Traversata della Dorsale Mediana della Lessinia, da Giazza a Fosse
- Tempo : ore 8-9
- Segnavia : 251 e in parte E5
- Difficolta’ : E (facile percorso su altopiano ondulato)
Bella traversata tra le borgate, i morbidi rilievi e qualche "vaio" (il termine locale per indicare i valloni che incidono l’altopiano); volendo ripartire l’itinerario in due giorni è preferibile pernottare a Bosco Chiesanuova.
Dalla piazza di Giazza (759 m) si imbocca il viottolo compreso tra la chiesa e la trattoria "Ljetzan"; oltrepassato il ponte sul Revolto non si segue il sentiero Europeo E5, ma ci si dirige verso sud, alla località Ferrazza (722 m). Si continua per il tracciato 251 che porta dapprima alla contrada Franchetti (775 m) e quindi a Parlatoni. Risalendo la mulattiera si perviene ad alcune malghe; ripreso il cammino verso sud, nel bosco, si giunge a 2 interessanti stele poste a quota 1030, poi alla località Pozze (1051 m).
Per strada sterrata si arriva alla località Battisteri, e dopo mezzo chilometro su carreggiata asfaltata (proveniente da Velo Veronese) a Tecchie (1170 m). Sempre seguendo il sentiero 251 si perviene a Cuniche (2 ore) da cui, continuando verso ovest, si giunge nei pressi del Covolo di Camposilvano e del Museo dei fossili della Lessinia (merita una visita anche la vicina Valle delle Sfingi, nota per le formazioni geologiche).
Ripreso il cammino in breve si approda a San Francesco (1101 m); usciti dall’abitato si segue la strada asfaltata, quindi si devia sulla sinistra per scendere nella Val Squaranto. Nel fondo valle, dove si incrocia il sentiero 254 proveniente da Squaranto, si passa sul versante opposto e si risale sul sentiero diretto alla contrada Sponda di qua. Per strada bianca si arriva prima a Sponda di là, poi per mulattiera a Valdiporro (1.30 ore; qui volendo è possibile unirsi al cosiddetto itinerario classico delle Malghe, sentiero 255, che termina a Podestaria).
Imboccata la mulattiera nei pressi della chiesa, si raggiungono gli abitati di Cenise di sotto e di sopra (1007 m), la località Brase e quindi Bosco Chiesanuova (1 ora). Raggiunto lo stadio del ghiaccio, si continua fino alle contrade Tasi, Stopeli e Turban (965 m). Attraversato un prato in direzione nord ovest si prende il sentiero che scende nel fondo del Vajo dell’Anguilla (1 ora); da qui si segue il Sentiero Europeo E5 fino a Scalchi e a Erbezzo (1118 m, 0.45 ore).
Ora si va verso nord fino a collegarsi con il sentiero 257 che porta al caseificio Bernardi (1161 m); da qui tenendosi sulla sinistra si prosegue per Fagioli e Villa. Oltrepassata la strada che unisce Fosse a Sant’Anna d’Alfaedo, si scende nel bosco per la mulattiera che porta al Vaio dei Falconi (890 m).
Scesi un poco nel suddetto vaio, si riprende a salire sulla destra fino alla contrada Cimo (999 m).
Attraversata la strada provinciale, per mulattiera si raggiungono le località Casella (940 m) e Barosse (894 m); da qui, per evidente percorso, in breve si arriva a Fosse (941 m, 2.30 ore).
(Articolo apparso sulla rivista ALP)
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