Travolti dalla valanga Un morto e un disperso

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Tragedia della neve sulle creste del Baldo. Ieri pomeriggio verso le 16, sulla montagna che domina a picco il lago di Garda, si è consumato il più grave incidente che sia mai accaduto nel territorio di Malcesine. Tre ragazzi del paese gardesano, Matteo Barzoi, 20 anni, Luca Carletto, 20 e Micael Benedetti, di 16, sono rimasti travolti da una slavina mentre facevano un fuori pista con i loro snowboard.
Il più giovane dei tre, Micael Benedetti, è riuscito miracolosamente a salvarsi; Matteo è morto e il suo corpo è stato recuperato ieri sera dal Soccorso alpino. Carletto, fino a ieri sera tardi, era dato per disperso. Le ricerche sono, infatti, state sospese alle 21.30 perché le condizioni della neve stavano diventando pericolose anche per i soccorritori.
I tre ragazzi si sarebbero avventurati a compiere una discesa fuori pista partendo dalla «Paperino», la pista dedicata ai bambini e non difficile. Sono quindi scesi verso località San Michele, dove si trova la stazione intermedia della funivia ma, circa 500 metri a valle della fine della pista battuta, nei pressi di località Prai, è accaduta la tragedia.
Una valanga con un fronte stimato dai soccorritori di circa 20 metri, forse staccatasi per il passaggio degli snowboard sulla neve fresca caduta la notte precedente, li ha travolti. Micael Benedetti è riuscito a mettersi in salvo e ha allertato immediatamente, poco dopo le 16, il 118. La centrale operativa, a sua volta, ha messo in moto il Soccorso alpino. «Una prima squadra di sei volontari», ha spiegato Ernesto Chesta, dirigente regionale del Soccorso alpino Veneto che ieri ha seguito le operazioni dalla sede di Boscomantico, «è partita subito con l’elicottero di Verona Emergenza. Una seconda squadra è partita invece con un nostro automezzo e ha raggiunto il Baldo con tutta l’attrezzatura necessaria alle ricerche poco dopo le 17».
Sul posto, a valle della pista, le operazioni si sono presentate subito molto difficili perchè, come è stato spiegato anche dal personale che pattuglia le piste per conto della funivia, i trenta centimetri di neve fresca e non battuta rischiavano di creare altri smottamenti e slavine al semplice passaggio. I soccorritori sono stati quindi ostacolati non poco nel loro lavoro. Oltre ai sanitari del 118, sono intervenuti anche i colleghi di Brescia con un altro elicottero, e con una unità cinofila del Soccorso alpino bresciano.
«Purtroppo», ha proseguito Chesta, «è molto difficile riuscire a trovare vive le persone travolte dalla neve perchè, già dopo 20 minuti salvo casi fortunatissimi in cui si trovino sacche d’aria, avviene quasi sempre il decesso per soffocamento». Non senza rammarico, il dirigente ha aggiunto: «I ragazzi, a quanto mi è stato riferito, non erano muniti di attrezzature specifiche quali il rilevatore Arva, che consente di essere individuati sotto la neve, ma erano dotati solo di attrezzatura classica per la neve battuta; quindi le operazioni di ricerca si sono rivelate ancora più difficoltose». In questi casi, infatti, vengono utilizzate delle lunghe sonde che vengono infilate nella neve alla ricerca di ciò che è sepolto: ma l’operazione è per forza di cose piuttosto lunga, soprattutto se il fronte della valanga è ampio. Sconvolto dalla notizia anche Giuseppe Venturini, presidente della Funivia di Malcesine. «Sono mortificato per quanto è accaduto», ha detto il presidente, «ed è la prima volta in assoluto che succede una disgrazia del genere sul Baldo. A parte qualche infarto o malore estivo mai avevamo assistito a una cosa simile. E pensare che domenica (oggi, ndr) sarebbe dovuta essere una giornata di festa, dato che coincide con la apertura della seggiovia di Pra’ Alpesina, invece sarà una giornata di gravissimo lutto».
Senza parole anche l’assessore allo sport di Malcesine, Rocco Testa che è uno sciatore e conosce tutti i ragazzi del paese. «Per il nostro centro è una tragedia immane: dichiareremo lutto cittadino. Conosco tutti e tre i ragazzi, tutti giovani studenti e bravissime persone di buona famiglia: sono davvero senza parole e non riesco a dire altro».
(Gerardo Musuraca)

[Fonte : L'Arena del 07 Febbraio 2010]

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