Lessinia e Baldo, in arrivo la maxi nevicata scacciacrisi
Sono ore di attesa in Lessinia e sul Baldo. Siamo alla vigilia di un netto peggioramento del tempo che, a partire da questa sera, promette di riportare neve in grandi quantità oltre i mille metri di quota dopo un periodo non esaltante per le piste da sci.
Sarà l’arrivo dello scirocco, legato allo sviluppo di una profonda depressione sul Mar Ligure, a generare un peggioramento che, purtroppo, non mancherà di causare situazioni d’allarme in molte zone del centro-nord, segnatamente in Emilia, Toscana, Umbria e Lazio dove sono attese nuove piene fluviali.
Lo scirocco soffierà soprattutto domani, interessando in modo particolare il Veneto e il Friuli, e investendo direttamente la Lessinia. Rimarranno invece fuori dalla portata dei tiepidi venti adriatici le regioni più lontane del mare, quindi quelle del nord-ovest e l’Emilia occidentale, dove è attesa una grossa nevicata anche in pianura (si parla di almeno 25 centimetri nel piacentino). Va detto che con una situazione come quella prevista la pioggia rischia di portarsi nuovamente a quote piuttosto elevate un po’ su tutta la Lessinia, anche se la seconda parte della perturbazione dovrebbe far scendere la quota neve fino a circa mille metri.
Ai 1.550 metri di San Giorgio sono comunque attesi da 50 a 70 centimetri di neve, qualcuno in più sul Baldo alla stessa quota. Solo pioggia invece, e pure parecchia, in pianura dove sono attesi anche 40 millimetri d’acqua da questa sera alla mattinata di sabato.
Ci sarà anche un netto aumento della temperatura nella zona pedemontana (domani previsti anche 8-9 gradi) per l’effetto del foehn lessinico, il vento mite che scende dalle colline quando lo scirocco penetra dall’alto Adriatico verso la Valpadana.
I fiocchi di martedì sera (fino a 3-4 centimetri nella Bassa), hanno comunque portato a cinque le diverse nevicate che la pianura veronese ha ricevuto nel giro di una ventina di giorni, con accumuli progressivi superiodi ai 35 centimetri nel legnaghese, senza contare le temperature minime raggiunti nella prima mattinata di domenica 20 dicembre, tra 14 e 17 gradi sotto zero un po’ ovunque e fino a meno 29 nelle conche lessiniche più esposte al gelo. Si può quindi parlare di una prima parte dell’inverno quasi eccezionale.
Da domenica si prevede infine una certa stabilizzazione del tempo, accompagnata da una certa discesa delle temperature, con notevole consolidamento del manto nevoso per l’arrivo di correnti fresche di estrazione continentale che porteranno gelate diffuse a partire da martedì.
Al contrario della pianura, per le montagne veronesi la seconda metà di dicembre è stata tutto sommato da dimenticare. La nevicate che avevano preceduto l’Immacolata e le feste di Natale avevano illuso gli operatori con accumuli anche superiori al mezzo metro, ma l’arrivo di masse di aria molto calda avevano prodotto piogge torrenziali in quota, dove è caduta in 24 ore quasi un decimo dell’intera pioggia che cade in un anno.
Da ricordare anche le situazioni di pericolo per l’esondazione dei corsi d’acqua gonfiati non solo dalla pioggia ma anche dall’improvviso scioglimento delle nevi. Palese il caso di Belluno Veronese.
[Fonte : L’Arena del 07 Gennaio 2010]
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