Dagli slittini alle ciaspole si rischia fuori dalle piste
Sei persone sono state soccorse in un paio di ore con tre interventi consecutivi dell’elicottero del «118» di Verona Emergenza a Malga San Giorgio, il pomeriggio del giorno di Santo Stefano. Tutti gli incidenti si sono risolti fortunatamente senza gravi conseguenze e nessuno degli infortunati si trovava sulle piste di sci alpino e di fondo. Questo da una parte fa capire con quanta attenzione il personale di gestione delle piste segua e curi la sicurezza, dall’altra è un allarme per le centinaia di persone che frequentano la montagna invernale prive di un minimo di nozioni comportamentali.
La pattuglia del Corpo forestale dello Stato che era impegnata nella vigilanza con i carabinieri sciatori e i volontari del Soccorso piste sci di Verona, è stata particolarmente sollecitata dai diversi traumi causati da scontri fra slittini e bob, su una neve durissima, tirata a specchio dal vento gelido che ha flagellato la Lessinia.
Il primo soccorso è stato alle 13 per un ragazzo di 21 anni residente a San Bonifacio, arrivato con le sue gambe all’ambulatorio di primo soccorso, ma immediatamente immobilizzato in attesa dell’arrivo dell’elicottero dopo evidenti segni di fatica respiratoria,. Mezz’ora dopo era la volta di un bambino di 12 anni, colpito da una slitta e rimasto privo di conoscenza per pochi minuti. Alle 15 il terzo volo dell’elicottero è stato per una ragazza rumena residente a Colognola, caduta dalla slitta battendo con violenza schiena e capo. Rialzatasi dopo il ruzzolone è svenuta sulla neve dopo pochi minuti e trasferita all’elicottero con la barella a cucchiaio ancorata alla motoslitta.
«C’è gente spericolata, che non pensa al pericolo che crea a sé e agli altri», denunciano gli agenti del Corpo forestale, che da mesi battono le scuole in collaborazione con i maestri della Scuola italiana sci di Boscochiesanuova a illustrare le regole e i comportamenti corretti.
Questo è anche il periodo più pericoloso per chi si avventura sulla neve fuoripista, seguendo magari la moda delle traversate con racchette da neve o ciaspole e senza la competenza e la preparazione che di solito fornisce la frequenza di corsi organizzati dal Club alpino italiano per chi vuole praticare scialpinismo.
«C’è una traccia evidente del passaggio di una comitiva con le ciaspole sotto Cima Trappola, lungo un canale di scarico tipico delle valanghe. Sono saliti dal posto più sbagliato, adottando la tecnica più sbagliata della traccia a zig-zag, aumentando di molto la pericolosità del pendio», osservano dall’alto di Castel Gaibana i Forestali, «e si è trattato sicuramente di principianti, convinti di essere al sicuro per il fatto di essere in tanti e ben equipaggiati».
Ma la nuova legge regionale appena approvata prevede sanzioni e i Forestali sono pronti a stendere verbali di trasgressione: la sanzione più immediata per gli sciatori in pista è il ritiro dello skipass, oltre a multe da 25 a 150 euro per violazioni che riguardano il sorpasso pericoloso, la sosta in punti dove la visibilità è ridotta da dossi o curve, la velocità eccessiva, i cambi di direzione, l’attraversamento di incroci, la salita a piedi o con gli sci da scialpinismo e da quest’anno anche la discesa sugli sci con bambini piccoli in marsupi o zainetti.
[Fonte : Il Giornale di Vicenza del 28 Dicembre 2009]
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