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	<title>Prealpi Veronesi &#187; meteo</title>
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	<description>Baldo - Carega - Lessinia</description>
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		<title>Previsioni, meglio controllarle spesso</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 09:11:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Occhio alle previsioni meteorologiche &#8220;ravvicinate&#8221; perché questo tempo bizzarro continua a riservare sorprese. «Informatevi, informatevi, informatevi», è dunque la triplice parola d&#8217;ordine di Gabriele Lazzarini, consulente nivologico valanghe meteorologia alpina Servizio valanghe italiane (Svi) del Cai, all&#8217;indomani di una fine settimana burrascoso, in cui la neve ha risparmiato il Baldo solo perché a latitudini inferiori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Occhio alle previsioni meteorologiche &#8220;ravvicinate&#8221; perché questo tempo bizzarro continua a riservare sorprese. «Informatevi, informatevi, informatevi», è dunque la triplice parola d&#8217;ordine di Gabriele Lazzarini, consulente nivologico valanghe meteorologia alpina Servizio valanghe italiane (Svi) del Cai, all&#8217;indomani di una fine settimana burrascoso, in cui la neve ha risparmiato il Baldo solo perché a latitudini inferiori rispetto all&#8217;arco alpino. Ma pioggia, tempesta e neve accompagnate forse da &#8220;meteore&#8221; (in meteorologia è tutto quanto viene dal cielo), ossia lampi, tuoni e fulmini, sono in agguato e solo le previsioni a brevissimo termine possono dire in modo attendibile se e quando capiteranno. Chi deve spostarsi o organizzare qualcosa all&#8217;aperto deve perciò consultare i siti dedicati, tra cui quello nazionale www.ilmeteo.it o regionale www.arpaveneto.it .<br />
Purtroppo infatti, al momento, il sito locale www.meteomontebaldo.it, allestito proprio da Lazzarini al Rifugio Fiori del Baldo, a quota 1750, è fuori uso: «Abbiamo avuto problemi tecnici legati ad un ponte radio che dimostra incongruenze nelle trasmissioni dati via internet», fa sapere. «Anche la telecamera che mandava in rete immagini è fuori uso. Stiamo facendo il possibile per ripristinare il servizio al più presto». L&#8217;inconveniente non impedisce però d&#8217;informarsi. «L&#8217;andamento meteorologico del momento», prosegue, «sta ancora una volta dimostrando l&#8217;impossibilità d&#8217;avere previsioni abbastanza corrette sull&#8217;andamento climatologico a lungo termine. Parlavano di un&#8217;estate torrida, invece, in questo giugno sperimentiamo come sia impensabile avere indicazioni stagionali», evidenzia. «Quindi è una scommessa dire oggi che luglio, agosto e forse settembre sarebbero caratterizzati da picchi elevati di temperature. Le nostre aree montane, Baldo, Lessinia e Gruppo del Carega, mete favorite non solo da veronesi, potranno presentare situazioni estreme, precipitazioni che potrebbero non limitarsi a pioggia, ma scatenarsi in tempeste anche di neve». È già successo che ai rifugi alle quote più alte, sul Baldo al Barana al Telegrafo (a quota 2200), sul Tomba al Primaneve (quota 1766) e sul Carega al Fraccaroli (2238,50). «Chi fa escursionismo, trekking, arrampicata e anche ciclismo o torrentismo deve verificare il meteo 3 giorni prima di organizzarsi, ricontrollare alla vigilia e il giorno stesso», avvisa. Bene aveva fatto così la delegazione veronese dell&#8217;Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi a rimandare l&#8217; &#8220;Onaf day&#8221;, organizzato sempre per il 20 giugno a Malga Novezza di Ferrara. «Intanto», nota Lazzarini, «se pensiamo d&#8217;organizzare qualcosa all&#8217;aperto per domani, è bene controllare a ridosso. Per domani prevedono temporali nel Veronese, in Trentino, nelle province mantovane e lombarde limitrofe, in pianura e montagna».<br />
(B.B. )</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 26 Giugno 2010]</p>
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		<title>Il maltempo non fa sconti Ma il caldo ritornerà subito</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 15:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cielo coperto, vento di bora, piogge diffuse e temperature al di sotto dei 20 gradi. È questa la cornice meteo dentro la quale scorrerà l&#8217;intera domenica. Dopo il pesante passaggio di temporali di ieri pomeriggio, ci aspetta una domenica che promette di diventare una delle più fredde giornate di giugno degli ultimi trent&#8217;anni.
Responsabile del blitz [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cielo coperto, vento di bora, piogge diffuse e temperature al di sotto dei 20 gradi. È questa la cornice meteo dentro la quale scorrerà l&#8217;intera domenica. Dopo il pesante passaggio di temporali di ieri pomeriggio, ci aspetta una domenica che promette di diventare una delle più fredde giornate di giugno degli ultimi trent&#8217;anni.<br />
Responsabile del blitz autunnale di queste ore sarà una poderosa discesa di aria fredda dal Nord Europa, accompagna dalla genesi di una depressione sulla Valpadana. Già ieri, l&#8217;ingresso dell&#8217;aria fredda dalle vallate alpine ha generato numerosi temporali. I primi, sviluppatisi attorno a mezzogiorno, hanno interessato pesantemente il basso Garda, mentre nel primo pomeriggio è stata la volta del villafranchese.<br />
Quelli di Valeggio e Mozzecane sono stati in assoluto in comuni più colpiti, con piogge torrenziali tra le 14 e le 15 (fino a 50 millimetri in un&#8217;ora), pur senza fenomeni violenti. Dopo le 16 è stata la volta della fascia pedemontana e di Verona, sulla quale sono caduti 30 millimetri di pioggia dopo i quasi 50 scesi giovedì mattina. Oggi ne cadranno almeno altrettanti, fatto che porterà le piogge del mese parecchio oltre la media statistica di 90 millimetri.<br />
L&#8217;affondo di aria fredda in atto in queste ore sul Mediterraneo non mancherà di fare notizia. Partiamo dalla neve, prevista anche nel veronese sulle creste del Baldo e del Carega e forse anche della Lessinia. Si tratta di un fenomeno comprensibilmente raro in questo periodo dell&#8217;anno e che dà idea della portata del freddo in arrivo. Tanta aria fredda in quota si riverserà in parte al suolo, tanto che su Verona città difficilmente saliremo oggi oltre i 18 gradi. Lo sviluppo della depressione al suolo darà vita anche a piogge diffuse, accompagnate da una ventilazione di bora molto sostenuta. Insomma, una domenica quasi novembrina.<br />
Ci sono però buone notizie. L&#8217;estate promette infatti di tornare in sella rapidamente. Già domani il tempo avrà voltato pagina, anche se in mattinata farà decisamente fresco: previsti 13 gradi appena. La depressione scivolerà però rapidamente verso est lasciando campo aperto a molte schiarite e ad un rapido aumento della temperatura, di nuovo sui 25° nei valori massimi. L&#8217;arrivo dell&#8217;alta pressione lascia poi intravedere una buona settimana, con prevalenza di sole e temperature piacevoli almeno fino a venerdì, mai superiori ai 29 gradi. AL.AZ.<br />
Previsioni confermate, acquazzoni a raffica, strade allagate, ma soprattutto in zona Valeggio, Pastrengo e Domegliara, dove i vigili del fuoco in mattinata sono stati impegnati anche a prosciugare cantine e scantinati.<br />
Un intervento c&#8217;è stato anche a Soave, in località Castelcerino in via Libertà, per una crepa in un&#8217;abitazione, ma non si è ancora in grado di capire se sia stata la pioggia infiltrata nelle intercapedini a provocare la rottura del muro o un inevitabile cedimento strutturale.<br />
La casa è in ristrutturazione e ha ceduto uno dei muri portanti. Sono stati gli altri residenti a dare l&#8217;allarme, chiamando anche i carabinieri, oltre che i vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza l&#8217;edificio che però non è abitato. Il crollo non ha provocato danni alle altre case, ma la zona è stata recintata con il nastro bianco e rosso in attesa delle disposizioni del primo cittadino.<br />
Non si sono registrati i disastri dell&#8217;altro giorno eprchè poi i rovesci hanno lasciato lo spazio a una pioggerella insistente, ma leggera e terreni o strade hanno fatto a tempo a drenare senza complicazioni particolari per la viabilità. </p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 20 giugno 2010]</p>
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		<title>Torna il sereno, ma domenica in montagna cadrà la neve</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 10:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà un fine settimana a due volti: prevalentemente soleggiato tra oggi e domani, perturbato domenica.
La seconda metà di giugno sembra avere intenzioni opposte alla prima: saranno innanzitutto assenti le correnti africane che hanno già fatto sentire i loro effetti non più tardi di una settimana fa. Al loro posto prevarrà un flusso di aria fresca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà un fine settimana a due volti: prevalentemente soleggiato tra oggi e domani, perturbato domenica.<br />
La seconda metà di giugno sembra avere intenzioni opposte alla prima: saranno innanzitutto assenti le correnti africane che hanno già fatto sentire i loro effetti non più tardi di una settimana fa. Al loro posto prevarrà un flusso di aria fresca prevalentemente nord-orientale che terrà le temperature al di sotto dei 30 gradi almeno fino agli ultimi giorni del mese.<br />
Mancherà poi l’alta pressione, fatto che lascia intravedere tempo poco stabile anche per la prossima settimana.<br />
ACQUA A SECCHIATE. Positivo, per ora, il ritiro dell’afa. Il rimescolamento delle correnti è avvenuto maniera prevedibilmente acuta: lo testimonia il pesante nubifragio che ha interessato la città ieri mattina: in poco più di un’ora si sono riversati su Verona fra 35 e 50 millimetri di pioggia, specie nella parte ovest e sud.<br />
In pratica, in sessanta minuti è caduta metà della pioggia che giugno dovrebbe ricevere in base alla statistica, con il solito corredo di allagamenti e traffico rallentato. Il nubifragio è arrivato fortunatamente in orari non ancora troppo caldi. Fosse arrivato nel pomeriggio avrebbe trovato molta più energia e i suoi effetti sarebbero stati peggiori.<br />
È stata segnalata comunque qualche grandinata nella zona di San Giovanni e Raldon.<br />
NUOVO GUASTO. Il tempo dei prossimi giorni promette un nuovo guasto. Se oggi prevarrà il sole, con prospettive di cielo poco nuvoloso e temperature gradevoli anche in serata per la «prima» della stagione lirica (probabilità di pioggia inferiore al 20 per cento), non altrettanto si potrà dire per i prossimi giorni.<br />
Un flusso di aria fredda settentrionale, una vera cascata di aria gelida proveniente dal Mare del Nord, tenderà a penetrare nel Mediterraneo dalla Valle del Rodano dando vita ad una depressione sulla che a partire da domani sera farà peggiorare nettamente il tempo su tutta l’Italia settentrionale. Scontata, sulla base di questa tendenza, una domenica con tempo perturbato, quindi con cielo coperto, piogge diffuse a carattere continuo e temperature massime non superiori ai 18-19 gradi.<br />
NEVE IN QUOTA. Tornerà addirittura la neve oltre ai duemila metri di quota (e localmente anche più in basso) sulle creste del Baldo e del Carega. Sarà poi un peggioramento seguito da un notevole abbassamento termico, con temperature che nel primo mattino di lunedì si porteranno a 12-13 gradi. In più risentiremo poi del flusso fresco in arrivo almeno fino alla fine alla metà della prossima settimana.<br />
Anche lunedì il tempo resterà molto instabile, mentre per martedì si attendono ampie schiarite, pur con temperatura massima non superiore ai 23-24 gradi. Nessuna traccia di afa per almeno dieci giorni.<br />
UN GIUGNO «NORMALE». Al contrario di quanto sta accadendo quest’anno, con un giugno che dovrebbe chiudere con temperature sostanzialmente in linea con le medie, nell’ultimo decennio questo mese ha sempre manifestato una forte anomalia termica, con un caldo totalmente fuori dagli schemi. Scorrendo i dati degli annuali meteo si nota infatti che nel trentennio 1965-1995 i mesi di giugno presentavano caratteristiche nettamente più primaverili che estive, con temperature medie mensili di circa 20 gradi, non certo 23-24 come avviene attualmente. Assai raramente giugno aveva presentato valori termici elevati, limitandosi in molti casi a proporre picchi massimi di 31-32 gradi per un due o tre giorni. In questi trent’anni si contano appena tre mesi di giugno con massime oltre i 34 gradi.<br />
Dal 1996 ad oggi sono invece ben otto gli anni in cui giugno ha raggiunto e superato i 34 gradi. E in quattro casi si è andati pure oltre i 35 gradi.<br />
(Alessandro Azzoni)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 18 Giugno 2010]</p>
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		<title>Conoscere la neve per evitare disgrazie</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 20:39:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Obiettivo: conoscere. Con «Sicuri sulla neve» il Cai e il Soccorso alpino hanno lanciato una campagna di informazione sui problemi della frequentazione della montagna invernale, innevata. La necessità di una maggiore sensibilizzazione è esplosa negli ultimi anni con il diffondersi dell’escursionismo con racchette da neve. Che permettono a chiunque di andare in qualsiasi luogo, anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Obiettivo: conoscere. Con «Sicuri sulla neve» il Cai e il Soccorso alpino hanno lanciato una campagna di informazione sui problemi della frequentazione della montagna invernale, innevata. La necessità di una maggiore sensibilizzazione è esplosa negli ultimi anni con il diffondersi dell’escursionismo con racchette da neve. Che permettono a chiunque di andare in qualsiasi luogo, anche senza possedere una conoscenza specifica dei rischi di un’attività in zone non sorvegliate, come invece lo sono le piste di sci, e lontane, in caso di necessità, da centri di soccorso o di chiamata.<br />
«Dopo vari incidenti e allarmi anche sui Lessini», spiega Gabriele Lazzarini, esperto del Servizio valanghe del Cai, «credo opportuno creare eventi che aiutino le persone di buon senso a conoscere in modo più esaustivo la neve e le sue dinamiche, situazioni che si possono incontrare anche durante una &#8220;semplice&#8221; gita con le ciaspole». Le indagini sul «popolo della neve» svelano come la dotazione di materiali di autosoccorso diminuisca in base alla difficoltà tecnica della disciplina praticata: «Lo scialpinista, il più esposto al rischio delle valanghe, porta nel 55 per cento dei casi con sè, l’apparecchio elettronico di ricerca, nel 33 la pala da neve e nel 20 la sonda; non così freerider e snowboarder, tra i quali ben pochi portano con sé questi strumenti, praticamente ignorati tra gli escursionisti con racchette da neve».<br />
L’altro cardine della sicurezza, spiega ancora Lazzarini, è l’informazione: «Prima di ogni gita, anche apparentemente banale, è indispensabile farsi un’idea delle condizioni meteorologiche e della neve». I siti di riferimento, soprattutto per la zona dell’arco alpino sono: www.cai-svi.it &#8211; www.aineva.it &#8211; www.meteomont.it. «Le cronache di questo inverno», prosegue l’esperto del servizio valanghe, «hanno già purtroppo riportato gravi incidenti per slavine sia sul versante italiano che su quello svizzero».<br />
Lazzarini, dunque, propone ai gruppi sportivi e alpinistici interventi gratuiti per illustrare i principi della meteo-nivologia. Domani, per il gruppo «Emozioni in movimento», sarà a Verona, alle 20.30 nella sala civica in via Brunelleschi; il 18 a San Martino Buon Albergo. «Il tema viene presentato da un supporto video, un dvd già tradotto in cinque lingue e divulgato dallo Servizio valanghe del Cai nazionale; ne saranno estratti capitoli di facile apprendimento, con filmati su valanghe vere, con reale coivolgimento di persone. Si potrà vedere», conclude Lazzarini, «come si possa conoscere la neve, oltre al modo più sicuro per organizzare le gite individuali o di gruppo».<br />
Le ciaspole? «Una volta compresi i limiti tecnici delle racchette da neve, nulla di più bello del muoversi in aree incontaminate, alla ricerca di sensazioni. Ma con la sicurezza che la montagna richiede, in inverno ancor più che nella stagione estiva».<br />
(P.M.)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 04 Febbraio 2010]</p>
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		<title>Un’altra giornata bianca poi arriveranno il freddo e da giovedì altri fiocchi</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 14:01:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella serata di ieri erano quasi 30 i centimetri di neve fresca scesi ai 1.550 metri di San Giorgio. Nel pomeriggio qualche goccia di pioggia mista ai fiocchi ha in parte disturbato l&#8217;attesissima precipitazione, ma dalla serata la nevicata è proseguita con regolarità in tutta la Lessinia e sul Baldo oltre i 1.300 metri. Altra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella serata di ieri erano quasi 30 i centimetri di neve fresca scesi ai 1.550 metri di San Giorgio. Nel pomeriggio qualche goccia di pioggia mista ai fiocchi ha in parte disturbato l&#8217;attesissima precipitazione, ma dalla serata la nevicata è proseguita con regolarità in tutta la Lessinia e sul Baldo oltre i 1.300 metri. Altra neve cadrà oggi, tra 20 e 30 centimetri almeno fino al pomeriggio-sera, e stavolta anche a quote più basse per la cessazione dello scirocco e per il contemporaneo arrivo di masse d&#8217;aria più fredda da nordovest. Il tempo migliorerà solo domani con l&#8217;arrivo di ampie schiarite, e sarà allora che gli operatori avranno il loro bel da fare per l&#8217;assestamento della nevicata probabilmente più abbondante dell&#8217;anno, almeno finora.<br />
E c&#8217;è un&#8217;altra buona notizia. Da lunedì saremo interessati da correnti fredde di provenienza continentale, giusto quel che serve per consolidare il manto nevoso, mentre giovedì il tempo tornerà a peggiorare con arrivo di altra neve sui monti veronesi, accompagnata da temperature in ulteriore calo nel fine settimana. Insomma, il bel manto nevoso che ha finalmente ricoperto il Baldo e la Lessinia promette stavolta di restare fino a primavera, anche in considerazione del freddo molto intenso previsto da più fonti meteo nella seconda metà di gennaio. Neve provvidenziale anche sulle Alpi. Grazie allo scirocco la montagna trentina e altoatesina hanno visto apporti nevosi molto più pesanti, vicini al metro in molte località. Da notare che dalla serata di ieri sta nevicando anche a Trento, città di fondovalle a meno di 200 metri di quota ma completamente «nascosta» al soffio dei tiepidi venti adriatici. Venti che investono invece direttamente la Lessinia (e molto meno il Baldo) portando spesso la pioggia al posto della neve anche a quote elevate. Così è stato ieri, anche se solo per poche ore nel pomeriggio. Fino a giovedì la situazione neve era davvero desolante. La pioggia torrenziale di Natale e le alte temperature dei giorni successivi avevano divorato il metro di neve che era caduto provvidenzialmente nella nevicata precedente l&#8217;Immacolata e in quella dei giorni tra il 18 e il 22 dicembre. I 5-10 centimetri erano davvero pochi per garantire l&#8217;apertura delle piste di discesa e da fondo, tant&#8217;è che tra Natale e Capodanno gli impianti sono rimasti chiusi. La neve dei monti ha lasciato invece spazio a molta pioggia in tutte le zone di pianura. A Verona sono caduti circa 20 millimetri d&#8217;acqua, ma altrettanti ne arriveranno oggi. Da segnalare anche il considerevole aumento della temperatura, anche se limitato alla sola fascia pedemontana per il fenomeno del «foehn lessinico». Da Pescantina a San Bonifacio il termometro si è portato a quota 7-8 gradi, mentre ai confini con il mantovano ha superato appena i 3°.<br />
(AL.AZ.)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 09 Gennaio 2010]</p>
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		<title>Doline come «freezer»: meno 29 gradi</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 19:49:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il clima disorienta anche in Lessinia perché dopo il mezzo metro di neve caduta già a novembre si è assistito all’acquazzone della vigilia di Natale che ha vanificato tutti gli sforzi per preparare al meglio le piste di discesa e di fondo. Eppure solo pochi giorni prima c’era stato freddo polare, con la colonnina di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il clima disorienta anche in Lessinia perché dopo il mezzo metro di neve caduta già a novembre si è assistito all’acquazzone della vigilia di Natale che ha vanificato tutti gli sforzi per preparare al meglio le piste di discesa e di fondo. Eppure solo pochi giorni prima c’era stato freddo polare, con la colonnina di mercurio a fiorare i meno 30 °C: è successo giovedì 17 dicembre nella Busa di Malga Malera a 1528 metri sul livello del mare, poco sopra la stazione sciistica di San Giorgio.<br />
Il dato esatto di meno 29,06 °C lo ha raccolto Flavio Menini, dell’associazione «Estremi di Meteo4», attraverso il sensore collocato in uno dei siti della Lessinia che partecipano al progetto di monitoraggio curato dall&#8217;associazione Meteo Triveneto, che in collaborazione con Arpav, Centro valanghe di Arabba e Unione meteo Friuli Venezia Giulia, segue costantemente la temperatura di una cinquantina di doline e conche montane del Triveneto. Le doline lessiniche monitorate, tutte nelle vicinanze di San Giorgio, sono: la Busa del Grolla a quota 1545 metri, che ha raggiunto la temperatura minima di meno 23,4 °C il 17 dicembre; il Buco del Ciglione a quota 1520 metri, che ha toccato una minima di meno 25,68 il 20 dicembre; la Busa di Malga Malera con il primato appunto di meno 29,06.<br />
«I dati sono interessanti, ma ancora lontani dal record dello scorso inverno quando il 4 gennaio, al Buco del Ciglione, si registrarono meno 36,4 °C», aggiunge Menini. Del resto lo scorso gennaio fu anche record storico con i meno 43,8 gradi centigradi alla Busa della Manna, a 2546 metri, sulle Pale di San Martino, in Trentino, raggiunti alle 3 di notte del 9 gennaio, record che polverizzò il precedente di meno 41 °C registrati alla Capanna Margherita, sulla cima del Monte Rosa, a 4559 metri nell’inverno del 1929. Perché a quote non particolarmente elevate si raggiungano temperature così basse lo spiega il fenomeno fisico e meteorologico chiamato «irraggiamento», cioè perdita di calore del suolo. Le doline carsiche accentuano l’irraggiamento notturno perché l’acqua s’infiltra nel terreno, che non sfrutta più una certa capacità termica dell’acqua a trattenere calore, permettendo quindi al terreno di raffreddarsi molto velocemente. Si tratta poi di conche all’interno di altipiani, senza rilievi intorno o comunque con basso orizzonte orografico e in assenza di vento, umidità bassa e neve al suolo, si creano le condizioni ideali perché nascano all’interno delle doline dei «laghi» di aria fredda. In pratica le doline della Lessinia funzionano come trappole del freddo perché l’aria calda salendo verso l’alto lascia sul fondo quella più fredda, che si accumula e non se ne va, anzi diventa sempre più fredda, specialmente se durante il giorno manca il contributo dei raggi solari.<br />
Non si è arrivati al record ma a dicembre ha fatto molto freddo anche a San Giorgio: «Contrariamente a quanto è successo in pianura», spiega Menini, «qui il vento gelido di origine artica-continentale è continuato a soffiare senza tregua in quota, impedendo di fatto il raffreddamento notturno per irraggiamento».<br />
Tuttavia sono interessanti i dati raccolti sul posto da Luca Codognola nel corso del mese di dicembre: il record della minima è stato domenica 20 con meno 16,1 °C e la massima ferma a meno 7. Due giorni prima la minima era meno 14,4 e la massima non è riuscita da alzarsi sopra i meno 9,4 °C.<br />
«Temperature più basse in tempi recenti si sono avute l’1 e 2 marzo 2005 e il 30 e 31 dicembre dello stesso anno, quando nella piana di San Giorgio si toccarono i 20 gradi sottozero», ricorda Menini.<br />
Basse temperature si sono registrate a dicembre anche a Boscochiesanuova, in centro paese, dove venerdì 18 sono stati raggiunti i meno 10,5 °C e i meno 11,3 il giorno successivo, mentre nelle stesse date la temperatura massima è rimasta costantemente, secondo i dati Arpav, sotto i meno 7 °C anche in pieno giorno.</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 06 Gennaio 2010]</p>
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