A piedi sulle antiche «vie del latte»
Un libretto ben documentato, voluto dal precedente consiglio di amministrazione della Comunità Montana del Baldo, racconta il Baldo e le sue malghe.
Lo fa proponendo sette itinerari, spiegando vita e strumenti dei pastori di greggi e armenti, le storie e leggende del massiccio legate alla monticazione estiva e i formaggi tipici. La pubblicazione, che può essere ritirata gratuitamente alla sede della Comunità, in Palazzo Nichesola alla frazione Platano di Caprino, è presentata dall’assessore provinciale a turismo e sport Ruggero Pozzani e dal commissario della comunità Laura Foscolo.
Sul Baldo, in entrambi i versanti, gardesano ed atesino, oltre a quello a sud, di San Zeno di Montagna e del Caprinese, su 52 malghe 25 sono di proprietà comunale. Ma ce ne sono anche Ferrara di Monte Baldo, Brenzone e Malcesine. Il termine malga è ormai comune, come l’errore di identificarla come l’edificio isolato dove si lavorava il latte e risiedeva il «casàro».
In 64 pagine con 27 foto «Le vie del latte», curato dallo studio di Promozione Culturale di Verona di Bartolo Fracaroli quanto ai testi e coordinato dal dottore forestale Cristiano Pastorello per un’edizione in 11 mila copie, si spiega la realtà del «complesso malga», costituito dal grande areale di pascolo e di bosco, dal bàito centrale dove col latte si ottenevano il burro, il formaggio e la ricotta, dalla casàra dove li si stagionava, dagli stabbi dei maiali dove si crescevano i suini con i residui della lavorazione del latte, dal «marès» dove si mungevano le bovine, dalla pozza d’abbeverata e dalla riserva, un’abetaia a riparo degli armenti dal solleone meridiano e dai temporali.
Le «Vie del latte» propongono itinerari alla portata di tutti nella buona stagione nell’arco di una giornata e li illustra con cartine specifiche, tempi di percorrenza, quote, dislivelli, orizzonti geografici, storia dei siti attraversati, risorse quali sorgenti e frutti commestibili, vie di fuga e collegamenti, le difficoltà e i punti d’appoggio, gli aspetti ambientali prevalenti del territorio e la sua ecologia e le stagioni consigliate, raccomandando la prudenza, l’allenamento ed un abbigliamento corretto.
Le escursioni proposte si spalmano sui 25mila e 500 ettari del Baldo veronese, fra 9 Comuni e partono poco sopra il lago di Garda per toccare le creste a 2000 metri. Percorsi in sintesi: da Lumini di San Zeno a Zocchi; da Prada Bassa a Ortigara, Ortigaretta e rifugio Mondini; da Pradonego ai Colonèi di Caprino e Pesina, Naole e Valfredda Crocetta; da Zovello per val de le Prè, baito Buse, Valvaccara; da Sommavilla di Brenzone a Brione per Zovello. Ancora: il giro di malga Cerbiolo per il Cavallo di Novezza dal passo Campione e quello da Tratto Spino di Malcesine per Zocchi di Sotto.
Il Cai «Battisti» ha richiesto 1500 copie di «Le vie del Latte per i propri soci all’atto del rinnovo della quota 2010». Ggià nel 2006 la comunità del Baldo aveva edito un libretto «Itinerari della fede sul monte Baldo», ora ristampato per la Pastorale del Turismo della Diocesi, grazie alla Fondazione Cattolica Assicurazioni, in 25mila copie e destinato alle parrocchie del Triveneto.
[Fonte : L’Arena del 28 Maggi 2010]
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