Slavine? Lassù sono sempre cadute
«Sotto la breve bastionata di rocce della Colma di Malcesine, sopra i Prai, dove in tanti abbiamo le nostre piccole vecchie baitelle per la fienagione e l’alpeggio, a 1.450 di quota, le slavine ci sono sempre state. L’altro anno una ha lambito la mia, tanto che penso di costruire a monte un paravalanghe a “V” rovesciata di cemento, per evitare di trovare la casa rasa al suolo, come negli anni passati è accaduto ad altre. Non sarà bello, ma è di certo utile», racconta l’imprenditore edile Davide Consolati di Cassone.
Sul Baldo, in Lessinia, sul Carega, le vittime delle valanghe un tempo erano frequenti, d’inverno e in primavera, perché la montagna era vissuta da chi vi operava a far legna, riempire le ghiacciaie, valicare i passi per andare al lavoro, magari in Trentino, in val d’Adige, in val dei Ronchi o nell’Alto Vicentino. Gli annali riportano tragedie impressionanti, soprattutto per soldati della Grande Guerra e, prima, contrabbandieri (il confine era lì con il Tirolo del Sud) e finanzieri. Anche perché le montagne erano state rese pietraie dal pascolo degli ovini, dalla raccolta della legna.
L’ultima vittima sulle nostre montagne, prima della disgrazia di sabato, è stato proprio uno scialpinista veronese di origine austriaca, il 26 marzo 1983, nella val de le Buse, tra «la poltrona della pastora» (m 1.793) e il Coal Santo (m 2.072) , Rainer Vieder, 26 anni, che scendeva con Valter Perdonà in neve fresca. Due mantovani nel 1988 vennero travolti sotto la baita dei Forti e l’11 aprile 1994 altri due mantovani uscirono assai malconci da una slavina che li aveva trascinati per 300 metri.
Un tempo lo sci fuori pista si faceva solo su neve assestata, in aprile-maggio, mai dopo una nevicata. Adesso il governo vuole infliggere multe a chi trasgredisce delle leggi “naturali”- in Trentino e in Svizzera lo fanno già – anche per tutelare i soccorritori: quattro i morti del Soccorso Alpino in val Lasties più i due scalatori sul ghiaccio che cercavano.
Per il Baldo è un classico la caduta della “slensa” nei canaloni del versante orientale, sopra la strada Graziani, che isolavano le frazioni alte di Ferrara di Monte Baldo per mesi e, colossale, verso il lago, della Costa Mezzana, con tremila metri di toboga: talvolta è arrivata sulla strada Sommavilla-Borago, a Brenzone, ma è stata la tragedia del 13 dicembre 1916 la catastrofe nevosa del Baldo. Otto soldati morti allo Stallone del Cavallo di Novezza, decine i muli, dentro baracche di legno dal tetto di lamiera, travolti dalla frana di neve e rocce da Cima Valdritta (2218). Fortuna che il giorno prima un sergente maggiore di Montecchio Emilia, Ercole Denti, aveva molto insistito col comando per far scendere a Ferrara la compagnia di 150 uomini del 182° battaglione Milizia territoriale. Rimasero su una ventina fra telegrafisti e ufficiali. Il crollo avvenne col buio, alle 18. «Fu un urlo rombante», raccontò uno dei sopravvissuti, l’avvocato Vittore De Luca, «che diventò come una cannonata, urla e gemiti. Noi nello Stalòn ci salvammo, in parte, perché aveva i muri di pietra. I soccorritori, dopo 48 ore, dovettero usare i picconi. Dalla neve sporgevano solo le bocche da fuoco».
Cadono ogni giorno valanghe dal Carega, in val Rossa, valle del Diavolo, valle Storta e dal Malera, è pericolosissima la strada d’arroccamento al rifugio Scalorbi (1776) dell’Alpe di Campobrùn, la grande stalla della malga, nel 1980, venne fatta scoppiare dallo spostamento d’aria di una slavina.
E in Lessinia? Due madri di famiglia di Roverè che andavano, nel 1903, alla fiera di Badia Calavena, furono travolte in val Squaranto. La Val Fraselle è stata la tomba per decine di contrabbandieri e di nove finanzieri in due distinti disastri, il 14 marzo 1898 (sei vittime) e il 26 gennaio 1899, alle 14,30, altri tre, alla briglia di Revolto. Sono sepolti a Giazza sotto una colonna spezzata e una lapide incrostate di licheni. Il Comando veronese della Guardia di Finanza vuole ora ricordarli degnamente.
(Bartolo Fracaroli)
[Fonte : L’Arena del 09 Febbraio 2010]
Meteo
ArtGallery
Sigfrido Corradi – photography
- Autunno: tiriamo le somme 07/12/2011
- Emozioni a colori 02/11/2011
- Guardando il mare 06/09/2011
- Giocando con il colore 11/08/2011



