L’incubo è che si ripeta lo scherzo di tre anni fa quando la neve arrivò a fine gennaio. Gli operatori delle stazioni invernali della Lessinia guardano al cielo non solo per il meteo ma anche per chiedere la grazia. Al posto dei fiocchi piovono disdette delle prenotazioni per chi aveva da tempo confidato di poter contare su un bianco inverno. Invece, nonostante le ottime premesse, sono bastati un paio di giorni per rovinare il lavoro di una stagione. Piste allagate alla vigilia di Natale e sforzi sovrumani per recuperare la poca neve e sistemare almeno pista e risalita dello skilift del Valon, l’impianto baby di Malga San Giorgio che assicura comunque di mantenere i posti prenotati dagli sci club e dalle scuole sci per le lezioni sulla neve. Ieri sono arrivati regolarmente due pullman di ragazzi organizzati da altrettanti sci club e le lezioni si sono svolte, mentre da tre notti i cannoni sparaneve lavorano come indemoniati grazie al freddo.
«Abbiamo occupata solo la metà dei 50 posti letto disponibili», fa sapere Graziella dell’hotel Sporting, la struttura più vicina alle piste di San Giorgio. «Tanti hanno rinunciato, ma qualcuno è tornato quando ha saputo che entrava in funzione lo skilift. Però come personale lavoriamo part time perché è ridotto il carico sia nel ristorante, sia nel bar. Per Capodanno dovremmo riempire, perché non c’è stata nessuna rinuncia. Nel frattempo speriamo che nevichi».
La mancanza del grosso afflusso si è fatta sentire anche al ristorante bar «Al caminetto», «ma non ci lamentiamo. Possiamo dire che è andata benino: certo se si riuscisse a far partire anche la pista della seggiovia sarebbe un’altra storia», aggiunge Paola Lonardi. Comunque agli sciatori si sono sostituiti gli escursionisti e l’afflusso, seppur sottotono, c’è stato nei giorni scorsi.
Come capita negli anni di scarso innevamento chi riempie le casse è invece il palaghiaccio di Boscochiesanuova. La tradizione è stata confermata con tre giorni da urlo a cavallo fra Natale e domenica. Alessandra Albarelli, assessore al turismo, rivela che la struttura ha fatto tre giorni di tutto esaurito: «Code alla biglietteria e pieni i quattro turni giornalieri, con circa 1.400 ingressi al giorno. Abbiamo avuto un positivo riscontro dalla pubblicità ed è servito anche lanciare il messaggio ecologico dello sconto a chi saliva a Bosco in pullman», aggiunge Albarelli, ricordando l’iniziativa in collaborazione con Apt che sconta 2 euro sull’ingresso a chi presenta il biglietto di andata e ritorno.
Dell’afflusso hanno risentito positivamente i punti vendita del centro, meno in periferia dove si lavora di più sul traffico con San Giorgio: «Non abbiamo avuto disdette, ma neanche prenotazioni», nota Lino Scandola, titolare dell’albergo Lessinia. «Per Capodanno c’è il pienone, però di questi giorni, negli anni scorsi, dovevamo rispondere a decine di richieste di prenotazioni. Invece quest’oggi non ne è arrivata nessuna. Non credo sia colpa della neve, ma della crisi che si fa sentire più dell’anno scorso, quand’era prevalentemente di tipo finanziario».
Alla crisi non dà molto rilievo invece Oliviero Fiorini, titolare dell’hotel Cristina di San Rocco di Piegara e presidente provinciale degli albergatori di Confcommercio: «Non stavamo bene già prima e la mancanza di neve aggrava la situazione. Ho perso 3-4 prenotazioni per Natale per colpa del maltempo, clienti allarmati dalle notizie delle nevicate e del freddo e per noi albergatori della Lessinia perdere queste vacanze con le camere vuote è una bella grana. Contiamo sulla neve per recuperare».
(Vittorio zambaldo)
[Fonte : L'Arena del 29 Dicembre 2009]


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