Traversata del monte Baldo

Prima tappa : Da Caprino Veronese al rifugio Telegrafo

  • Altimetria : Salita m. 1894
  • Tempo : ore 6.10
  • Segnavia : 662 – 658
  • Difficolta’ : E (Percorso tranquillo, ma visto il dislivello si consiglia ad escursionisti allenati).

Tappa che ci porta in quota, con un dislivello non indifferente. Fino alle Bocche di Navene si cammina in un ambiente solitario, poi i sentieri si fanno piu’ affollati tra il rifugio Fiori del Baldo e il rifugio Telegrafo (ovvio, c’è la seggiovia…).
Si parte da Caprino Veronese (m. 253) con il sentiero 662, si passa per Gaon e poco sopra l’abitato di Rubiana prendiamo la mulattiera a destra che sale le pendici del Monte Creta.
Si raggiunge il bel terrazzo prativo di Piore nei pressi della malga “La Fabbrica” (m.902 – ore 1.40), dove si interseca il sentiero segnato n. 53, dopodiche’ si entra nel bosco, si passa nei pressi del baito di Gro e giungiamo a quota 1300 ad unirci al sentiero n.64 (ore 1.00 – 2.40).
Si continua per la mulattiera che risale interamente il fondo della Val di Naole, passa accanto all’omonima malga e al vicino forte militare per poi giungere alla Bocchetta di Naole (m.1648 – 1.20 – 4.00).
Alle Bocchette di Naole si incrociano i i sentieri 655 che parte da Castelletto ( 5 h ) e 656 che parte da Ferrara di Monte Baldo ( 2.15 h ) e da qui comincia il percorso in cresta vero e proprio, con il sentiero 658.
Si raggiunge subito la stazione superiore della seggiovia di Prada, il rifugio Fiori del Baldo e subito dopo il rifugio Chierego (m.1911 – 0.40 – 4.40).
Si continua passando il fianco orientale della Cima Costabella per riguadagnare il crinale al Bocchetto del Coal Santo (m. 1993), per arrivare ad un sentierino che raggiunge il rifugio Telegrafo tagliando il fianco ovest della Punta Sascaga (1.30 – 6.10).

Seconda tappa : Dal rifugio Telegrafo al rifugio Altissimo

  • Altimetria : Salita m. 754, Discesa m. 850
  • Tempo : ore 5.30
  • Segnavia : 651
  • Difficolta’ : E (Percorso tranquillo,solo da prestare attenzione ad alcuni tratti tra la forcella Valdritta e Cima delle Pozzette).

Tappa interamente in quota , bei passaggi e bei panorami. Molto affollato (ovviamente) nei pressi della stazione superiore della funivia.
Dal rifugio Telegrafo si prende il sentiero 651 che passando sotto le creste della Punta Pettorina ci porta alla forcella Valdritta (m. 2107) dove giunge il sentiero n.5 proveniente da Piombi.
Si procede in leggera salita alla cima Val Finestra, si passa per il versante orientale di Cima del Longino e si arriva alla Cima delle Pozzette.
Per un bel crinale si scende verso Bocca Tratto Spino dove si trova la stazione superiore della funivia e il rifugio-ristorante “Baita dei Forti” (m. 1720).
Da qua si prende la comoda mulattiera che in circa 40 minuti porta alla Bocca di Navene, dove (purtroppo) si prosegue per il percorso stradale per alcune centinaia di metri, fino a trovare il sentiero che sulla sinistra si addentra nel bosco (ben segnalato).
Si sale il fianco meridionale del Monte Altissimo e dopo un’oretta e mezza si raggiunge il rifugio Altissimo.

Terza tappa : Dal rifugio Altissimo a Torbole

  • Altimetria : Discesa m. 2011
  • Tempo : ore 3.45
  • Segnavia : 632 – 601
  • Difficolta’ : E (Come la prima tappa, difficolta’ solo nel dislivello)

Tappa di discesa, parecchio lunga e monotona. Consiglio di prenderla con calma e fare qualche tornante piuttosto che i ripidi sentieri che tagliano la strada.
Fare attenzione anche a quei disgraziati che si buttano giù in MTB per i sentieri convinti di essere in una gara downhill (Dai campi di Nago in giù).
Si scende per il largo crestone del Monte Altissimo e si raggiungeono le sorgenti della Malga Campo (m.1635) dove a destra si stacca il sentiero che porta alla Bocca del Creer.
Si continua in discesa fino a raggiungere i campi di Nago, dove comincia (per noi) la strada asfaltata, che noi spesso taglieremo per i sentieri. Come scritto sopra, essendo la discesa molto lunga, consiglio di evitare qualche tratto di sentiero ripido e continuare per la strada.
Arrivati alla casera degli Alpini si prende il sentiero che addesso abbandona per un bel po’ la strada e si arriva ad incrociare ancora la strada alla Madonnina del Faggio (m. 750).
Da questo punto (bivio purtroppo poco segnalato) per chi vuole procedere per Nago continua per la strada asfaltata, per Torbole la si attraversa e si continua per il sentiero che porta fino agli abitati sopra Torbole.

Alternative

Il percorso cosi’ com’e’ strutturato e’ piuttosto duro soprattutto per i dislivelli che si devono affrontare nella prima e terza tappa.
Per rendere piu’ agevole la prima tappa si puo’ partire da Ferrara di Monte Baldo e prendendo il sentiero 656 si arriva alla Bocchetta di Naole in 2 ore e 15, quindi con circa due ore e 600 metri di dislivello in meno.
Comunque spesso si incrociano i sentieri che scendono verso il lago o verso l’Adige quindi e’ possibile creare parecchie alternative.

Le tre tappe e l’alternativa Ferrara di Monte Baldo sono indicate anche perche’ permettono di raggiungere i punti di partenza e arrivo usurfruiendo i trasporti pubblici dell’ APT di Verona.

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