Emozioni senza paura sui monti vicino a casa

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La montagna veronese è un vero paradiso per gli amanti delle escursioni con le ciaspole. Bisogna però saper scegliere bene i percorsi, non solo in relazione all’innevamento, ma anche in funzione dell’orografia: non devono essere troppo ripidi e, soprattutto, non devono comportare l’attraversamento di fianchi o canaloni scoscesi. Fissati questi parametri, le potenzialità offerte dal nostro territorio sono tantissime, specialmente sui Lessini, dove la rotondità dei versanti e la presenza di vaste zone boscose ne fanno uno dei luoghi più indicati di tutte le Prealpi Venete all’uso delle ciaspole.
Per contro il Monte Baldo, più impervio e valangoso, offre invece un numero assai limitato di percorsi «ciaspolabili» anche se, a onor del vero, quei pochi sono di grande suggestione. Eccone alcuni facili e, cosa più importante, esenti dal pericolo di valanghe.
Iniziamo col Monte Baldo. La ripidità dei versanti e l’alto grado di valangosità degli stessi limita ampiamente su questa montagna l’uso delle ciaspole. In linea di massima è da escludere il versante occidentale, troppo ripido e poco nevoso. Fa eccezione la zona più meridionale, vale a dire quella compresa fra le pozze di Pralongo e la faggeta di Naole sino alle omonime creste o alla Costabella dove, fra l’altro, al termine della salita troviamo due rifugi il «Fiori del Baldo» (045-6862477) e il «G. Chierego» (349-3817402 o 348-8916235). Sul versante orientale, invece, se vi è neve sufficiente ci si può divertire nella piccola conca di Valfredda, ideale per bambini e neofiti. Evitare assolutamente, però, di farsi tentare dalla lusinga di risalire il fianco orientale della Costabella: quella costa è ripida e valangosa, meglio starne alla larga.
Per i più esperti, invece, nella zona di Novezzina c’è lo splendido percorso sino a Malga Cerbiolo e ai vicini Piani di Lavacchio. Massima attenzione però, in caso di neve abbondante, ad eventuali, piccoli distacchi, nel tratto fra Malga Prazagano e Malga Cerbiolo.
A differenza del Baldo, per la Lessinia è impossibile offrire una sintesi esauriente dei possibili percorsi ciaspolabili. L’unico limite è rappresentato dalla quantità della coltre nevosa: in pratica, più neve c’è e più numerose diventano le possibilità. Nella Lessinia occidentale molto belle sono la salita al Corno d’Aquilio da Sega di Ala, dapprima lungo la Val Fredda e poi per la dorsale della Preta, ma irrinunciabile è il Monte Castelberto, sia partendo dal passo delle Fittanze e passando per le malghe Valbella e Lessinia, sia da Sega di Ala realizzando l’anello delle malghe Lavachione, Coe di Ala, quindi cima del Castelberto con ritorno per le malghe Lessinia, Campo Retratto e Maia.
Nella Lessinia centrale è imperdibile, ma solo per gli esperti, la traversata della foresta dei Folignani sino a Malga Podestaria per l’alto vajo dell’Anguilla-vajo dei Modi, mentre ben più facile (e assai frequentata) è la risalita da San Giorgio allo Sparaveri per la «pozza morta». Infine, all’estremità orientale della nostra provincia, una ciaspolata per veri intenditori e amanti della solitudine: la salita a Cima Lobbia attraverso Malga Porto con partenza da contrada Pagani di Campofontana. Una vera poesia! Tutti gli itinerari citati non richiedono più di 4 – 5 ore di marcia e con dislivelli in salita non superiori ai 500 metri.

[Fonte : L'Arena del 04 Febbraio 2010]

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