giudiziari», spiega Samuele Tomelleri, responsabile del recupero fauna selvatica dell&#8217;associazione Verdeblu che opera in collegamento con la polizia provinciale per gli interventi su segnalazione dei cittadini. «Alcuni esemplari non sono più reintroducibili in natura perché la lesione subita o l&#8217;imprinting acquisito dopo una lunga frequentazione con gli umani non permetterebbero loro di sopravvivere in libertà. Facciamo nei nostri ambulatori il primo soccorso e le visite veterinarie», aggiunge Tomelleri. Successivamente sono gli stessi specialisti, con l&#8217;ausilio di Paolo Parricelli, il guardiaparco che cura direttamente le operazioni di inserimento a Malga Derocon, a decidere i trasferimenti e a garantire l&#8217;assistenza veterinaria durante la degenza. Sono invece affidate al Parco e alla cooperativa Lessinia Servizi, che gestisce Malga Derocon, tutte le altre attività del centro: registrazione degli esemplari in entrata e in uscita, controllo, alimentazione, pulizia delle voliere. Il centro è costato 210 mila euro, a cui hanno contributo per 106 mila euro il Gruppo di azione locale Baldo-Lessinia con finanziamenti europei, la Provincia con 69 mila euro e il Parco per la rimanenza.<br />
A inaugurare l&#8217;attività erano presenti, con l&#8217;assessore provinciale all&#8217;ecologia caccia e pesca Luca Coletto, il presidente di Comunità montana e Parco Stefano Marcolini, Giacinto Albanese e Diego Lonardoni, rispettivamente vicepresidente e direttore del Parco, il sindaco di Erbezzo Remo Valbusa, il consigliere provinciale e responsabile dell&#8217;Ufficio tecnico della comunità Giuseppe Laiti, con alcuni assessori dell&#8217;ente montano.<br />
«Abbiamo portato a termine un progetto che era rimasto sospeso, abbinando alle visite alla malga la convenzione per il centro di recupero della fauna selvatica. Si chiude il cerchio attorno al progetto avviato già dall&#8217;amministrazione di Lucio Campedelli e che ora trova il suo coronamento grazie alla collaborazione della provincia», commenta Marcolini.<br />
«Grazie per la realizzazione», aggiunge il sindaco Valbusa, «ma sono certo che non ci fermeremo qui perché il progetto può avere ulteriori sviluppo con i recinti per gli ungulati». «L&#8217;intervento dà risalto a questo progetto e motiva ancora di più la nascita di quest&#8217;area protetta», sottolinea Albanese, dicendosi soddisfatto per il lavoro svolto in questi anni dal Parco.<br />
«Tutto era partito da un&#8217;intuizione per l&#8217;utilizzo di fondi del Gal», ricorda Laiti, «e la cooperativa Lessinia Servizi sta vincendo la scommessa su Malga Derocon grazie al crescente numero di visitatori che la struttura registra».<br />
«È un classico esempio di progetto ben riuscito anche in tempi di &#8220;vacche magre&#8221;» commenta l&#8217;assessore Coletto, «e si può dire che i soldi sono stati ben investiti. Credo che il percorso ora sarà meno difficile per la cura, la riabilitazione e l&#8217;ospitalità ad animali feriti di cui la Provincia ha competenza per legge».<br />
(Vittorio Zambaldo)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 27 Luglio 2008]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prealpiveronesi.it/2008/07/unoasi-di-riabilitazione-per-gli-animali-selvatici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lobbia, strada più larga Si studiano gli «effetti»</title>
		<link>http://www.prealpiveronesi.it/2008/05/lobbia-strada-piu-larga-si-studiano-gli-effetti/</link>
		<comments>http://www.prealpiveronesi.it/2008/05/lobbia-strada-piu-larga-si-studiano-gli-effetti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 May 2008 10:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stampa (L'Arena)]]></category>
		<category><![CDATA[lessinia]]></category>
		<category><![CDATA[parco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prealpiveronesi.it/?p=324</guid>
		<description><![CDATA[Sarà domani sul tavolo della Giunta integrata di Comunità montana e Parco della Lessinia la valutazione d’incidenza ambientale (Vinca) per l’allargamento della strada Pagani-Malga Lobbia, che collega la contrada più alta della provincia, sopra Campofontana, con la nuova pista di sci di fondo realizzata sui pascoli di Malga Lobbia. Il proposito è di fornire un’analisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà domani sul tavolo della Giunta integrata di Comunità montana e Parco della Lessinia la valutazione d’incidenza ambientale (Vinca) per l’allargamento della strada Pagani-Malga Lobbia, che collega la contrada più alta della provincia, sopra Campofontana, con la nuova pista di sci di fondo realizzata sui pascoli di Malga Lobbia. Il proposito è di fornire un’analisi preliminare per identificare i possibili effetti del progetto sull’ambiente e le eventuali misure di mitigazione a medio e lungo termine. «Non è un atto dovuto», precisa il vicesindaco di Selva Marco Cappelletti, «perché non è richiesto dalla normativa, ma essendo la strada alle porte del Parco, abbiamo preferito munirci anche di questo strumento per evitare contestazioni».<br />
La strada, una piccola carrareccia, costruita con muretti a secco, al limite dei pascoli e per alcuni tratti anche all’interno di un bosco di faggi, è un suggestivo percorso, frequentato da escursionisti che lasciate le auto a Campofontana, o a contrada Pagani, salgono verso Malga Lobbia. L’intervento snaturerebbe un incanto, allargando la strada, creando delle piazzole di scambio, cambiando il fondo ora fatto di pietre affioranti levigate dal transito da secoli di pastori e mandrie in transumanza.<br />
«Non cambierebbe nulla», assicura Cappelletti, «perché il fondo verrebbe lasciato sterrato com’è ora, con gli stessi vincoli di divieto di accesso.Verrebbero solo garantite maggior percorribilità e sicurezza ai mezzi agricoli autorizzati, ai mezzi di servizio per la pista e ai mezzi di soccorso».<br />
Resterebbero escluse le auto private perché Parco e Comunità montana hanno già deliberato la costruzione di un parcheggio di 1.500 metri quadrati in contrada Pagani dove finisce l’attuale carrozzabile. La pista di sci di fondo a Malga Lobbia è stata realizzata nell’estate del 2004, dopo non poche contestazioni da parte di Legambiente, responsabile di un esposto alla Procura, e di alcuni abitanti di contrada Pagani che avevano raccolto firme contro il progetto. La Procura si mosse due anni dopo con sette avvisi di garanzia ad altrettanti indagati perché i lavori per la pista erano stati avviati senza la valutazione di incidenza ambientale, obbligatoria per legge perché l’area è in parte all’interno del Parco ed è classificata come Sic (Sito di importanza comunitaria) e Zps (Zona di protezione speciale), perché era stato dichiarato che i lavori avrebbero interessato un’area di non più di 10mila metri quadrati, quando in realtà il progetto ne ha coinvolto almeno 25mila e la variante necessaria sarebbe stata di competenza regionale e non del Comune. I reati contestati andavano dall’abuso d’ufficio al falso ideologico con concorso di persone nel reato, distruzione o deturpamento di bellezze naturali e danneggiamento.<br />
«Siamo ancora in attesa degli sviluppi», fa sapere Lorenzo Albi, presidente di Legambiente Verona, «e adesso questa nuova Vinca sul progetto di ampliamento della Pagani-Lobbia ci dice intanto che un progetto esiste anche se ancora non lo abbiamo visto. Ma anticipo», avverte Albi, «che se l’obiettivo della Vinca è di rendere fruibile la pista allargando la strada, ci sarà ancora lavoro per la Procura, perché non si può attuare un progetto prima che sia stata definita la viabilità e le modalità di accesso».<br />
(Vittorio Zambaldo)</p>
<p>[Fonte : <a href=""http://www.larena.it">L'Arena</a> del 27 Maggio 2008 ]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prealpiveronesi.it/2008/05/lobbia-strada-piu-larga-si-studiano-gli-effetti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Dynamic Page Served (once) in 0.513 seconds -->
