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	<title>Prealpi Veronesi &#187; flora</title>
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	<description>Baldo - Carega - Lessinia</description>
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		<title>C&#8217;e&#8217; una bibbia per i fiori del Baldo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 16:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È l&#8217;avvenimento della stagione, anzi dell&#8217;anno, per tutto il Baldo: la fioritura.
Passati il freddo la natura vi è esplosa in una fantasmagoria di colori dove domina sì il verde, declinato in tutte le sfumature ma nel bosco, e nella foresta, sono esplose vampate metafisiche di bianco.
La bellezza totale si coglie dal bivio di Prada Bassa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È l&#8217;avvenimento della stagione, anzi dell&#8217;anno, per tutto il Baldo: la fioritura.<br />
Passati il freddo la natura vi è esplosa in una fantasmagoria di colori dove domina sì il verde, declinato in tutte le sfumature ma nel bosco, e nella foresta, sono esplose vampate metafisiche di bianco.<br />
La bellezza totale si coglie dal bivio di Prada Bassa per le Pozze di Pralongo; possono andarci tutti, in auto, si sale fra un concerto di narcisi, bellissimi sul loro capino recline. Meglio però a piedi sui sentieri, a malga a malga.<br />
Meglio ancora a fine mese raggiungere il baito di Naole, anche dal versante orientale, da malga Valfredda, per vedere gli steli di tulipano montano, unica stazione botanica della specie di tutto il Veneto, alti e gialli sfioriscono presto, è un avvenimento rilevato da una esperta di Cavaion, Daniela Zanetti che conduce, tra tante tane di marmotte, comitive selezionate e rispettose di cultori dei fiori del Baldo.<br />
La «caccia» si fa con le foto, i disegni, i manuali a portata di mano. Per sapere, capire la grazia, l&#8217;importanza, la storia di una specie, i suoi rapporti ambientali.<br />
Il supporto scientifico per tutti gli appassionati adesso c&#8217;è, se ne sono dotati tutti i cultori, ha già fama internazionale pur essendo stato edito solo in febbraio, gli specialisti dicono sia il miglior trattato floristico pubblicato negli ultimi 20 anni: «Flora illustrata del monte Baldo» (1240 pagine per 1952 specie): finora sul massiccio veronese-trentino, l’«Hortus Europae», studiato dal 1500 in poi da ben 200 specialisti, se ne conosceva solo un migliaio.<br />
Lo ha pubblicato la Cassa Rurale di Brentonico, grazie all&#8217;intuito del suo presidente Imerio Lorenzini, impegnandovi, con altri, 200 mila euro per una tiratura già sottodimensionata. Lo hanno scritto, sgambando sul terreno con ogni tempo, tre naturalisti del Museo Civico di Rovereto: Filippo Prosser, Alessio Bertolli e Francesco Festi. Un Nobel per l&#8217;ematologia, Donald Thomas, disse una volta: «Bisogna operare e studiare per rispetto dell&#8217;umanità, e di se stessi, ma senza aspettarsi nulla». Loro tre sono l&#8217;immagine dell&#8217;umiltà (e dell&#8217;operosità).<br />
«Il libro ha avuto un notevole successo di vendite, nonostante l&#8217;handicap del peso (4,4 chilogrammi) e del prezzo (110 euro). Ma l’editore sta già valutando una ristampa», dicono Filippo Prosser, Alessio Bertolli e Francesco Festi.<br />
Un colpo d’occhio diretto sul Baldo e la sua biodiversità: «Dall&#8217;analisi della distribuzione delle specie minacciate risulta chiaramente che le zone di bassa quota sono quelle più soggette ad erosione di biodiversità. In particolare i problemi riguardano la scomparsa di zone umide (per captazioni e «bonifiche»), la trasformazione dell&#8217;agricoltura (abbandono di pratiche estensive, intensivizzazione delle pratiche esistenti), l&#8217;espansione del bosco su praterie magre ed ar<br />
ide. Anche l&#8217;invasione sempre crescente di specie esotiche è certamente problematico, causando una sorta di inquinamento biologico della flora locale».<br />
Uno sforzo eneorme, che ha visto collaborare più enti, veronesi e trentini.<br />
«Il maggiore aiuto concreto l&#8217;abbiamo avuto dalla sezione botanica del Museo Civico di Storia Naturale di Verona con Francesco Di Carlo, che ci ha molto facilitato nella consultazione delle importanti collezioni storiche ivi conservate. Dal punto di vista economico non si sono stati partner veneti con vera convinzione, almeno fino alla stampa del volume».<br />
E di fatto è stata la Cassa Rurale di Brentonico a coprire quasi completamente le spese.<br />
«La direzione del Museo Civico di Rovereto ci ha dato massima fiducia e autonomia: senza questo presupposto non sarebbe stato possibile realizzare nulla. Da altre istituzioni, anche provinciali, non abbiamo avuto aiuti concreti. Anche se adesso c&#8217;è un convinto consenso».<br />
Itinerari floristici stagionali delBaldo veronese e trentino da proporre? «Da Lumini a Zilone per le fioriture primaverili; creste di Naole per le pulsatille: Vetta delle Buse, con l&#8217;esclusivo Callianthemum kerneranum, Geranium argenteum».</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 07 Giugno 2010]</p>
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		<title>Valfredda, fiori di carta sotto la neve</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 15:19:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ce ne fosse uno per paese, saremmo a posto. Uno che fa il suo umile onesto mestiere e, nel tempo libero dal lavoro, ogni minuto lo dedica a studiare, promuovere, valorizzare, far rispettare e amare le risorse del proprio territorio, ne guida la riscoperta e il riscatto, lo approfondisce, lo fotografa al meglio, fino a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ce ne fosse uno per paese, saremmo a posto. Uno che fa il suo umile onesto mestiere e, nel tempo libero dal lavoro, ogni minuto lo dedica a studiare, promuovere, valorizzare, far rispettare e amare le risorse del proprio territorio, ne guida la riscoperta e il riscatto, lo approfondisce, lo fotografa al meglio, fino a diventarne uno specialista riconosciuto. E che riesce, peraltro, a salvare dall&#8217;oblio edifici storici, farvi convergere escursionisti, cultori del tempo libero all&#8217;aria aperta, scuole e insegnanti, associazioni di categoria, circoli parrocchiali e laici, organizzazioni no profit e accompagnatori di diversamente abili coi loro assistiti. Poi, nei ritagli di tanto impegno da un ecomuseo-giardino botanico e polo etnografico, studia e scrive, diventa uno specialista di rettili, flora, fauna, funghi, chirotteri (i pipistrelli) e tiene contati con specialisti ufficiali di musei e biblioteche, centri studi e università.<br />
Tutto alternando l&#8217;attività didattica (alta e bassa, lui fa il bidello alle scuole medie di Caprino e Rivoli) a quella gastronomica e improvvisandosi, al meglio, muratore, carpentiere, lattoniere, restauratore, guida naturalistica, esperto micologo ed erpetologo, autore di libri didattici. Paolo Cugildi, una volta l&#8217;anno, in semplicità, fa sapere che presenterà nella biblioteca civica comunale il suo ultimo lavoro: e quella sera ci sono sempre almeno quasi cinquanta persone ad ascoltarlo esporre, senza paludamenti accademici, le piante e i loro segreti, gli alberi e le loro vicende, i suoi progetti. E a rinnovare l’invito: «Venite a trovarmi, a piedi, su alla casàra di malga Valfredda di Dentro, a 1317 metri di quota, in ogni stagione, studieremo insieme l&#8217;ambiente, ci godremo il paesaggio e berremo un brulè dopo un piatto a base di prodotti nostrani».<br />
Paolo Cugildi, uno dei profeti del Baldo, in pochi anni di un rudere ha fatto un polo culturale coi suoi amici del Gruppo Micologico Orto d&#8217;Europa che presiede ( Progetto Malga Natura), lui membro del Comitato Scientifico Nazionale dell&#8217;Associazione Micologia Bresadola.<br />
Nel porticato di palazzo Carlotti, nella nuova sede della Biblioteca- Museo Comunale caprinese «Giovanni Arduino», presentato dallo storico Vasco Senatore Gondola, presidente del comitato di gestione e dal sindaco Stefano Sandri, Cugildi ha presentato con diapositive il suo ultimo libro: «Animali, alberi e fiori delle nostre montagne», con una premessa: «Molte persone che amerebbero la natura non hanno le nozioni più elementari sulla biologia di piante e animali, scambiano il leccio con l&#8217;olivo, fanno domande sorprendenti. Nel libro ho voluto dare loro una risposta corretta, raccomandano di guardarsi intorno, magari con una lente d&#8217;ingrandimento: in poco spazio possono esserci cose meravigliose».<br />
Tra i tanti «misteri» della natura svelati anche un riferimento all’apparizione, sul Baldo, dell’orso: «È arrivato nella primavera del 2007, sulle pozze gelate spolverate di neve le impronte erano nette», ha raccontato Cugildi. «Ne ho seguito le tracce nei mesi successivi. Poi il 15 aprile dello scorso anno se n&#8217;è andato, prima sull&#8217;asiaghese, ora è addirittura in Austria».<br />
Con l&#8217;orso, KJ2GZ, «Fiore» per Cugildi, si è chiusa una serata dove non sono mancati i suoi nuovi animali totemici, i pipistrelli, di cui sta procedendo al censimento sul Baldo dove ha scoperto una popolazione, che tiene segreta, di una specie rara, il Myotis daubetonii. E da comunicatore non ha mancato di incentivare l&#8217;acquisto di casette per signapòle (che fabbrica con gli amici di malga Natura) spiegando che in una notte mangiano anche 5000 zanzare e che i Comuni romagnoli che li hanno adottati risparmiano in insetticidi. Segreti, ora non più tali per chi li voglia comprendere.</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 31 Dicembre 2009]</p>
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		<title>L&#8217;Ortus Italiae rivelato</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 15:17:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un tomo da 4,72 chili che si legge, si rilegge e si consulta come un vocabolario celebra i 500 anni dalla scomparsa del primo studioso del Monte Baldo, l&#8217;umanista Francesco Calzolari. Da allora 720 esperti hanno studiato la flora di questo massiccio straordinario — prealpi lombarde, orograficamente, ma diviso tra le province di Verona e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un tomo da 4,72 chili che si legge, si rilegge e si consulta come un vocabolario celebra i 500 anni dalla scomparsa del primo studioso del Monte Baldo, l&#8217;umanista Francesco Calzolari. Da allora 720 esperti hanno studiato la flora di questo massiccio straordinario — prealpi lombarde, orograficamente, ma diviso tra le province di Verona e Trento — conosciuto come «hortus Italiae», il giardino del Bel Paese. La montagna più meridionale delle Alpi, tra l&#8217;Adige e il lago di Garda, da quota 63,30 metri su ai 2218 di cima Valdritta offre tutti i tipi di flora, dalla submediterranea alla paleoartica, dal leccio alle tundre. Areali botanici immensi, un patrimonio anche oltraggiato dalla miopia umana, eppur capace di difendersi con la bellezza, la grazia, l&#8217;altera asprezza delle roccere, degli spalti, dei prati aridi, dei pascoli alpini. Le rocce furono scavate dai torrenti che scendevano dai ghiacciai. Quest&#8217;area geografica era coperta di ghiacci nel Quaternario: ma non del tutto, tanto che il Baldo diventò oasi per specie vegetali che sono sopravvissute solo qui.<br />
Da 30 anni il Museo Civico di Rovereto lavorava al censimento della flora baldense: 1952 specie, di cui 200 individuate dal 2001. Sono 71 gli endemismi e tre le perle esclusive, fiori che al mondo crescono solo qui: il Calliantemo di Kerner, la Guenthera repanda e la Gypsophila papillosa. Flora illustrata del monte Baldo, come si intitola, è un&#8217;opera enciclopedica, vera impresa gigantesca di studi, ricerche di campagna, analisi storico-documentale, critica comparativa, verifica dei dati sugli erbari dei musei europei e della letteratura scientifica, fotografia: ogni specie vegetale è riprodotta in fotografia, in più i disegni e le tavole a colori di Carlo Ripamonti. Accanto all&#8217;immagine di ogni fiore o pianta, una scheda riporta quota, carta dell&#8217;areale con identificazione dei rinvenimenti, rischi di sopravvivenza. Segue una bibliografia sterminata.<br />
Ci sono volute migliaia di uscite per documentarsi, alcune anche calandosi su cenge e burroni; 171mila i dati archiviati. La redazione si è protratta dal 2004 per quella che è ritenuta la maggiore novità editoriale delle scienze naturali italiane degli ultimi 20 anni.<br />
Tre gli autori, giovani ma già assai stimati per meriti acquisiti in ricerche sul gruppo di Brenta, sull&#8217;intera provincia trentina e nel Veneto sulla flora veronese. Sono Filippo Prossser, 46 anni, Alessio Bertolli, 32, e Francesco Festi, 53. Il loro monumentale lavoro è stato presentato a Trento, nella sede della Provincia autonoma, e nella stessa giornata a Rovereto, al Mart. Qui un pubblico attentissimo di 300 persone, platea inconsueta per un libro specialistico, ha partecipato all&#8217;incontro. C&#8217;erano il patriarca del botanica italiana, Alessandro Pignatti, 79 anni, l&#8217;autore della Flora d&#8217;Italia in tre volumi di 20 anni fa (ora in ristampa), Cesare Lasen, noto biologo, e numerose autorità trentine. Tanto interesse per il Baldo, monumento ecologico d&#8217;Italia e d&#8217;Europa, ma che ne è del progetto di parco naturale inseguito invano da 40 anni? C&#8217;è un bimbo bello come un cherubino che si aggira fra i pubblico: «Anch&#8217;io amo i fiori del Baldo, li difendo e voglio studiarli» Chi sei tu, bambino? «Gregorio Prosser». Piccoli naturalisti crescono.<br />
(Bartolo Fracaroli)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.ilgiornaledivicenza.it">Il Giornale di Vicenza</a> del 19 Dicembre 2009]</p>
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		<title>Antonio Testi presenta &#8220;I Fiori del Monte Baldo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 13:48:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Antonio Testi è presidente del Gruppo Micologico &#8220;Caro Massalongo&#8221; di Verona.
Appassionato naturalista si dedica allo studio dei funghi e della flora italiana.
Nel 1981 entra a far parte del Comitato Scientifico Nazionale dell&#8217;Associazione Micologica Bresadola.
Con la Casa Editrice Demetra pubblica:
1990 &#8220;Fiori in Montagna&#8221; e &#8220;Funghi, conoscerli e cucinarli&#8221;;
1995 &#8220;Il Libro dei Funghi d&#8217;Italia&#8221;;
1998 &#8220;Nuovo Atlante degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Antonio Testi è presidente del Gruppo Micologico &#8220;Caro Massalongo&#8221; di Verona.<br />
Appassionato naturalista si dedica allo studio dei funghi e della flora italiana.<br />
Nel 1981 entra a far parte del Comitato Scientifico Nazionale dell&#8217;Associazione Micologica Bresadola.<br />
Con la Casa Editrice Demetra pubblica:<br />
1990 &#8220;Fiori in Montagna&#8221; e &#8220;Funghi, conoscerli e cucinarli&#8221;;<br />
1995 &#8220;Il Libro dei Funghi d&#8217;Italia&#8221;;<br />
1998 &#8220;Nuovo Atlante degli Alberi d&#8217;Italia&#8221;.<br />
Nel 2004, insieme agli esperti del Gruppo, collabora alla stesura del libro &#8220;Fiori e Funghi della Montagna Veronese&#8221;.<br />
Il libro &#8220;I FIORI DEL MONTE BALDO&#8221; che sarà presentato in questa serata, è frutto di una vita di escursioni e fotografie della flora del Monte Baldo.</p>
<p>Giovedì 26 Novembre 2009 alle ore 20,45 presso il Centro Culturale<br />
di San Giovanni Lupatoto &#8211; Piazza Umberto I° n. 10</p>
<p>ingresso libero</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.gruppoamicidellamontagna.org/serate_culturali.html">Gruppo Amici della Montagna di S.Giovanni Lupatoto</a>]</p>
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		<title>Fiori del Baldo protagonisti dell’ultimo libro di Testi</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 14:05:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Appuntamento domenica mattina alle 11 a San Zeno di Montagna con i colori vivi dell’Hortus Europae: il 21 giugno, primo giorno d’estate, a Malga Prada, alla stazione intermedia degli impianti di risalita «Prada-Costabella» sarà presentato il volume «I fiori del Monte Baldo», opera del veronese Antonio Testi che lo illustrerà alle 15 proiettando l’omonimo filmato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Appuntamento domenica mattina alle 11 a San Zeno di Montagna con i colori vivi dell’Hortus Europae: il 21 giugno, primo giorno d’estate, a Malga Prada, alla stazione intermedia degli impianti di risalita «Prada-Costabella» sarà presentato il volume «I fiori del Monte Baldo», opera del veronese Antonio Testi che lo illustrerà alle 15 proiettando l’omonimo filmato con commento sonoro e musica, dopo aver guidato, alle 11, un’uscita didattica nelle vicinanze del rifugio, accessibile a tutti.<br />
Testi, presidente di questo gruppo micologico che fa base al centro d’incontro della terza circoscrizione, è un vero esperto, un amatore della montagna, membro pure del Coro Scaligero dell’Alpe del Club alpino italiano Verona.<br />
L’opera scheda ben 1231 tra fiori e piante del Baldo, per un totale di 1455 immagini, tra cui panorami e cartine geografiche locali. Sono 785 pagine, un record, perché il lavoro è finora tra i più completi. L’opera è in due lingue, italiano e tedesco e riporta ovviamente l’originaria e universale nomenclatura in latino. Nella scheda illustrativa le varie tipologie di piante sono indicate secondo il numero di riferimento della «Flora d’Italia», del botanico Sandro Pignatti, con dimensioni, periodo di fioritura e luogo di crescita. Testi ha scritto altri quattro libri: Fiori di Montagna, I funghi conoscerli e cucinarli, Il libro dei funghi d’Italia, Nuovo atlante degli alberi d’Italia, pubblicati negli anni ’90 per la casa editrice Demetra.<br />
(B.B.)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 18 Giugno 2009]</p>
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