Caduta massi, scattano i divieti lungo la strada
Torna d’attualità il rischio caduta massi in Val di Revolto, lungo il tragitto che da Giazza porta al rifugio e in particolar modo nelle aree di sosta realizzate lungo i sette chilometri di strada asfaltata. La più a rischio in assoluto è anche l’area più frequentata, l’ampio bacino di decantazione della località Le Giare, che dal ponte sul torrente si allarga nel fondovalle fino al Lago Secco. Se ne è parlato la scorsa settimana in una riunione che ha visto presenti il Comune di Selva di Progno, Veneto Agricoltura, i Servizi forestali regionali, il Corpo forestale dello Stato e la Provincia di Trento, perché il problema non si ferma alla sbarra di confine di una strada che, seppur chiusa al traffico, prosegue fino ai rifugi Pertica e Scalorbi.
Le decisioni prese riguardano nell’immediato i divieti e le informazioni agli utenti della strada, numerosissimi soprattutto in questa stagione. Si è deciso di posizionare dei cartelli di divieto di sosta in tre punti lungo la strada fra Giazza e Revolto in cui più evidente è il rischio di caduta massi. Sarà inoltre distribuito, a partire già da domani, un volantino a tutti i frequentatori, dove sono indicati in maniera sintetica i pericoli e i comportamenti da tenere un caso di fenomeni isolati o di eventi di più ampia portata.
Si ricorda in particolare il divieto di sosta e di fermata nei punti indicati con il cartello di caduta massi e di abbandonare la zona senza creare panico o confusione in caso di piogge torrenziali. Resta in vigore il divieto di campeggio sia con tende sia con camper, perché soprattutto di notte è difficile rendersi conto del pericolo e della gravità della situazione. È ricordato altresì che per tutte le domeniche di luglio e agosto è in funzione un servizio di bus navetta gratuito dalla località Giare al rifugio Revolto e ritorno.
«La questione è nota da anni ed è all’attenzione della Regione per la sicurezza al transito», commenta Paola Berto, dirigente del settore aree demaniali della Regione Veneto. «Nella riunione si è deciso di affidare a dei geologi il compito di monitorare i due versanti della Valle di Revolto per compilare uno studio approfondito sui punti di maggior rischio frane. Allo studio seguiranno le indicazioni sulle modalità da seguire per mettere in sicurezza la valle: il disgaggio dei massi pericolanti, il consolidamento dei versanti con reti paramassi o altre opere. I rilievi geologici inizieranno già dal prossimo autunno», annuncia la dirigente regionale.
Il sindaco Aldo Gugole prende atto della situazione e sottolinea: «Il pericolo c’è, come su tutte le montagne del resto, e non riguarda solo la Valle di Revolto. Ci siamo già messi all’opera per far sistemare i cartelli di divieto di sosta in attesa che quei punti siano liberati dai pericoli più evidenti di caduta massi. Faremo rispettare i divieti con controlli e sanzioni», annuncia il sindaco, «perché non si può lasciare l’auto e magari aprire tavolini e avviare pic-nic in luoghi dove il pericolo è espressamente annunciato. È evidente che il divieto non è la soluzione, ma ci permette quantomeno di superare l’estate per avviare con l’autunno il programma di interventi, come nella vicina provincia di Trento dove ogni anno lavorano per intervenire su qualche punto da mettere in sicurezza».
«Il problema comunque non è solo di Selva», sottolinea il primo cittadino, «perché se il territorio ricade sotto la nostra competenza, gli utilizzatori arrivano da tutta la provincia. Abbiamo risorse limitatissime e non potremmo certo investirle in opere così costose se non ci sarà l’intervento di Regione e Provincia per le parti di loro competenza», conclude il sindaco.
[Fonte : L’Arena del 07 Agosto 2010]
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