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	<title>Prealpi Veronesi &#187; bocca navene</title>
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		<title>E al rifugio si dimezzano i «coperti»</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 10:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Infatti il Ferragosto è stato decisamente «magro» per i gestori del bar ristorante «Bocca Navene». E anche il futuro, perlomeno per come si prospetta al momento, ha tinte decisamente fosche. La struttura, infatti, si trova proprio a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La chiusura della «strada Graziani» non è certo un bel regalo di fine stagione per il turismo della zona.<br />
Infatti il Ferragosto è stato decisamente «magro» per i gestori del bar ristorante «Bocca Navene». E anche il futuro, perlomeno per come si prospetta al momento, ha tinte decisamente fosche. La struttura, infatti, si trova proprio a pochi metri dalla strada disastrata, e risente del blocco forzato del traffico dei tursiti.<br />
«Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso abbiamo lavorato meno della metà», esordisce amaramente Manuel Manotti il quale, con il padre Mario e la madre Reana, conduce il locale. «In cifre tutto questo si traduce in una cinquantina di coperti rispetto ai 110 circa dell’anno scorso, che già non erano molti. Noi di solito lavoriamo con chi arriva da San Valentino, da Caprino e dal lago di Garda, ma con l’interruzione della &#8220;provinciale 8&#8243; tutti i potenziali avventori sono deviati e i curiosi non si fermano certamente da noi».<br />
Prospettive quindi tutt’altro che incoraggianti: «Se la strada resterà chiusa ancora a lungo, questa stagione può considerarsi ormai persa. A metà ottobre la Graziani è già chiusa per la possibilità di tratti innevati. Nella migliore delle ipotesi ci resterà a malapena il mese di settembre per lavorare».B.B.<br />
(B.B.)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 17 Agosto 2008]</p>
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		<title>Chiusura senza scadenza per la strada Graziani</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 10:06:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Resterà chiusa a lungo la strada Graziani, la «provinciale 8 del Baldo», nel tratto tra Prà Alpesina e Bocca Navene di Malcesine. E non è nemmeno detto che per quest’anno riaprirà, dato che comunque, tradizionalmente, in autunno, la Provincia la vieta al traffico in vista dell’arrivo di ghiaccio e neve.
Letteralmente «saltata», con un effetto simile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Resterà chiusa a lungo la strada Graziani, la «provinciale 8 del Baldo», nel tratto tra Prà Alpesina e Bocca Navene di Malcesine. E non è nemmeno detto che per quest’anno riaprirà, dato che comunque, tradizionalmente, in autunno, la Provincia la vieta al traffico in vista dell’arrivo di ghiaccio e neve.<br />
Letteralmente «saltata», con un effetto simile a una sorta di esplosione, durante un violentissimo temporale nella notte tra l’1 e il 2 agosto, è stata scandagliata alla vigilia di Ferragosto dagli artificieri dell’Ottavo reggimento Genio guastatori Folgore di Legnago.<br />
Gli specialisti militari, dopo avere constatato come in superficie non ci sia traccia di materiale bellico, hanno auspicato una bonifica «definitiva e sistematica» della zona per essere certi che sottoterra non si celino ordigni inesplosi, residuati bellici. Hanno quindi redatto una relazione che è stata consegnata ai carabinieri della stazione di Malcesine, intervenuti sul posto con il dirigente dell’Unità operativa dissesti idrogeologici protezione civile della Provincia, i vigili del fuoco di Bardolino e l’Avs (Associazione volontari soccorso) di Torri, i quali al più presto invieranno un verbale alla Prefettura di Verona.<br />
Per il sindaco di Malcesine, Valente Chincarini, e anche per gli operatori locali questa «moratoria» per il traffico, dai tempi prevedibilmente non brevi, è una disdetta.<br />
«È un problema per la viabilità in generale, per i turisti e per i gestori dei bar e ristoranti vicini che, ormai da un mese, lavorano pochissimo. Inoltre», aggiunge, «a settembre sarebbero dovuti partire i lavori di ampliamento della seggiovia Prà Alpesina-Belvedere-Garda e si sarebbe dovuti perciò passare proprio dalla sp8 per portare il materiale in quota. Ora, invece, se la strada non sarà ripristinata a breve, dovranno sfruttarsi vie alternative meno agevoli».<br />
La bonifica potrebbe non essere immediata e in ogni caso non si risolverà in due ore come il sopralluogo preventivo del 14 agosto. La zona andrebbe setacciata con molta attenzione in profondità. Anche attivando una procedura d’urgenza, l’intera area verrebbe delimitata e, previa progettazione, sarebbero necessari anche carotaggi per prelevare campioni di terreno e verificare la presunta presenza di esplosivo.<br />
«Presumono che la strada sia stata distrutta da un’esplosione, anche molto forte, per cui i controlli s’impongono», allarga le braccia il sindaco, il quale il 14 agosto era sul posto, puntualissimo, e ha seguito, seppur alle debite distanze di sicurezza, l’indagine che non ha rilevato residuati bellici inesplosi (che sarebbero stati subito disinnescati), né parti di essi, o schegge, né fonti magnetiche.<br />
Alla notizia, i vertici del Consorzio Funivia Malcesine Monte Baldo proprietario della Seggiavia Pra’ &#8211; Alpesina &#8211; Belvedere &#8211; Garda, che puntano a trasformare l’ impianto monoposto in quadriposto per la prossima stagione sciistica, non fanno drammi.<br />
Il presidente Giuseppe Venturini non intende lasciarsi fermare da quei quindici metri di strada chiusa, anche se ovviamente farebbero comodo per passare più agevolmente con le macchine. «Noi auspichiamo che la bonifica non richieda tempi lunghissimi e che, una volta effettuata, la Provincia di Verona ripristini al più presto la viabilità. Altrimenti», fa sapere, “lavoreremo realizzando una teleferica. Del resto è così che in passato si costruivano questi impianti a fune».<br />
Un’altra soluzione potrebbe essere quella di passare per Rovereto, Mori, Brentonico con mezzi più piccoli che supererebbero le strette gallerie scavate nella montagna. «Per settembre i lavori devono iniziare per essere operativi già quest’inverno», ribadisce Venturini. Il Consorzio ha già interpellato le ditte per vedere quale farà l’offerta più conveniente. La spesa sarebbe intorno ai 3 milioni di euro, cifra che in parte s’ammortizzerebbe partendo a fine anno. Nel capitolato speciale si considera anche la possibilità di realizzare, appunto, una teleferica.<br />
(Barbara Bertasi)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 17 Agosto 2008]</p>
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		<title>Ordigni inesplosi La «Graziani» sarà bonificata</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 20:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà l’Ufficio bonifica campi minati del Reparto infrastrutture di Padova dell’esercito a occuparsi della bonifica della «Strada Graziani». Una bonifica che, dopo il sopralluogo effettuato ieri dagli artificieri dell’Ottavo Reggimento Folgore di Legnago, appare, dicono, «ormai auspicabile». Intanto la strada «Graziani» resta chiusa da Alpesina e Bocca Navene.
Infatti, dall’indagine superficiale, ammettono gli specialisti militari, «non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà l’Ufficio bonifica campi minati del Reparto infrastrutture di Padova dell’esercito a occuparsi della bonifica della «Strada Graziani». Una bonifica che, dopo il sopralluogo effettuato ieri dagli artificieri dell’Ottavo Reggimento Folgore di Legnago, appare, dicono, «ormai auspicabile». Intanto la strada «Graziani» resta chiusa da Alpesina e Bocca Navene.<br />
Infatti, dall’indagine superficiale, ammettono gli specialisti militari, «non è apparso nulla di evidente, né ordigni, né schegge o parti di essi, nonostante il territorio sia stato setacciato per quasi due ore con i &#8220;metal detector&#8221;». Nessun segnale di magnetismo che possa indurre sospetti. Tuttavia, secondo i militari: «Non si può escludere che all’origine dell’improvviso cedimento della strada non ci sia la presenza di ordigni o residuati bellici inesplosi ».<br />
Per «garantire la sicurezza» l’esperienza consiglia di eseguire «la bonifica sistematica preventiva dle territorio». Insomma, per ora, nessuna certezza. Verrà inoltrato ai carabinieri di Caprino un verbale del sopralluogo; che andrà anche alla Prefettura. Cui spetterà la decisione finale.<br />
(Barbara Bertasi)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 15 Agosto 2008]</p>
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		<title>Scoppio sulla strada Graziani Oggi arrivano gli artificieri</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 10:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Prefettura vuole chiarire al più presto le cause del misterioso fenomeno che ha sconvolto la strada Graziani del Baldo nella notte tra l’1 e il 2 agosto, a Bocca Navene, in territorio di Malcesine.
È stato quindi pianificato l’altra sera, per questa mattina, l’intervento dell’ottavo reggimento Folgore di Legnago, inizialmente annunciato tra il 18 e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Prefettura vuole chiarire al più presto le cause del misterioso fenomeno che ha sconvolto la strada Graziani del Baldo nella notte tra l’1 e il 2 agosto, a Bocca Navene, in territorio di Malcesine.<br />
È stato quindi pianificato l’altra sera, per questa mattina, l’intervento dell’ottavo reggimento Folgore di Legnago, inizialmente annunciato tra il 18 e il 23 agosto.<br />
«Poiché il sindaco, Valente Chincarini, ci ha sollecitato a intervenire prima», fa sapere il viceprefetto vicario Elio Faillaci, «si è ritenuto di anticipare già ad oggi l’intervento dei militari ai quali abbiamo chiesto di effettuare un sopralluogo urgente».<br />
Così, alle 13, un team specializzato dell’ ottavo reggimento si ritroverà sul tratto della provinciale 8 saltato quella notte durante un violentissimo temporale. Prima passeranno dal comando compagnia dei carabinieri di Caprino per dirigersi sul posto con un rappresentante dell’unità operativa dissesti idrogeologici e protezione civile della Provincia di Verona, l’ente proprietario della strada, con un rappresentante del Comune di Malcesine, e ancora con i vigili del fuoco di Bardolino, il Suem 118 perché quando i militari operano alla ricerca di possibili ordigni la prassi richiede un’ambulanza per un eventuale primo soccorso. Ci sarà anche il sindaco.<br />
Non è detto che l’intervento odierno si riveli risolutivo. Che basti cioè agli artificieri una sola uscita per capire se le cause di quello sconquasso sono dovute alla deflagrazione di esplosivo oppure, come alcuni ritengono, a cause naturali, per esempio una tromba d’aria, o ancora lo scoppio di un fulmine di straordinaria potenza, uno sprofondamento di natura carsica.<br />
Il personale tecnico in arrivo, che solitamente interviene sugli ordigni, si limiterà a una ricognizione a vista di tutta l’area interessata. Tuttavia, se nulla fosse trovato, la zona non potrebbe comunque essere definita sicura dato che potrebbero esserci ancora ordigni oppure esplosivo coperti dal terreno.<br />
A questo punto gli esperti si limiterebbero a constatare che in superficie non c’è nulla, senza garantire tuttavia la viabilità della strada, auspicando, da parte loro, una successiva bonifica definitiva e sistematica del terreno.<br />
In quel caso il primo comando Forze operative di difesa (Fod) di Vittorio Veneto, al quale fanno capo, dovrebbe individuare un’altra unità specializzata a compiere questo tipo d’intervento che potrebbe durare più giorni, secondo la natura del terreno e le attrezzature richieste.<br />
Commenta il sindaco Valente Chincarini: «Oggi sapremo se è necessario effettuare o meno una bonifica. Noi speriamo ci dicano che non ci sono problemi, in maniera da poter aprire al più presto la strada. In questo caso faremmo subito un primo intervento di emergenza in vista delle successive opere definitive».<br />
(B.B.)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 14 Agosto 2008]</p>
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		<title>Artificieri a Bocca Navene non prima di lunedì prossimo</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 10:06:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Auspichiamo che gli artificieri intervengano al più presto, la chiusura della strada Graziani sp8 del Baldo ci sta creando forti disagi. Bar e ristoranti non riescono a rifornirsi e ci sono problemi di viabilità. Inoltre a settembre inizieranno i lavori alla seggiovia Pra’ Alpesina-Belvedere Garda che porta in cresta, per cui si dovrà poter accedere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Auspichiamo che gli artificieri intervengano al più presto, la chiusura della strada Graziani sp8 del Baldo ci sta creando forti disagi. Bar e ristoranti non riescono a rifornirsi e ci sono problemi di viabilità. Inoltre a settembre inizieranno i lavori alla seggiovia Pra’ Alpesina-Belvedere Garda che porta in cresta, per cui si dovrà poter accedere con i mezzi». Lo dice il vicesindaco di Malcesine, Giuseppe Lombardi, saputo in via informale che l’intervento degli artificieri dell’VIII reggimento genio guastatori Folgore è stato programmato tra il 18 e il 23 agosto.<br />
Così, nel tentativo di accelerare i tempi, il Comune lunedì ha inviato una seconda lettera in Prefettura, spedita per conoscenza in Provincia e ai carabinieri. Facendo riferimento alla precedente della settimana scorsa, «per accelerare i lavori di ripristino e assecondare le richieste della cittadinanza a una veloce apertura della sp 8 Graziani, si chiede di sollecitare il sopralluogo degli artificieri». Non si sa in ogni caso chi effettuerà il sopralluogo, se saranno cioè i militari della caserma Donato Briscese di Legnago, specialisti negli interventi su ordigni, che dipendono dal I comando Fod (Forze operative di difesa) di Vittorio Veneto. Sarà la Prefettura a definire le modalità dell’intervento. La sp8 del Baldo è chiusa dal 2 agosto, da quando è stata distrutta per cause non chiarite. Solo gli artificieri potrebbero definire se quello sconquasso sia stato provocato da eventi naturali o da esplosivo. Ci sono infatti pezzi d’asfalto a quasi un chilometro di distanza.<br />
Intanto lunedì c’è stato il terremoto. È stato percepito alle 7,10 con un botto e una vibrazione da molte persone precipitatesi in strada spaventate.<br />
(B.B.)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 13 Agosto 2008]</p>
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		<title>L’esplosione sul Baldo? C’è l’ipotesi-meteorite</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 10:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fulmine o residuato bellico, tromba d’aria oppure addirittura un meteorite? È ancora mistero fitto sulle origini del cratere che si è aperto lungo la provinciale poco prima di Bocca Navene, in territorio comunale di Malcesine, sulla strada che attraversa la catena del monte Baldo e collega la provincia di Verona con quella di Trento. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fulmine o residuato bellico, tromba d’aria oppure addirittura un meteorite? È ancora mistero fitto sulle origini del cratere che si è aperto lungo la provinciale poco prima di Bocca Navene, in territorio comunale di Malcesine, sulla strada che attraversa la catena del monte Baldo e collega la provincia di Verona con quella di Trento. Un cratere dal diametro di una ventina di metri, attorno al quale sono trovati detriti e pezzi d’asfalto nel raggio di più di un chilometro.<br />
L’unico dato di fatto è che un’esplosione è avvenuta nella notte fra venerdì e sabato scorsi, ed è stata distintamente udita dal gestore di una vicina malga. Le prime ipotesi parlavano di un fulmine di straordinaria potenza: un evento che due anni fa, sulla cresta del Baldo, incenerì numerose pecore scagliandole anche a 300 metri di distanza. Restando sugli eventi meteorologici, qualcuno ha azzardato anche l’ipotesi di una tromba d’aria, che un po’ di tempo fa avrebbe spazzato via parte di una casa.<br />
C’è chi ipotizza invece che una saetta avrebbe potuto colpire un residuato bellico: ma tale effetto &#8211; secondo alcuni esperti &#8211; potrebbe derivare solo da una bomba d’aereo da 500 libbre, che d’altra parte nella seconda guerra mondiale veniva sganciata in prossimità di ponti e ferrovie. Le pendici del Baldo, invece &#8211; sempre secondo gli esperti &#8211; furono bombardate solo con proiettili d’artiglieria di medio calibro.<br />
D’altro canto, il mese scorso una bomba d’aereo era stata trovata lungo la statale Gardesana orientale, in territorio trentino, forse scivolata dalle pendici proprio del Baldo. E ciò aveva causato la chiusura della strada per una notte. Sempre a proposito di esplosivi, resta in piedi l’ipotesi dell’esplosione di un deposito di armi forse risalente alla guerra oppure creato per la costruzione della strada.<br />
Per il geologo e sismologo Luca Valensise, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, a originare il fenomeno potrebbe essere stato uno sprofondamento di natura carsica. «Si tratta di un fenomeno», spiega il sismologo, «in seguito al quale la roccia si discioglie sotto l’azione dell’acqua circolante nel sottosuolo in particolari condizioni. Ciò determina la formazione di cavità sotterranee che, a loro volta, possono portare a fenomeni di sprofondamento delle aree di terreno superiori».<br />
Mentre geologi, carabinieri e, presto, gli artificieri cercano di dare una spiegazione plausibile alla formazione del cratere, spunta anche l’ipotesi di un meteorite. Ipotesi avvalorata dalla testimonianza di un commerciante di Rovereto che avrebbe visto un bolide precipitare dal cielo. Che possa essersi trattato di un meteorite non lo esclude neanche il presidente del Poligono di tiro di Rovereto, Marco Leonardi.<br />
Ben diverso il parere del capitano della compagnia di Caprino, il capitano Enrico D’Amato, che si è recato più volte sul posto e non ha dubbi in proposito: «Quella del meteorite è pura fantascienza: il cratere è troppo piccolo. Ma mi sento di escludere anche l’ipotesi del fulmine. Non ci sono segni di bruciature».<br />
Mentre le ricostruzioni si accavallano, le certezze potranno venire solo dall’esame sui campioni di terriccio raccolti nel misterioso cratere.<br />
(B.B.)</p>
<p>[Fonte : <a href="http://www.larena.it">L'Arena</a> del 08 Agosto 2008]</p>
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