Vodafone si fa avanti per dare il segnale ai cellulari sul Baldo

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Procedono i contatti con Vodafone per portare a Prada il segnale per i telefoni cellulari. Ultimo atto: una missiva di sollecito alla compagnia telefonica firmata dal sindaco di Brenzone, Rinaldo Sartori, dalla collega di San Zeno, Graziella Finotti, e dall’assessore al turismo e allo sport della Provincia, Ruggero Pozzani. Il fatto che gran parte di Prada e, più in generale, del monte Baldo sia ancora «scoperta» dal segnale è una grana nota da anni, ed anche la precedente amministrazione di Brenzone si era interessata al problema, investendone la Prefettura.
La risposta alla missiva congiunta di due sindaci e dell’assessore provinciale al turismo, inviata l’11 febbraio, non si è comunque fatta attendere. «Vodafone ha fissato un sopralluogo congiunto che faremo in Prada, tra pochi giorni», ha annuncia Sartori. «Da parte nostra riteniamo che questo possa e debba essere quello definitivo per poi procedere con l’impianto di quanto necessario a coprire Prada alta e bassa. Così, infatti, non si può più andare avanti».
Dai Palazzi scaligeri, mesi fa ormai, era partito un sollecito da parte del prefetto vicario, Elio Faillaci, alle principali compagnie telefoniche con la richiesta di valutare la possibilità di «interventi urgenti» in quella zona. Sia a Rinaldo Sartori che a Graziella Finotti era stata depositata in municipio una vera e propria petizione popolare con oltre 330 firme, con cui i cittadini chiedevano di mettere fine urgentemente a quello che si rivela essere, oltre che un problema di sicurezza, anche un grave handicap lavorativo e turistico.
Sul punto infatti era intervento, in accordo coi sindaci, anche l’assessore Pozzani, che aveva inoltrato più volte solleciti a Vodafone. L’ultimo proprio pochi giorni fa, distinto dalla missiva dei sindaci.
La compagnia telefonica, grazie al suo centro di riferimento regionale di Padova, aveva dato disponibilità e garanzie di copertura con interventi dall’impatto ambientale minimo. Con il semplice posizionamento in punti strategici di ripetitori in grado di «comunicare» con altri già presenti, sia sulla sponda veronese che su quella lombarda, il problema potrebbe essere risolto con pochissime spese, era stato detto in municipio a Brenzone.
A ridare impulso alla questione, dopo 2 mesi di stallo, è stata la tragedia che si è consumata, ai primi di febbraio sul Baldo nel versante di Malcesine. Due ragazzi di 20 e 17 anni infatti, Matteo Barzoi e Luca Carletto, sono rimasti travolti e uccisi da una slavina mentre il terzo, Maicol Benedetti di 16 anni, si è salvato proprio grazie al fatto che il suo telefonino riceveva segnale, e il giovane aveva quindi potuto chiedere e ottenere soccorsi tempestivi.
«Se fosse accaduto in Prada», ha detto in questi giorni Rinaldo Sartori, che lo ha scritto anche nella missiva di sollecito a Vodafone, «probabilmente anche quel ragazzo sarebbe morto, e avrebbe ulteriormente aggravato una tragedia già immensa».
Dell’importanza din una comunicazione «sicura» via telefono anche sul Baldo sono convinti tutti gli amministratori dell’alto Garda che, secondo quanto confermano dall’ufficio tecnico di Brenzone, sono «intenzionati a sistemare il problema dei ripetitori sul Baldo da subito, e comunque prima della stagione turistica 2010».
Che succederebbe, infatti, se un escursionista si perdesse tra i sentieri del Baldo, come altre volte è accaduto anche d’estate, o qualcuno in difficoltà per un malore o per un incidente, avesse bisogno dell’intervento del Soccorso Alpino o del 118 e il suo cellulare fosse «muto»? Il fatto che i cellulari, nel 2010, siano ancora «muti» sul monte che si affaccia sul Garda, insomma, è oggi considerato inaccettabile.
(Gerardo Musuraca)

[Fonte : L'Arena del 13 Febbraio 2010]

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