12 mag 2010

Dino non ha perso il suo vizio e ne fa le spese un altro asino

Non è andato tanto lontano l’orso Dino ed è tutt’altro che abbattuto come temevano tanti suoi fan che su internet si interrogavano sulla sua sorte. Ci sono state fra domenica e lunedì delle predazioni attribuite a un orso nella Valle dei Ronchi la profonda spaccatura che divide la Lessinia veronese dal Trentino, ma lunedì sera vero le 23 l’orso è ricomparso a Foza, sull’altopiano di Asiago, tentando di entrare in un recinto di cavalli. I nitriti hanno svegliato il proprietario, che puntando la luce di una torcia sul recinto ha inquadrato l’orso che vistosi scoperto se l’è data a zampe levate. Verso l’alba, poco lontano, ha avuto più fortuna, aggredendo un recinto di asini, uccidendone uno e ferendone lievemente un altro. Dai rilievi sulle impronte eseguite dalla polizia provinciale vicentina sembra che si tratti effettivamente di M5 Dino.
«In mancanza del segnale satellitare non possiamo dire che si tratti di Dino o se sia invece un altro esemplare», anticipa la dottoressa Sonia Calderola, medico veterinario, referente per l’orso all’interno dell’Unità di progetto caccia e pesca della Regione Veneto.
Orsi veri e orsi fantastici: Dino ha invaso l’immaginario collettivo e in questi giorni si susseguono le segnalazioni sempre verificate sia dalla polizia provinciale sia dal Corpo forestale dello Stato. L’ultima è di ieri mattina alle 7 arrivata da un cittadino a passeggio con il cane in località El Boscon nei pressi di San Fidenzio fra Montorio e la Valpantena, dove segnalava di aver visto un grosso animale nero infilarsi tra la vegetazione, inseguito per in tratto dal suo cane. «Siamo stati sul posto guidati da dal cittadino che ha fatto la segnalazione e liberando anche il nostro cane da traccia bavarese», racconta Daniele Ferrais, agente della polizia provinciale, «ma abbiamo potuto trovare solo tracce evidenti di cinghiale. Sia le impronte che le fatte presenti sul terreno erano inequivocabilmente quelle di un cinghiale».
Il fatto che il segnale satellitare del radiocollare di Dino taccia da 13 giorni è motivo di credere che non funzioni più. Trasmetteva una volta al giorno a un dato orario, programmato così dalla polizia provinciale di Trento per prolungare la vita delle batterie, ma la precauzione non è servita di fronte al probabile guasto dell’apparecchiatura montata al collo di Dino lo scorso 14 ottobre.
«Che quello presente ai confini fra Trentino e Veneto sia M5 detto Dino o un altro orso ancora non lo sappiamo», aggiunge Calderola, «ma è certo che alla presenza dell’orso dobbiamo ormai abituarci perché M5 è arrivato spontaneamente dalla Slovenia ed è probabile che gli arrivi si intensifichino con il passare degli anni. Il nostro compito ora è di informare correttamente la popolazione e di gestire la sua presenza nel modo migliore, convincendo i residenti che non si tratta di un animale aggressivo nei confronti dell’uomo. Certo occorre tener conto che è un animale opportunista: è prevalentemente vegetariano, ma se trova prede a portata di zampa e non custodite le può aggredire».
Calderola, smentisce che la predilezione di Dino per la carne d’asino sia la conseguenza dell’abitudine ad alimentarsi ai carnai della Slovenia da dove proviene. perché «Con l’ingresso della Slovenia nell’Unione Europea sono proibiti i carnai con carcasse e permessi solo quelli con vegetali, cereali e frutta».

[Fonte : L’Arena del 12 Maggio 2010]

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