Melotti: Strada di Podestaria basta auto o regole anti caos
«L’anno prossimo vi chiederò di venire qui solo a piedi». L’annuncio a sorpresa del presidente del Parco e della Comunità montana della Lessinia, Claudio Melotti, al migliaio di persone convenute a Podestaria al filò «Mostri, miracoli e misteri», messo in scena da Vasco Mirandola e dalla Piccola Bottega Baltazar, è stato accolto da un lungo e spontaneo applauso. La sortita ha sorpreso, in occasione dell’evento organizzato dalla manifestazione «Voci e luci in Lessinia», un po’ perché nessuno se l’aspettava e un po’ perché effettivamente un’ora di strada bianca a piedi o in bicicletta mangiando la polvere di chi passava in auto o in moto deve aver esasperato più di qualche animo.
«Ci pensavo da tempo e la situazione che mi si è presentata, con un migliaio di persone, e poche di meno le auto parcheggiate sui pascoli, mi ha spinto a fare quell’affermazione pubblica», ammette Melotti, riconoscendo che «la situazione è insostenibile: qualcosa bisogna fare per impedire totalmente il traffico o quanto meno regolamentarlo, naturalmente escludendo dal provvedimento i titolari dei rifugi e delle malghe e chi interviene per lavoro come il camion per la raccolta del latte o per ragioni di sicurezza come i mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine», aggiunge il presidente.
«Sarà da studiare bene, in accordo con gli enti che hanno competenza sulla Translessinia, da San Giorgio a Passo Fittanze, Provincia, Parco e Comuni di Bosco Chiesanuova ed Erbezzo, ma una soluzione va trovata: magari solo un’apertura oraria dalle 9 alle 10 e dalle 17 alle 18. Non sarà un castigo per nessuno e credo che i primi ad essere contenti siano gli allevatori che vedono il bestiame costretto a mangiare erba imbiancata dalla polvere. È un’affermazione che mi sono sentito di fare ma che intendo condividere con allevatori, amministratori e rifugisti», ribadisce Melotti.
L’idea di chiudere la strada di Podestaria non è nuova, anni fa lo stesso Melotti l’aveva accompagnata con l’idea di pavimentare la strada: le due proposte sono connesse?
«Non necessariamente, ma una riflessione va fatta anche alla luce di quello che costa la manutenzione di queste strade bianche alla Provincia e ai Comuni. Del resto nel vicino Trentino Alto Adige hanno asfaltato tutte le strade a interesse turistico, da quella che sale all’Alpe di Siusi a quella che porta alle Tre Cime di Lavaredo, questa addirittura a pedaggio. Dunque, senza volermi candidare alla prossima bandiera nera di Legambiente come l’amico Valentino Marconi, sindaco di Sant’Anna d’Alfaedo, per l’asfaltatura della strada Aliana, devo considerare che qualcuno dovrà pur farsi carico di queste spese di manutenzione, con il rischio che se le strade non sono percorribili in sicurezza le dovremmo comunque chiudere. Il problema va affrontato con serenità, ascoltando tutti i pareri, pur nel rispetto dell’ambiente e di chi ha un’attività».
Da buon ciclista quale è il presidente Melotti si vede già la Translessinia estiva pavimentata: «Non ho parlato di asfalto: ci sono altri sistemi. Biostrasse, la pavimentazione con materiali ecologici, è uno che abbiamo sperimentato su l’Aliana, ma che mi lascia delle perplessità quanto a durata. Ce ne sono altri che mi piacerebbe considerare, e poi quando partiremo con i parcheggi a contrada Tommasi, a Passo Fittanze, a San Giorgio, ai Parpari, l’idea di una strada lunga oltre 50 chilometri, in un paesaggio stupendo, sgombra dalle auto, percorribile a piedi, a cavallo o in bicicletta, avrà un fascino irresistibile».
Sogno irrealizzabile? «So che con queste affermazioni scatenerò il finimondo e non è detto che si arrivi a una conclusione, ma si può provare a pensarci», conclude.
[Fonte : L’Arena del 08 Agosto 2010]
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