• Altimetria : m 500
  • Tempo : ore 4
  • Segnavia :
  • Difficoltà : EE . Se amate i luoghi selvaggi, se siete buoni cammina­tori e se non vi turbate dinanzi ad una scaletta metallica o a qualche passaggio un po’ impegnati­vo, questa è l’escursione per voi. Ingiustamente tra­scurato e relativamente poco frequentato il percor­so naturalistico all’interno del vajo di Mezzane vi schiuderà un vero e proprio concentrato di meravi­glie naturali conducendovi all’interno di una delle zone più integre e selvagge di tutta la collina vero­nese. Si tratta però di una gita abbastanza lunga e complessa, specie in alcuni punti dove le pietre del greto, lisciate dall’acqua, possono risultare talvolta un osso duro per chi non è solito affrontare i per­corsi disagevoli. Il rischio di farsi male, comunque, è assai contenuto anche perché, come accennato, il passaggio nei punti più pericolosi è agevolato da corde metalliche. Inoltre abbiamo cercato di descri­vere il percorso nella maniera più minuziosa possi­bile. In conclusione, dunque, un itinerario assolutamente irrinunciabile!

Lasciata l’auto all’imbocco della strada per contrada “sul Vago” (parcheggio ai lati della rotabile), ci si incammina lungo l’asfalto inoltrandosi nella valle ed arrivando, dopo circa un chilometro e dopo aver superato un ponticello, a contrada “sul Vago”. Appena dietro le case della contrada l’asfalto termi­na e, dopo una sbarra, inizia lo sterrato che circa 200 metri dopo si biforca. Si prende il ramo di sini­stra, ben segnalato dalle indicazioni bianco-rosse del CAI. Dove la valle tende a chiudersi presso una zona di rocce rossastre il sentiero raggiunge il greto del torrente. Qui si può indifferentemente seguire il letto del torrente oppure una più comoda traccia sulla destra. Dopo poco meno di cento metri tro­viamo un’altra diramazione: si segue sempre il ramo di centro che poi si ricollega al fondovalle, lasciando a destra una strada secondaria. Il sentiero prosegue nel torrente dove, qualche decina di metri più avanti, troviamo una vistosa freccia bianco­rossa che ci segnala di tenere la sponda sinistra orografica (destra idrografica) salendo un poco per poi proseguire lungamente in costa a saliscendi, circa una cinquantina di metri più in alto del fon­dovalle. Dopo una decina di minuti di cammino il sentiero riporta sul fondo del torrente: poco prima di raggiungerlo, però, troviamo sulla sinistra un sentiero che piega verso ovest e sale alla volta di contrada Valle lungo il costone detto “lo spigolo”. Si ignora detto sentiero e si raggiunge il letto del torrente nel punto dove si stacca, sulla destra oro­grafica (sinistra idrografica) del progno di Mezzane, il sentiero che va a Cornesello e quindi a Centro. Noi, invece, proseguiamo sul fondovalle, indirizzati nella giusta direzione da vistosi segnavia bianco-rossi. Dove il torrente, poche decine di metri più avanti, si approfondisce creando delle pozze d’acque e delle marmitte d’erosione, si deve salire a destra per dei lastroni (attenzione in caso di umido!) oltre i quali si dirama, a sinistra, un sentie­ro che condurrebbe a Moruri risalendo la costa sud-orientale della collina. Tralasciamo comunque anche questa diramazione e procediamo sul fondo­valle in un ambiente sempre più suggestivo e lus­sureggiante ma con percorso reso un po’ faticoso, seppur sempre pianeggiante, a causa della mancan­za del sentiero in quanto qui si è obbligati a proce­dere fra i ciottoli del greto. Raggiunte altre due grosse pozze d’acqua inizia il tratto difficile del sen­tiero: le prime due pozze si superano sulla destra salendo per una cengetta e poi scendendo due o tre metri di nuovo del fondovalle per trovarsi quin­di di fronte al primo tratto attrezzato, consistente in una scaletta di metallo di circa cinque metri che permette di salire sul bordo sinistro e superare un’ostruzione impercorribile del torrente. Si prosegue su cengia e poi per balze di roccia (attenzione in caso di umido!) si torna sul fondo del torrente che si segue sino al secondo tratto attrezzato consi­stente in una ventina di metri di corde fisse che consentono di costeggiare in sicurezza, sulla destra, delle pozze d’acqua che occupano tutto il fondo del torrente. Si prosegue dentro un piccolo canyon, si supera con una breve corda fissa un ulteriore restringimento del greto torrentizio oltre il quale esso si allarga. Qui un vistoso segnavia bianco­rosso indica che il sentiero sale decisamente a sini­stra abbandonando il fondovalle. Si asseconda dun­que il sentiero che, con una breve gradinata, si porta alto sulla sinistra orografica (destra idrografi­ca) del fondovalle, in questo tratto impercorribile. Oltrepassato l’ostacolo, il sentiero scende nuova­mente sul fondovalle permettendoci di seguirlo per qualche centinaio di metri ancora. Superiamo una diramazione (a sinistra) segnalata con vernice bian­co verde che condurrebbe a Moruri passando per il Vaio del Tretto. La ignoriamo e proseguiamo per un altro centinaio di metri lungo in fondovalle sino ad un punto in cui, sulla sinistra, il sentiero compie un’altra deviazione per aggirare un’altra ostruzione del greto. Si ritorna poi, dopo l’ostacolo, sul greto che si percorre per circa altri trecento metri sino a dove, a destra ed a sinistra del torrente, si spalanca­no due profonde grotte. Qui il sentiero lascia defi­nitivamente il fondovalle (si potrebbe proseguire ma con difficoltà escursionistiche elevate) salendo a sinistra onde risalire il lato occidentale (sponda

destra idrografica) della valle passando inizialmente davanti alla più grande delle due citate grotte. Il sentiero sale ora molto ripido e, con circa venti minuti di cammino, permette di guadagnare circa duecento metri di dislivello sfociando infine sul sentiero della “Allacciante” che collega Moruri a Centro e quindi a Tregnago. Scendendo verso nord lungo la “Allacciante” si tornerebbe sul fondovalle. Noi, invece, prendiamo a sinistra (indicazione per Moruri) e raggiungiamo, circa cento metri più in alto, contrada Castello. Si costeggia il muro della contrada e si prosegue verso sud seguendo i segna­via bianco-rossi ed arrivando subito dopo ad un crocicchio di sentieri. Si prende a sinistra la stradi­na sterrata che consente di aggirare a mezza costa sul fianco orientale la collina (segnavia bianco­rossi). Alla successiva biforcazione ci si tiene in basso a sinistra e, aggirata sul versante meridionale la collina, si entra nell’impluvio del Vajo del Tretto. Si contorna la testata del vajo lasciando sulla sini­stra il sentiero segnalato in bianco-azzurro che por­terebbe nuovamente sul fondo del progno di Mezzane nel punto che precede le attrezzature metalliche e, dopo una breve salita, si arriva ad un’altra stradina bianca. A sinistra lungo quest’ulti­ma si scenderebbe, anche in questo caso, sul fon­dovalle del progno di Mezzane, mentre invece a destra si raggiunge, di lì a poco, l’abitato di Moruri (ore 2,30 circa).

Da Moruri (430 m circa) si segue ora la strada asfal­tata per Castagnè (direzione sud-ovest), si passa contrada Peroni e, duecento metri dopo, si prende a sinistra la strada asfaltata che scende dapprima a contrada Duello e poi a contrada Valle. A destra della fontana di contrada Valle si prende a destra la stradina, inizialmente cementata e poi sterrata, che conduce sul fondo della valle per poi risalire in direzione sud l’opposto versante.

Cinquanta metri dopo il fondovalle la stradina si biforca: qui si prende il ramo di sinistra che costeggia una piccola recinzione con filo elettrico, mentre cinquanta metri dopo, alla successiva bifor­cazione si prende invece il ramo di destra (a sini­stra si scenderebbe in fondovalle). Proseguendo in costa per un altro centinaio di metri, la stradina si immette a T dopo un centinaio di metri in un’altra carrareccia, poco sotto un’abitazione.

Si lascia a destra l’edificio e si scende invece a sini­stra lungo la stradina bianca che, oltrepassate delle vasche, con ampio giro scende verso sud-est tra­sformandosi di lì a poco in una carrareccia piutto­sto ripida e sassosa che, dopo cinquecento metri circa, sembra perdersi in un prato esposto ad est esattamente in direzione di Maternigo e Centro, dall’altro lato della valle.

In realtà riprende dopo cinquanta metri all’estre­mità inferiore del prato, compie una netta svolta a destra, scende nel sottostante impluvio e raggiunge i pressi di contrada Vasàl. Si lascia a destra la stra­da d’accesso a Vasàl e si prosegue per stradina verso sud (alte piante di rosmarino sul bordo destro della stradina), si oltrepassa un impluvio e poi la stradina sale ripida oltrepassando un costo­ne alberato ed arrivando in vista di Ca di Calloi mentre, sullo sfondo, intravediamo Postuman. Si compie un ampio giro sulla destra alti sopra un oli­veto e, ben prima di raggiungere Postuman, si scende a sinistra per strada sterrata a contrada Ca di Calloi. In fondo alla contrada, nel suo punto più basso, la strada si biforca. Si prende il ramo di sini­stra che passa fra due piantagioni di olivo e che, subito dopo, si approfondisce compiendo una netta curva a sinistra per scendere costeggiando un muretto di sostegno. Al termine del muretto si rag­giunge il fondovalle. Attraversato il vajo si prende a destra una stradina, aperta di recente, che costeggia sulla sinistra il vajo e che permette di scendere agevolmente in direzione del fondovalle di Mezzane.

La strada è un po’ sconnessa ma ben transitabile a piedi e termina presso un campo coltivato a vigne. Si attraversa il campo costeggiando il filare supe­riore e raggiungendo, dopo cento metri, l’estremità meridionale del campo dove ci si raccorda ad un’altra stradina sterrata, molto ripida, che dopo un tornante ci porta ad una contrada prospiciente la strada asfaltata di contrada sul Vago. Dalla con­trada, sempre per sterrato, dopo cento metri si rag­giunge la strada asfaltata di contrada sul Vago (situata circa duecento metri a sinistra, oltre il ponte sul progno) e quindi, piegando a sinistra e seguendo l’asfalto, si torna infine al punto dove avevamo lasciato l’auto (ore 2 circa da Moruri).

(Tratto da Itinerari Veronesi – Athesis)