Cassone di Malcesine – Eremo dei Santi Benigno e Caro
- Altimetria : Salita e Discesa m. 744
- Tempo : ore 3
- Segnavia : 1 – 659 – 9
- Difficolta’ : T/E
Si può sostare al cimitero di Cassone salendo ripidi a destra, o da Assenza (alla testata della via, a sinistra), prendendo subito il sentiero a nord. Oppure partire proprio dal lago, da Cassone — senza trascurare una visita alla bella parrocchiale (1750-1761) appena restaurata (un castone di barocco popolare) — e per la via San Zeno congiungersi alla mulattiera che arriva dal cimitero. Prima ciottoli, poi molìne (pietre) sono il fondo da calpestare sul sentiero n. 1 del Cai che raggiunge la contrada isolata del Fichèt fra uliveti sulle terrazze e scorci sulla valle del Torrente e quella dei Molini. Inizia il bosco: frassini, ornielli, cornioli, carpini, qualche faggio e querciolo. Va erta. Poi in una svolta ecco il capitello della Merla (m 533, ottocentesco) che ricorda un episodio della vita dei due santi eremiti Benigno e Caro alla cui spelonca originaria arriveremo. Siamo proprio sopra gli strapiombi della valle del Torrente, verde cupa di lecci, profonda, bellissima. Altre svolte e in poco più di un’ora siamo sui prati che portano immediatamente dopo alla chiesa (m 834). L’eremo è tutt’uno con un rifugio del Corpo Forestale dello Stato che, nell’ultimo dopoguerra, provvide a un restauro ricostruttivo che lasciò solo dentro la chiesa parte della struttura originale con statue artigiane del 700, lapidi, ex voto e un campaniletto sotto le rocce. In questa parete vi sono grotte scavate nella prima guerra mondiale e usate anche nella seconda dagli abitanti rivieraschi per sfuggire ai rischi sulla statale. Tre immensi faggi fiancheggiano la lunga costruzione ed è fra le loro radici che si rivelarono casualmente le fondamenta e i volti del romitorio (vi cadde dentro un mulo). L’ambiente è di rara malia, il silenzio vi regna sovrano; nelle giornate con pochi visitatori, non è raro vedersi apparire attorno fauna nobile di cielo e di terra. Il 12 di aprile, giorno di San Zeno, il 27 luglio, il 16 agosto, giorno di San Rocco, e la terza domenica d’ottobre da Malcesine e da Cassone salgono in pellegrinaggio gli abitanti: messa, piccola processione alla croce che domina il lago, benedizione, agape fraterna.
Si può proseguire oltre l’edificio fino alla Porta del Vescovo e scendere a malga Fiabio di dove il sentiero n. 9 (poco prima della malga) riporta a Cassone; oppure tornare sui propri passi. Calcolare tre ore abbondanti tra andata e ritorno, ma, se necessario, c’è sempre una stanza aperta nel corpo della chiesa, dotata d’acqua di cisterna e legna per il camino, come s’usava un tempo per ospitare i pellegrini.
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Sigfrido Corradi – photography
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