7 giu 2010

C’e’ una bibbia per i fiori del Baldo

È l’avvenimento della stagione, anzi dell’anno, per tutto il Baldo: la fioritura.
Passati il freddo la natura vi è esplosa in una fantasmagoria di colori dove domina sì il verde, declinato in tutte le sfumature ma nel bosco, e nella foresta, sono esplose vampate metafisiche di bianco.
La bellezza totale si coglie dal bivio di Prada Bassa per le Pozze di Pralongo; possono andarci tutti, in auto, si sale fra un concerto di narcisi, bellissimi sul loro capino recline. Meglio però a piedi sui sentieri, a malga a malga.
Meglio ancora a fine mese raggiungere il baito di Naole, anche dal versante orientale, da malga Valfredda, per vedere gli steli di tulipano montano, unica stazione botanica della specie di tutto il Veneto, alti e gialli sfioriscono presto, è un avvenimento rilevato da una esperta di Cavaion, Daniela Zanetti che conduce, tra tante tane di marmotte, comitive selezionate e rispettose di cultori dei fiori del Baldo.
La «caccia» si fa con le foto, i disegni, i manuali a portata di mano. Per sapere, capire la grazia, l’importanza, la storia di una specie, i suoi rapporti ambientali.
Il supporto scientifico per tutti gli appassionati adesso c’è, se ne sono dotati tutti i cultori, ha già fama internazionale pur essendo stato edito solo in febbraio, gli specialisti dicono sia il miglior trattato floristico pubblicato negli ultimi 20 anni: «Flora illustrata del monte Baldo» (1240 pagine per 1952 specie): finora sul massiccio veronese-trentino, l’«Hortus Europae», studiato dal 1500 in poi da ben 200 specialisti, se ne conosceva solo un migliaio.
Lo ha pubblicato la Cassa Rurale di Brentonico, grazie all’intuito del suo presidente Imerio Lorenzini, impegnandovi, con altri, 200 mila euro per una tiratura già sottodimensionata. Lo hanno scritto, sgambando sul terreno con ogni tempo, tre naturalisti del Museo Civico di Rovereto: Filippo Prosser, Alessio Bertolli e Francesco Festi. Un Nobel per l’ematologia, Donald Thomas, disse una volta: «Bisogna operare e studiare per rispetto dell’umanità, e di se stessi, ma senza aspettarsi nulla». Loro tre sono l’immagine dell’umiltà (e dell’operosità).
«Il libro ha avuto un notevole successo di vendite, nonostante l’handicap del peso (4,4 chilogrammi) e del prezzo (110 euro). Ma l’editore sta già valutando una ristampa», dicono Filippo Prosser, Alessio Bertolli e Francesco Festi.
Un colpo d’occhio diretto sul Baldo e la sua biodiversità: «Dall’analisi della distribuzione delle specie minacciate risulta chiaramente che le zone di bassa quota sono quelle più soggette ad erosione di biodiversità. In particolare i problemi riguardano la scomparsa di zone umide (per captazioni e «bonifiche»), la trasformazione dell’agricoltura (abbandono di pratiche estensive, intensivizzazione delle pratiche esistenti), l’espansione del bosco su praterie magre ed ar
ide. Anche l’invasione sempre crescente di specie esotiche è certamente problematico, causando una sorta di inquinamento biologico della flora locale».
Uno sforzo eneorme, che ha visto collaborare più enti, veronesi e trentini.
«Il maggiore aiuto concreto l’abbiamo avuto dalla sezione botanica del Museo Civico di Storia Naturale di Verona con Francesco Di Carlo, che ci ha molto facilitato nella consultazione delle importanti collezioni storiche ivi conservate. Dal punto di vista economico non si sono stati partner veneti con vera convinzione, almeno fino alla stampa del volume».
E di fatto è stata la Cassa Rurale di Brentonico a coprire quasi completamente le spese.
«La direzione del Museo Civico di Rovereto ci ha dato massima fiducia e autonomia: senza questo presupposto non sarebbe stato possibile realizzare nulla. Da altre istituzioni, anche provinciali, non abbiamo avuto aiuti concreti. Anche se adesso c’è un convinto consenso».
Itinerari floristici stagionali delBaldo veronese e trentino da proporre? «Da Lumini a Zilone per le fioriture primaverili; creste di Naole per le pulsatille: Vetta delle Buse, con l’esclusivo Callianthemum kerneranum, Geranium argenteum».

[Fonte : L’Arena del 07 Giugno 2010]

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