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	<title>Prealpi Veronesi &#187; graziani</title>
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		<title>Strada Graziani resta chiusa A giugno partiranno i lavori</title>
		<link>http://www.prealpiveronesi.it/2010/03/strada-graziani-resta-chiusa-a-giugno-partiranno-i-lavori/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 13:07:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Resterà chiusa per un’altra estate la strada Graziani Sp8 chiusa dal 6 maggio 2008 dopo la caduta di un masso, seguita da altri episodi minori, in località Dosso Struzzenà a circa 500 metri dal sacrario del Baldo a Ferrara.
Il progetto esecutivo per i lavori di stabilizzazione del materiale detritico è giunto alla fase di approvazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Resterà chiusa per un’altra estate la strada Graziani Sp8 chiusa dal 6 maggio 2008 dopo la caduta di un masso, seguita da altri episodi minori, in località Dosso Struzzenà a circa 500 metri dal sacrario del Baldo a Ferrara.<br />
Il progetto esecutivo per i lavori di stabilizzazione del materiale detritico è giunto alla fase di approvazione e ora stanno giungendo gli ultimi nulla osta di carattere ambientale. Tra aprile e maggio si conoscerà quindi la ditta che eseguirà i lavori mentre le opere a carico della Provincia per 500mila euro, partiranno a giugno e si concluderanno entro un anno.<br />
«L’intervento che faremo è molto importante», premette l’assessore provinciale alla Protezione civile, Giuliano Zigiotto: «La frana, del 2008 quando un masso di 1-2 metri cubi era crollato spaccando asfalto e danneggiando alberi, era infatti stata causata dalla presenza, circa 20 metri a monte, di un conoide detritico completamente saturo. È talmente saturo», precisa, «che, se una roccia vi casca con energia, come accadde allora, la frana rischia di piombare sulla strada, di conseguenza chiusa al traffico per salvaguardare l’incolumità delle persone».<br />
Per evitare repliche s’è previsto un duplice sistema di protezione. «Da un lato si va a profilare il conoide, svuotandolo dei detriti e creando una strisciata pianeggiante larga 20 metri dove i massi possono accumularsi», spiegano i tecnici dell’Unità operativa dissesti idrogeologici, da tempo molto impegnati su questo fronte. «Dall’altro, sul lato rivolto alla strada, si pone una barriera paramassi in metallo che tratterrà quelli che, per dimensioni ed energia potrebbero superare il vallo».<br />
Sono state proprio le modalità di questi lavori a richiedere ulteriori valutazioni allungando i tempi. Si è cioè dovuto calcolare, con la massima precisione, come realizzare la strada di accesso al cantiere provocando il minor impatto ambientale possibile. «Abbiamo quindi fatto un rilievo topografico del bosco e, coadiuvati dai colleghi del Settore progettazione strade, ipotizzato la migliore via d’acceso, limitandone la larghezza a quattro metri, per consentire il transito di camion e ruspe, e la lunghezza di 250, calcolando la conseguente fascia di disbosco», proseguono i progettisti. Si attende ora solo il nulla osta di Veneto Agricoltura proprietario dei fondi.<br />
«Abbiamo persino segnato le piante (abeti, larici e pini neri) da eliminare lungo il tracciato», proseguono. «Il risultato è tale», conclude Zigiotto, «che si potrebbe valutare se mantenere tale strada poiché una via d’accesso potrebbe essere utile, anche in futuro, per manutenzione ordinaria e svuotamento del vallo». È evidente che, per un’altra stagione, la strada resterà chiusa al transito , nonostante le necessità di quanti, a causa di questo stop dal sacrario alle Valbrutte, si vedono tagliati fuori.<br />
I disagi, come aveva ricordato lo stesso sindaco Paolo Rossi, che a suo tempo aveva chiesto alla Provincia un intervento di ripristino di massima urgenza, li subiranno residenti e le attività commerciali a monte, soprattutto nelle località Castello, Cacciatore, Novezza e Bocca Navene. Ora infatti chi transita deve percorrere la sp 8 Del Baldo passando per il centro. «Ci rendiamo conto che la strada resterà chiusa, ma l’intervento è importante e risolutivo. Del resto la priorità delle amministrazioni, sia comunale sia provinciale, è la salvaguardia dell’incolumità delle persone», dice Zigiotto, che anticipa: «Per attuare eventuali altri interventi, che perfezionerebbero il lavoro, abbiamo anche chiesto alla Regione Veneto, un ulteriore finanziamento».</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 11 Marzo 2010]</p>
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		<title>Mezzo milione per riaprire la strada Graziani al turismo</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 20:18:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non è più un miraggio l’apertura della Strada Graziani, che era stata chiusa a luglio del 2008 dalla Provincia dopo che, alle 15 del 6 maggio 2008, la protezione civile del Comune di Ferrara di M.Baldo segnalò la caduta di massi in località Dosso Strezzanà, a circa 500 metri dal Sacrario del Baldo.
Il progetto preliminare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è più un miraggio l’apertura della Strada Graziani, che era stata chiusa a luglio del 2008 dalla Provincia dopo che, alle 15 del 6 maggio 2008, la protezione civile del Comune di Ferrara di M.Baldo segnalò la caduta di massi in località Dosso Strezzanà, a circa 500 metri dal Sacrario del Baldo.<br />
Il progetto preliminare per i «Lavori di stabilizzazione del materiale detritico sulla Sp 8dir del Baldo» era stato subito approvato a novembre, a settembre è passato il definitivo che è stato ora presentato alla Conferenza di servizi convocata dal Settore Area manutenzione patrimonio edilizio e rete viaria provinciale dell’Unità operativa dissesti idrogeologici e protezione civile, curata dall’assessorato Giuliano Zigiotto<br />
All’incontro, presieduto da dirigente Riccardo Castegini, dal progettista Ugo Franceschetti, dal direttore lavori Armando Lorenzini e dal responsabile unico di procedimento Francesco Ludovico, erano rappresentati, tra gli enti interessati, Comune, Servizio forestale regionale e Veneto agricoltura.<br />
«L’opera è nel programma delle opere pubbliche per quest’anno, va ora elaborato ed approvato l’esecutivo e in primavera appalteremo i lavori», assicura Zigiotto, che una settimana fa è stato sul posto col sindaco Paolo Rossi, che commenta: «Non entro nel merito del progetto, quanto nella tempistica, che auspico sarà tale da far sì che la strada sia aperta per l’estate per permettere il transito a turisti, residenti ed operatori economici che ne hanno assoluto bisogno».<br />
Prima di spiegare come si procederà i tecnici hanno ricordato quanto avvenne 20 mesi fa quando, al chilometro 4.400 circa, spaccando asfalto e danneggiando alberi, piombò un masso di circa due metri cubi seguito da altri crolli di varie proporzioni.<br />
Non si trattò purtroppo della normale caduta di rocce da una parete, come già accaduto su altre provinciali, ma di un evento legato alla configurazione geologica di quel tratto montano.<br />
Infatti, circa 20 metri a monte dalla strada, sotto il distacco, c’è un conoide detritico, un giacimento, che aveva ed ha raggiunto la saturazione. Ed è a tal punto colmo di rocce e pietre che non svolge più alcuna funzione di accumulo e sbarramento tanto che ogni caduta di sassi può superarne il limite e raggiungere la strada con potenziale pericolo per chi transita. Pericolo acuito dalla scarsità di alberi che frenerebbero le rocce che possono così rotolare sulla Graziani a velocità anche molto elevata.<br />
Per salvaguardare dunque l’incolumità pubblica la Provincia emise un’ordinanza di chiusura, ancora vigente, che per due estati (poiché d’inverno la Graziani è da sempre chiusa) ha causato non poco scontento tra la popolazione trovatasi isolata.<br />
Ora la macchina dell’Uo è partita, come conferma la convocazione della Conferenza. «Per mettere la via in sicurezza si pulirà la parete nel punto di distacco tagliando siepi ed arbusti. Poi si farà un “disgaggio” (distacco) controllato dei massi instabili di modeste dimensioni e saranno ancorati quelli grandi con funi d’acciaio e reti di contenimento corticale», spiegano i tecnici. «Sarà quindi rimosso il materiale che occupa il conoide realizzando un vallo di contenimento che raccoglierà i massi che continuano a cadere per un naturale fenomeno di disgregazione calcarea».<br />
La strada, a questo punto, potrebbe già essere riaperta, ma, per sicurezza, si monteranno fasce di barriere paramassi metalliche (150 metri per 6 di altezza) per assorbire l’energia di eventuali altre rocce oltre il vallo.<br />
Tali interventi sono stati predisposti dopo puntuali sopralluoghi, l’ultimo a luglio, che hanno chiarito entità dell’ammasso da asportare, pendenze di rotolamento, lunghezza esatte della barriera da porre, numero esatto di metri quadri da pulire, punti esatti ove porre le reti.<br />
Si sono persino già individuati sia i blocchi di roccia da bloccare sia quelli che si potranno staccare. Calcoli informatici e simulazioni di rotolamenti hanno permesso di stabilire, con precisione massima, le altezza migliori per le barriere metalliche.<br />
La spesa prevista per l’intervento è di 500mila euro.<br />
(Barbara Bertasi)</p>
<p>[Fonte : < a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 03 Novembre 2009]</p>
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		<title>La strada del Baldo «ostaggio» di una frana</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 12:18:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Monta la protesta per la chiusura prolungata della sp8 dir Graziani che eccezionalmente, in orario limitato, è stata resa percorribile con sensi unici per il tradizionale Raduno provinciale combattenti e reduci di domenica scorsa al Sacrario a Ferrara di Monte Baldo in località Peagne. Fino a qui la strada sarebbe comunque percorribile, il tratto vietato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Monta la protesta per la chiusura prolungata della sp8 dir Graziani che eccezionalmente, in orario limitato, è stata resa percorribile con sensi unici per il tradizionale Raduno provinciale combattenti e reduci di domenica scorsa al Sacrario a Ferrara di Monte Baldo in località Peagne. Fino a qui la strada sarebbe comunque percorribile, il tratto vietato è il successivo, verso località Moie, prima di località Castello (venendo da Spiazzi) da cui si arriverebbe dal bivio Cacciatore, dove pure c’è un segnale di divieto di transito.<br />
«Al di là del fatto che la frana del maggio 2008 sia stata più o meno grave», esordisce Natascia Lorenzi, che sta all’agriturismo di Castello, raggiungibile solo percorrendo la comunale che attraversa il paese (circa 5 chilometri in più), «siamo preoccupati e ci chiediamo quando effettivamente inizieranno i lavori di messa in sicurezza. Noi e le altre famiglie che risiedono e lavorano qui non riusciamo ad avere informazioni precise e siamo molto penalizzati. Chiediamo alle autorità più chiarezza».<br />
A questa «nebulosità» si aggiunge la beffa quotidiana: «Per consentire il passaggio a chi svolge l’alpeggio, una ventina di giorni fa è stato tolto il cumulo di terra che impediva il passaggio di veicoli poiché le transenne poste a luglio, a seguito della caduta, non servivano. Così ora, nonostante il divieto, è un continuo via vai di auto, bici e moto». «Ci pare in ogni caso assurdo», prosegue, «che, a un anno da un episodio non seguito da alcun altro crollo se non normali cadute di sassi al disgelo, sia ancora tutto fermo. L’incolumità delle persone è cara anche a noi, ma ci sentiamo ingiustamente ignorati».<br />
L’ordinanza che ha costituito un’eccezione alla regola della chiusura e che ha consentito di disciplinare il traffico per la cerimonia la Sacrario è stata emessa dal Comune di Caprino per il tratto di competenza, in conformità al provvedimento della Provincia. «Provvedimento necessario perché la Graziani è interrotta dopo il Sacrario che, pur essendo in territorio di Ferrara di Monte Baldo, è parte di malga Basiana di proprietà del Comune di Caprino ed era stato poi ceduto all’Ancr», dice il sindaco Stefano Sandri: «Auspico anch’io che i lavori da parte della Provincia inizino presto per favorire il transito».<br />
Il sindaco di Ferrara Paolo Rossi: «Siamo lieti della collaborazione tra Comuni, Provincia e Associazione nazionale combattenti e reduci che ha consentito lo svolgimento della manifestazione che non prevede apertura di strade, ma solo sensi unici con orari precisi». «Auspichiamo però», incalza, «e da un anno come amministrazione ci stiamo interessando, che i lavori di messa in sicurezza, già finanziati per 500mila euro, siano svolti al più presto: sono fondamentali per chi sta in montagna. Chi ignora i divieti commette un’infrazione, con sanzione salata e decurtazione di punti. A suo rischio e pericolo».<br />
Carletto Perazzoli, presidente dell’Ancr, taglia corto: «Mi spiacciono certe proteste, polemiche che non voglio. A noi serve la collaborazione di entrambi i Comuni e la comprensione della gente».<br />
(Barbara Bertasi)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 23 Giugno 2009]</p>
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		<title>E al rifugio si dimezzano i «coperti»</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 10:07:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La chiusura della «strada Graziani» non è certo un bel regalo di fine stagione per il turismo della zona.
Infatti il Ferragosto è stato decisamente «magro» per i gestori del bar ristorante «Bocca Navene». E anche il futuro, perlomeno per come si prospetta al momento, ha tinte decisamente fosche. La struttura, infatti, si trova proprio a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La chiusura della «strada Graziani» non è certo un bel regalo di fine stagione per il turismo della zona.<br />
Infatti il Ferragosto è stato decisamente «magro» per i gestori del bar ristorante «Bocca Navene». E anche il futuro, perlomeno per come si prospetta al momento, ha tinte decisamente fosche. La struttura, infatti, si trova proprio a pochi metri dalla strada disastrata, e risente del blocco forzato del traffico dei tursiti.<br />
«Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso abbiamo lavorato meno della metà», esordisce amaramente Manuel Manotti il quale, con il padre Mario e la madre Reana, conduce il locale. «In cifre tutto questo si traduce in una cinquantina di coperti rispetto ai 110 circa dell’anno scorso, che già non erano molti. Noi di solito lavoriamo con chi arriva da San Valentino, da Caprino e dal lago di Garda, ma con l’interruzione della &#8220;provinciale 8&#8243; tutti i potenziali avventori sono deviati e i curiosi non si fermano certamente da noi».<br />
Prospettive quindi tutt’altro che incoraggianti: «Se la strada resterà chiusa ancora a lungo, questa stagione può considerarsi ormai persa. A metà ottobre la Graziani è già chiusa per la possibilità di tratti innevati. Nella migliore delle ipotesi ci resterà a malapena il mese di settembre per lavorare».B.B.<br />
(B.B.)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 17 Agosto 2008]</p>
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		<title>Chiusura senza scadenza per la strada Graziani</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 10:06:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Resterà chiusa a lungo la strada Graziani, la «provinciale 8 del Baldo», nel tratto tra Prà Alpesina e Bocca Navene di Malcesine. E non è nemmeno detto che per quest’anno riaprirà, dato che comunque, tradizionalmente, in autunno, la Provincia la vieta al traffico in vista dell’arrivo di ghiaccio e neve.
Letteralmente «saltata», con un effetto simile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Resterà chiusa a lungo la strada Graziani, la «provinciale 8 del Baldo», nel tratto tra Prà Alpesina e Bocca Navene di Malcesine. E non è nemmeno detto che per quest’anno riaprirà, dato che comunque, tradizionalmente, in autunno, la Provincia la vieta al traffico in vista dell’arrivo di ghiaccio e neve.<br />
Letteralmente «saltata», con un effetto simile a una sorta di esplosione, durante un violentissimo temporale nella notte tra l’1 e il 2 agosto, è stata scandagliata alla vigilia di Ferragosto dagli artificieri dell’Ottavo reggimento Genio guastatori Folgore di Legnago.<br />
Gli specialisti militari, dopo avere constatato come in superficie non ci sia traccia di materiale bellico, hanno auspicato una bonifica «definitiva e sistematica» della zona per essere certi che sottoterra non si celino ordigni inesplosi, residuati bellici. Hanno quindi redatto una relazione che è stata consegnata ai carabinieri della stazione di Malcesine, intervenuti sul posto con il dirigente dell’Unità operativa dissesti idrogeologici protezione civile della Provincia, i vigili del fuoco di Bardolino e l’Avs (Associazione volontari soccorso) di Torri, i quali al più presto invieranno un verbale alla Prefettura di Verona.<br />
Per il sindaco di Malcesine, Valente Chincarini, e anche per gli operatori locali questa «moratoria» per il traffico, dai tempi prevedibilmente non brevi, è una disdetta.<br />
«È un problema per la viabilità in generale, per i turisti e per i gestori dei bar e ristoranti vicini che, ormai da un mese, lavorano pochissimo. Inoltre», aggiunge, «a settembre sarebbero dovuti partire i lavori di ampliamento della seggiovia Prà Alpesina-Belvedere-Garda e si sarebbe dovuti perciò passare proprio dalla sp8 per portare il materiale in quota. Ora, invece, se la strada non sarà ripristinata a breve, dovranno sfruttarsi vie alternative meno agevoli».<br />
La bonifica potrebbe non essere immediata e in ogni caso non si risolverà in due ore come il sopralluogo preventivo del 14 agosto. La zona andrebbe setacciata con molta attenzione in profondità. Anche attivando una procedura d’urgenza, l’intera area verrebbe delimitata e, previa progettazione, sarebbero necessari anche carotaggi per prelevare campioni di terreno e verificare la presunta presenza di esplosivo.<br />
«Presumono che la strada sia stata distrutta da un’esplosione, anche molto forte, per cui i controlli s’impongono», allarga le braccia il sindaco, il quale il 14 agosto era sul posto, puntualissimo, e ha seguito, seppur alle debite distanze di sicurezza, l’indagine che non ha rilevato residuati bellici inesplosi (che sarebbero stati subito disinnescati), né parti di essi, o schegge, né fonti magnetiche.<br />
Alla notizia, i vertici del Consorzio Funivia Malcesine Monte Baldo proprietario della Seggiavia Pra’ &#8211; Alpesina &#8211; Belvedere &#8211; Garda, che puntano a trasformare l’ impianto monoposto in quadriposto per la prossima stagione sciistica, non fanno drammi.<br />
Il presidente Giuseppe Venturini non intende lasciarsi fermare da quei quindici metri di strada chiusa, anche se ovviamente farebbero comodo per passare più agevolmente con le macchine. «Noi auspichiamo che la bonifica non richieda tempi lunghissimi e che, una volta effettuata, la Provincia di Verona ripristini al più presto la viabilità. Altrimenti», fa sapere, “lavoreremo realizzando una teleferica. Del resto è così che in passato si costruivano questi impianti a fune».<br />
Un’altra soluzione potrebbe essere quella di passare per Rovereto, Mori, Brentonico con mezzi più piccoli che supererebbero le strette gallerie scavate nella montagna. «Per settembre i lavori devono iniziare per essere operativi già quest’inverno», ribadisce Venturini. Il Consorzio ha già interpellato le ditte per vedere quale farà l’offerta più conveniente. La spesa sarebbe intorno ai 3 milioni di euro, cifra che in parte s’ammortizzerebbe partendo a fine anno. Nel capitolato speciale si considera anche la possibilità di realizzare, appunto, una teleferica.<br />
(Barbara Bertasi)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 17 Agosto 2008]</p>
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		<title>Ordigni inesplosi La «Graziani» sarà bonificata</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 20:14:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sarà l’Ufficio bonifica campi minati del Reparto infrastrutture di Padova dell’esercito a occuparsi della bonifica della «Strada Graziani». Una bonifica che, dopo il sopralluogo effettuato ieri dagli artificieri dell’Ottavo Reggimento Folgore di Legnago, appare, dicono, «ormai auspicabile». Intanto la strada «Graziani» resta chiusa da Alpesina e Bocca Navene.
Infatti, dall’indagine superficiale, ammettono gli specialisti militari, «non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà l’Ufficio bonifica campi minati del Reparto infrastrutture di Padova dell’esercito a occuparsi della bonifica della «Strada Graziani». Una bonifica che, dopo il sopralluogo effettuato ieri dagli artificieri dell’Ottavo Reggimento Folgore di Legnago, appare, dicono, «ormai auspicabile». Intanto la strada «Graziani» resta chiusa da Alpesina e Bocca Navene.<br />
Infatti, dall’indagine superficiale, ammettono gli specialisti militari, «non è apparso nulla di evidente, né ordigni, né schegge o parti di essi, nonostante il territorio sia stato setacciato per quasi due ore con i &#8220;metal detector&#8221;». Nessun segnale di magnetismo che possa indurre sospetti. Tuttavia, secondo i militari: «Non si può escludere che all’origine dell’improvviso cedimento della strada non ci sia la presenza di ordigni o residuati bellici inesplosi ».<br />
Per «garantire la sicurezza» l’esperienza consiglia di eseguire «la bonifica sistematica preventiva dle territorio». Insomma, per ora, nessuna certezza. Verrà inoltrato ai carabinieri di Caprino un verbale del sopralluogo; che andrà anche alla Prefettura. Cui spetterà la decisione finale.<br />
(Barbara Bertasi)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 15 Agosto 2008]</p>
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