17 lug 2010
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Il tunnel sotto il Baldo rispunta dopo vent’anni

Dopo vent’anni l’ipotesi ritorna: un traforo del Baldo. Con situazione di traffico esponenzialmente peggiorate sulle due strade gardesane e sull’Autobrennero. Un emendamento alla manovra Tremonti, permetterà all’A 22 di realizzare anche «gallerie». Lo dicono i parlamentari leghisti trentini, deputato Maurizio Fugatti e senatore Sergio Divina, che indicano in un intervento diretto del sindaco scaligero Tosi sulla commissione bilancio del Senato, la messa a punto della variante sul decreto relativo la proroga della concessione alla società di gestione.
Già vent’anni fa, l’attuale sindaco di Brentino Belluno, Virgilio Asileppi, propugnava questa ipotesi. Vi fu, allora, una ridda di controverse prese di posizione. Secondo i dati raccolti da Asileppi, ogni anno, sul Garda, si muovono 20 milioni di veicoli dei quali, almeno la metà legati al turismo in entrata e uscita dai caselli Peschiera e Rovereto sud.
Il tracciato ipotizzato da Asileppi passerebbe, con imbocco ad Avio, in diagonale sotto il Baldo tra punta Pettorina (2.130) e la Valdritta (2.218), sul piombo delle sorgenti Albinuovi ed Acquamarcia (1.247) e del Cavallo di Novezza (1.433) mentre, verso il lago, è parallelo alla valle dei Molini di Cassone dall’eremo di San Zeno (630) e a quella del Torrente di Assenza. Tempo di realizzazione, circa 5 anni.
Non mancherano le divisioni nell’opionione pubblica. Il rischio di disseccamento di falde e sorgenti, l’incognita del carsismo baldense, di scaraventare a metà lago una massa di veicoli nelle due direzioni, il bisogno di nuovi grandi parcheggi. «Se Trento non ci starà punteremo su Verona, con un’uscita a Malcesine», dice convinto Fugatti.
Asileppi, invece, spera: «Con la consulenza di esperti di trafori e di un geologo, abbiamo ipotizzato una valutazione economica per un varco submontano, a due canne, con ingresso a Mama di Sotto di Avio (145 metri) e uscita, dopo 9 chilometri, ad Acqua Fresca, fra Porto ed Assenza di Brenzone (63,50), su circa 90 metri di dislivello, laddove ci sono spazi sufficienti per le infrastrutture degli sbocchi», dice Asileppi. «La spesa stimata è di oltre 300 milioni ma va tenuto conto che per la realizzazione delle linee Tav previste in Valdadige, con i Corridoi 1 e 5, ci sarà necessità di montagne di inerti di prima scelta dal tunnel, con un recupero nella cessione degli stessi di almeno 225 milioni di euro. Il costo dell’opera sarà quindi di 75 milioni d’euro, finanziabili dall’Autostrada e da un pedaggio di 5 euro per veicolo. Sarà un rapidissimo ammortamento dei costi. Il tutto per un ridimensionamento del traffico specie per la sponda veronese».
Illustra Asileppi: «Ne avevo parlato anni fa anche con l’allora presidente dell’A 22 Grisenti e ne ho scritto da tre mesi, proponendo un incontro, ai sindaci di Avio Sandro Borghetti e di Brenzone Rinaldo Sartori, che non ebbe luogo. Ora i tempi sono maturi», spiega il sindaco. «I trentini credono nella bassa atesina di confine come area di sviluppo economico. Noi invece siamo sempre strati considerati marginali dal Veneto». Per Brentino Belluno? «Si verrebbe inseriti a pieno titolo nel turismo gardesano, con un avvenire radioso, mentre ora i nostri pochi agriturismi hanno solo una frequentazione occasionale». E conclude: «Occorre compattezza fra gli operatori e gli amministratori finora refrattari alle innovazioni e frammentati nelle iniziative».

[Fonte : L’Arena del 17 Luglio 2010]

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