13 ago 2010

L’intero Parco della Lessinia è patrimonio dell’umanità

La Lessinia non è solo la Grotta di Fumane, o il Ponte di Veja o la Valle delle Sfingi o la Pesciara di Bolca. Ci sono i covoli, le malghe, le contrade di pietra, le espressioni dell’arte popolare, gli alberi monumentali e le foreste, un’isola linguistica miracolosamente sopravvissuta. Ha senso prendere un singolo particolare e proporne l’inserimento alla candidatura di patrimonio mondiale dell’umanità nell’elenco dell’Unesco? Se lo sono chiesto i membri del Comitato tecnico scientifico (Cts) del Parco della Lessinia, e l’unanime risposta negativa è confluita in una mozione verbalizzata nell’ultima riunione dell’organo consultivo del Parco.
«I membri del Comitato tecnico scientifico del Parco, venuti a conoscenza del fatto che, per iniziativa del Comune di Fumane e di studiosi dell’università di Ferrara, sono avviate le pratiche per la candidatura della Grotta di Fumane al World heritage list (Whl) dell’Unesco, dopo ampia discussione e all’unanimità dei presenti, pur condividendo in linea di massima le motivazioni di tale proposta, ritengono che essa sia inopportuna», esordisce la mozione, passando ad illustrare le motivazioni.
«Tale proposta non considera il patrimonio della Lessinia nel suo complesso e pertanto, nel caso venisse approvata, potrebbe avere ricadute negative sugli altri elementi del patrimonio naturale e culturale, facendoli apparire come secondari o accessori; e tra questi ne esistono alcuni di rilevanza ed interesse globale, come, ad esempio, il sito paleontologico di Bolca, il quale non è certamente meno importante, della stessa Grotta di Fumane», dicono gli esperti del Cts, che ribadiscono l’unicità della Lessinia non solo nel contesto delle Alpi, «ma anche in una dimensione globale, che racchiude al suo interno elementi di assoluta rilevanza per la storia dell’uomo e per l’evoluzione del suo rapporto con l’ambiente naturale».
Ma non è solo un «no», quello del Cts, perché la mozione propone anche una diversa lettura del patrimonio lessinico che invita a considerarlo nella sua dimensione di «paesaggio culturale», o meglio di «montagna vissuta dall’uomo», al cui interno un gran numero di elementi naturali, semi-naturali e artificiali si valorizzano a vicenda per le reciproche interrelazioni. È stata l’idea alla base della costituzione del Parco e potrebbe esserlo anche per l’inserimento nel Whl dell’Unesco, non tanto quindi di un singolo monumento o paesaggio ma dell’insieme culturale della «montagna teatro e laboratorio dell’uomo», che poi è lo spirito del documento «Global strategy for a balanced, representative and credible World heritage list», dove, tra le altre cose, «si raccomanda di adottare strategie che superino la stretta definizione di Heritage (patrimonio) e mirino a individuare e proteggere i siti che rappresentano dimostrazioni rilevanti di coesistenza dell’uomo con la terra e nel contempo di interazioni umane, di coesistenza di culture, di spiritualità e di espressioni creative», sottolinea lo studioso Ugo Sauro, già docente di Geografia a Padova e membro del Cts. È anche la linea della Regione che ha sostenuto l’approvazione delle Dolomiti nel loro complesso e non come singola cima, come «sito naturale» del Whl, riconoscendo che esse rappresentano «uno fra i più bei paesaggi montani che vi siano al mondo».
La conclusione della mozione del Cts è che «non si dia corso alla candidatura della Grotta di Fumane e che, invece, tutti gli enti e le associazioni interessate si impegnino concordemente a candidare la Lessinia come “montagna teatro e laboratorio dell’uomo” per l’inserimento nel patrimonio mondiale dell’Unesco». «Questa soluzione», conclude Sauro, «avrebbe il vantaggio di includere nel patrimonio mondiale non solo il Parco ma anche le aree preparco e tutte le eccellenze dell’intera Lessinia intesa come paesaggio culturale».

[Fonte : L’Arena del 13 Agosto 2010]

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