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	<title>Prealpi Veronesi &#187; fossili</title>
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	<description>Baldo - Carega - Lessinia</description>
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		<title>C&#8217;è un sentiero dei dinosauri lungo il Baldo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 15:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>CAPRINO. Occhio a dove si mettono i piedi sul Baldo. Soprattutto oltre i 1700 metri di altitudine, lungo i sentieri di cresta o sulle ampie dorsali a strapiombo sul Lago di Garda. «Potreste calpestare orme pietrificate di dinosauri che attendono solo d&#8217;essere scoperte e studiate. Gli antichi animali presitorici, infatti, vivenao anche nell&#8217;&#8221;Hortus Europae&#8221;». Lo sostiene Marco Avanzini, responsabile della sezione di geologia del Museo tridentino di Scienze naturali di Trento, che di recente ha fatto sopralluoghi, di cui aveva parlato anche a Caprino per «Baldofestivalscienza». Finora orme di dinosauro sono state scoperte solo a nord della catena veronese; altre sono state notate nelle Prealpi Veneto-trentine, a Rovereto, in Val Revolto sui Lessini veronesi, sul massiccio del Pasubio e le Piccole Dolomiti.<br />
«Nella zona nord della catena baldense», spiega, «sono finora state viste impronte isolate di dinosauri erbivori e carnivori di circa almeno 200 milioni di anni fa, del Giurassico. Sono state individuate negli strati calcarei che affiorano nelle pareti rocciose a strapiombo sulla Valdadige a nord di Ala». Tali calcari grigi sono l&#8217;unità geologica qui più diffusa: «Affiorano lungo l&#8217;intera dorsale, da Cima Telegrafo fin quasi a Bocca Navene, ove, oltre 190milioni d&#8217;anni fa, s&#8217;accumularono fanghi biancastri, ora duro calcare, distese di terra e sabbia affacciate su un mare che copriva il Bresciano e la Lombardia, sicuramente popolato da questi animali che qui trovavano il cibo: conifere primitive, felci e cicadee (piccole palme che ora crescono ai tropici)».<br />
Devono aver lasciato tracce che potrebbero essere individuate e studiate: «Se così fosse la grandezza potrebbe variare dai 15 ai 30 centimetri di lunghezza massima». Attualmente orme sono state rinvenute su rocce simili del Monte Anglone, nella Valle del Sarca (Trento), una decina di chilometri a nord di Arco. Le notarono, per caso, proprio due alpinisti che aprirono così un capitolo inedito nella ricerca dei dinosauri delle Alpi, animali carnivori lunghi almeno 5-6 metri. Sul Baldo potrebbero esserne vissuti anche di erbivori, dato che le associazioni della fauna sono sempre variabili.<br />
«Sono state trovate anche tracce di ossa di coccodrilli vissuti al tempo di dinosauri, specie probabilmente marine, di dimensioni ridotte (un metro e mezzo) che abitavano le acque vicine alle coste. Ma è accaduto sempre altrove, sui Lessini trentini e nel settore meridionale del gruppo del Pasubio».<br />
Niente è invece affiorato sul Baldo «ma credo sia perché nessuno si è mai impegnato a cercare», sprona Avanzini, pur ammettendo che la situazione è difficile: «Io stesso sono salito un paio di volte in primavera: la roccia e l&#8217;ambiente corrispondono a quelli in cui sono state trovate orme in Trentino e nei Lessini, ma la pietra è molto consumata dagli eventi atmosferici e non ci sono frane recenti che abbiano messo in evidenza superfici osservabili.Alcuni grandi lastroni di roccia interessante sono nella testata della valle che da nord del Rifugio Telegrafo scende a Malcesine». «Le tracce sono importanti perché raccontano i dettagli di un mondo animale lontano, perché vi si associano postura, dimensioni, peso, camminata di questi esseri, le cui peste rivelano comportamenti sociali. Determinare le tracce dei vertebrati fossili serve anche a capire dove fossero le terre emerse e da dove questi rettili provenissero».</p>
<p>[Fonte  : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 07 Settembre 2009]</p>
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		<title>Alla scoperta dei sentieri guidati da un pesciolino</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 12:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Compie 38 anni la Festa della Paleontologia di Bolca, che in tre giorni, da domani a domenica offrirà ai visitatori musica, spettacoli, enogastronomia, cultura e divertimento. L’evento, organizzato dalla Pro loco in collaborazione con il Comune di Vestenanova, prenderà il via nella serata di domani con l’apertura degli stand in piazza Eichstatt alle 20. Alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Compie 38 anni la Festa della Paleontologia di Bolca, che in tre giorni, da domani a domenica offrirà ai visitatori musica, spettacoli, enogastronomia, cultura e divertimento. L’evento, organizzato dalla Pro loco in collaborazione con il Comune di Vestenanova, prenderà il via nella serata di domani con l’apertura degli stand in piazza Eichstatt alle 20. Alle 21.30 «La storia si ripete: musica 70-80-90» con Roberto Stoppa e animazione Boogie Dancers.<br />
Sabato la festa inizia alle 19.30 con «Aldò e Nicolà Magique», spettacolo comico con animali e clown, per bambini e adulti. Alle 21 nell’auditorium del Museo dei fossili si terrà la presentazione dei «Sentieri di Bolca». Alle 22 discoteca con animazione «Out Music Power» con dj Alberto Ruffo e animazione Ely N.<br />
Domenica mattina appuntamento davanti al Museo alle 8.30 per l’escursione sul sentiero viola. Nella giornata che Bolca dedica alla paleontologia la passeggiata non può che condurre alla «Pessàra», il luogo di escavazione dei fossili più prestigioso fra i siti di Bolca. Durante tutta la mattinata sarà anche possibile visitare gratuitamente il museo dei fossili. Alle 12 apertura stand gastronomici e alle 14 prenderà il via il primo Palio dei giochi antichi per il quale, in una singolar tenzone, scenderanno in campo le contrade del paese. La serata di domenica a conclusione della Festa della Paleontologia, la Pro loco offre in piazza Eichstatt una ricca gamma di spettacoli musicali per tutti i gusti: alle 19.30 esibizione salsa-latino americano con «Cucurocho latin dance» di Remo Florio. Alle 21 concerto con l’orchestra «Mons. Aldrighetti» di Soave e alle 22 musica da ballo con Molon.<br />
Come accennato nel programma, uno degli appuntamenti clou della festa sarà la presentazione dei sentieri. «Da tempo i turisti che risalgono la valle d’Alpone chiedono di poter conoscere, camminando, il territorio bolcense», spiega il professor Serafino Zanderigo, nativo di Bolca e profondo conoscitore del territorio dal punto di vista naturalistico e scientifico, «per apprezzare le caratteristiche e le bellezze della zona, famosa per i suoi fossili, ma non solo».<br />
Così la Pro loco, supportata da Zanderigo nella progettazione e realizzazione, ha tracciato una serie di sentieri, denotandoli ciascuno con un colore diverso. E come contrassegno niente di meglio di un pesce, il simbolo di Bolca, per i sei percorsi ad anello, con partenza e arrivo sempre al Museo dei fossili (ad esclusione del percorso arancione) marchiati nei punti strategici con un pesciolino del colore dell’itinerario, dipinto su sfondo bianco.<br />
Dopo aver testato le sei passeggiate per due stagioni, con notevole successo, sabato sera alle 21, sarà proprio Zanderigo a presentarle al pubblico proiettando suggestive immagini dei percorsi, dei paesaggi e delle peculiarità che contraddistinguono ciascun sentiero, commentandole con curiosità scientifiche e naturalistiche che caratterizzano un territorio affascinante e che nasconde innumerevoli misteri.<br />
(Mariella Gugole)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 02 Luglio 2009]</p>
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		<title>Percorsi a anello alla scoperta dei monti di Bolca</title>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2008 10:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Pro loco di Bolca, aderendo alle richieste dei turisti di poter conoscere, camminando, il territorio, ha tracciato una serie di sentieri che consentono di apprezzare le caratteristiche e le bellezze della zona, famosa per i suoi fossili, ma non solo. Il professor Serafino Zanderigo, nativo di Bolca e conoscitore del territorio dal punto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Pro loco di Bolca, aderendo alle richieste dei turisti di poter conoscere, camminando, il territorio, ha tracciato una serie di sentieri che consentono di apprezzare le caratteristiche e le bellezze della zona, famosa per i suoi fossili, ma non solo. Il professor Serafino Zanderigo, nativo di Bolca e conoscitore del territorio dal punto di vista naturalistico e scientifico, ha realizzato sei percorsi ad anello e li ha tracciati contrassegnandoli con una segnaletica quanto mai appropriata: un pesciolino colorato, su sfondo bianco.<br />
Ogni sentiero è caratterizzato da un colore (rosso, blu, verde, viola, ciclamino e arancione) e tutti partono e arrivano al Museo dei fossili di Bolca, eccetto il sentiero arancione che parte e arriva alla chiesetta di Sant’Antonio Abate di Vestenavecchia, dopo essere passato da Bolca.<br />
I dislivelli sono indicati dalle quote riportate dai tracciati. I tempi di percorrenza sono calibrati su coloro che camminano per diletto e per contemplare la natura. I sentieri sono percorribili da tutti utilizzando calzature con suola robusta e tenendo conto che la zona è montagnosa.<br />
Quest’anno la Pro loco di Bolca organizza cinque uscite guidate per inaugurare i sentieri, nelle seguenti date: domenica 11 maggio si percorrerà il sentiero verde (3 ore); domenica 15 giugno sarà la volta del sentiero blu (3 ore di percorrenza); domenica 6 luglio il sentiero viola (4 ore); domenica 27 luglio il sentiero ciclamino (5 ore); venerdì 15 agosto il sentiero arancione (5 ore).<br />
Il primo percorso, il sentiero verde, come si accennava sarà effettuato domenica con partenza alle ore 9 dal Museo. Gli escursionisti passeranno vicino al monte Spilecco, famoso per i rinvenimenti di denti di squalo; raggiunta la contrada Venchi saliranno sul monte Pergo, fino alla grande croce di marmo, per ammirare splendidi panorami di vecchie contrade disseminate sulle vallate dell’Alpone e del Chiampo. Scenderanno poi alla croce del monte Castellaro e successivamente alla tipica contrada Feo che conserva una rarissima tavoletta in marmo, datata 1573, a indicare la «Casa del sarto». Infine attraverso i boschi raggiungeranno la vecchia «giassàra» e le sorgenti dell’Alpone, nelle vicinanze di Bolca. La Pro loco entro breve metterà a disposizione tutti i percorsi sia sul proprio sito web (www.bolca.it) sia con un dépliant in stampa.<br />
(M.G.)</p>
<p>[Fonte : <a href="www.larena.it">L'Arena</a> del 09 Maggio 2008 ]</p>
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		<title>I fossili si scoprono in diretta</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Aug 2006 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bolca. Si torna a «pescare» nella Pesciara. Inizia domani la nuova campagna di scavi portata avanti dall’equipe che fa capo al Museo civico di storia naturale di Verona. È il quarto anno consecutivo che, a partire da agosto, la direzione del museo cittadino, guidata dalla naturalista Alessandra Aspes, attua campagne di scavi nei siti paleontologici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bolca. Si torna a «pescare» nella Pesciara. Inizia domani la nuova campagna di scavi portata avanti dall’equipe che fa capo al Museo civico di storia naturale di Verona. È il quarto anno consecutivo che, a partire da agosto, la direzione del museo cittadino, guidata dalla naturalista Alessandra Aspes, attua campagne di scavi nei siti paleontologici di Bolca. Saranno, come negli anni passati, Roberto Zorzin, del museo di Verona, direttore degli scavi, e Andrea Tintori, del Dipartimento di scienze della terra dell’Università di Milano, responsabile scientifico, a dirigere le operazioni.<br/><br />
Il giacimento fossilifero della Pesciara è il più prestigioso nel territorio di Bolca, non solo per la quantità di fossili estratti, ma soprattutto per il gran numero di specie in esso rinvenute. È il sito che ha consentito agli «storici della terra» di ricostruire con una certa chiarezza com’era la vita sul nostro pianeta 50 milioni di anni fa.<br />
Ma quello in cui si andrà a scavare da domani è un accesso nuovo della Pesciara, posto in alto sul dirupo che sovrasta l’antico ingresso della grotta. Un’apertura per gli addetti ai lavori, che dopo mesi di attività lo scorso anno, per la messa in sicurezza di sentieri e gradinate di accesso, è stata, per un breve periodo, già oggetto di escavazione. Oltre 150 i reperti rinvenuti in soli dieci giorni, lo scorso ottobre, nei primi metri di galleria: pesci e piante tra i quali alcuni esemplari assolutamente sconosciuti.<br/><br />
«Lo scavo in galleria proseguirà più lentamente rispetto alla cava a cielo aperto», spiega Massimo Cerato, figlio di Massimiliano, che nell’equipe affiancherà Fabio Bona, responsabile tecnico, «in quanto ci possono lavorare meno persone e man mano che si procede, i blocchi di pietra stratificata devono essere trasportati all’esterno».<br />
Come in miniera, il materiale su carrelli verrà trasferito nei pressi di una capannuccia in legno che si trova ad un centinaio di metri dalla grotta. Lì i pesanti «libri», metri cubi di roccia, verranno sfogliati, pagina su pagina, per scoprire i segreti che contengono. «Quest’anno», anticipa Massimo Cerato, «a partire da settembre, offriremo ai visitatori l’opportunità di assistere all’apertura delle lastre stratificate». Per la prima volta questa delicata fase di lavoro, ossia l’apertura degli strati prima in lastre e successivamente in lamine, verrà fatta in pubblico.<br/><br />
Con l’avvincente possibilità di condividere l’emozione della scoperta di un nuovo fossile.<br />
Buona anche la stagione estiva quest’anno per il museo, nonostante le copiose piogge e una temperatura, nel mese di agosto, ben al di sotto della norma. Mediamente ogni giorno cento turisti hanno visitato il museo e sono scesi in Pesciara. Record assoluto di presenze per il giorno di Ferragosto: 415 visitatori.<br/><br />
E intanto Bolca si è guadagnata l’attenzione anche degli atenei d’oltralpe. Virginia Lamiot, studentessa francese dell’Università di Metz in Lorena, ha concluso alla fine di giugno uno stage di tre mesi. Giunta a Bolca il 27 marzo, proprio nel periodo di maggior affluenza di comitive scolastiche, in breve tempo si è fatta esperta di fossili addentrandosi nei misteri del fenomeno Bolca.<br/><br />
Sì, perché l’aspetto curioso del suo stage è che la giovane Virginia non è aspirante paleontologa, ma frequenta il quarto anno della facoltà di Lingue straniere applicate. E volendo «praticare» la lingua italiana ha scelto Bolca, in Italia, quale località turistica. Nei tre mesi primaverili ha fatto la guida turistica, soprattutto al museo. In Pesciara ci andava solo per accompagnare visitatori tedeschi, visto che la giovane francese, oltre l’italiano, parla bene anche il tedesco e l’inglese.<br />
«Un’esperienza estremamente interessante», ha definito il suo stage a Bolca Virginia Lamiot prima di tornare in Francia, dove l’attendeva un esame orale e una relazione scritta. Spera di poter tornare in Italia il prossimo anno; l’ultimo anno accademico prevede uno stage della durata di sei mesi. In ogni caso se non torna Virginia Lamiot, arriverà un’altra studentessa a fare uno stage, assicura l’università francese che ha sede a Metz in Lorena.<br/><br />
La scorsa estate gruppi di studenti della facoltà di Scienze della Terra dell’Università di Milano hanno avuto l’opportunità di fare stage di una settimana a Bolca. Loro erano aspiranti paleontologi e hanno affiancato l’équipe di ricercatori durante gli scavi della campagna 2005, nella cava a cielo aperto del monte Postale, che sarà oggetto di ricerca anche in questa campagna di scavi, subito dopo la Pesciara.<br/><br />
Mariella Gugole<br/>[Fonte: L'Arena]</p>
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