20 giu 2010

La grotta usata come fogna diventa un percorso turistico

È un’opera d’arte. Un altro tassello restaurato di storia del Baldo. Ed è pulita, profuma persino di muschio la grotta-ghiacciaia dei Bruschi che s’apre a Prada di Brenzone a quota 1022 sul Baldo. Ed è pure pronta per essere visitata, assicura il sindaco Rinaldo Sartori: per lui, inoltre, quello è un luogo speciale, poiché glielo fece conoscere suo padre quand’era bambino.
Formata da due pozzi calcarei contigui, il principale (profondo 14 metri e lungo 50 ) fu usato come «cella frigorifera» e vi si accedeva scendendo ben 41 gradini, 13 dei quali erano però crollati. Ora la scalinata è stata sistemata, con la certosina tecnica d’incastro dai volontari del Gruppo attività speleologica veronese (Gasv), in particolare da Alfonsina Cuccato e da un esperto in restauro. Un intervento possibile solo dopo che i condomini, invitati dall’allora sindaco Giacomo Simonelli al quale il Gasv aveva paventato un inquinamento delle falde tra il Baldo e il lago, e formalmente sollecitati da Sartori, hanno costruito una fossa Imhof che ha deviato il dotto fognario e permesso di lavorare.
Dal 2007, quando gli speleologi trovarono l’afratto ostruito da un ammasso ultradecennale di immondizia e i gradini, ridotti a un ripido scivolo di terra e sporco, in parte crollati si passa al progetto di recupero del 2008 presentato in Provincia; ente che poi autorizzò l’intervento promettendo un finanziamento di 2000 euro.
«Convengo sulla bontà dell’obiettivo finale del lavoro, ossia di utilizzare la Grotta Bruschi a fini di studio naturalistico e storico, valorizzarla rendendola visitabile e apprezzata come bene ambientale, secondo il progetto», dice lui. «Stiamo curando la segnaletica dei sentieri che percorrono il Baldo nel nostro territorio, inseriremo anche quello che darà indicazioni su questa grotta, che vale la pena sia visitata guidati da esperti. Il Gasv», aggiunge, «ha poi chiesto di allestire una mostra fotografica sulle altre pulizie svolte in grotte del Baldo. Sto verificando la possibilità di avere la sala civica libera in settembre, per inserirla nel nostro calendario di mostre».
L’intervento è stato eseguito in modo eccellente. «Grazie anche alla presenza nel Gasv di un archeologo, nulla è stato lasciato al caso: per legare le pietre dei gradini non abbiamo usato cemento ma li abbiamo uniti a incastro come quelli originari», dice Cuccato.
Se per anni La Bruschi fu una discarica ora è pronta per una nuova vita: «Desidereremmo che fosse vista ma, per sicurezza, solo da persone accompagnate da guide. Perciò, d’accordo col sindaco, realizzeremo una staccionata per impedire l’accesso. Sul cartello spiegheremo la storia di questo antico “frigorifero” di Prada, uno tra i rari esempi sul Baldo».
La Bruschi potrebbe essere inserita in un percorso locale di visite, vicina a malga Brione, a un quarto d’ora a piedi da Malga Zovel sempre gestita dal Gasv. Che, a Brenzone, ha ripulito pure la grotta Le Fasse e la risorgenza San Zeno, a Pai Torri la Tanella con il Gsm (Gruppo speleologico mantovano) e, a San Zeno di Montagna, la Grotta Cervi. E si spera che la gente non ricominci a gettare sporcizia in questi delicati biotopi.
(Barbara Bertasi)

[Fonte : L’Arena del 20 Giugno 2010]

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