Debutto bagnato per il nuovo rifugio

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«Rifugio bagnato, rifugio fortunato», ha scherzato Aleardo Merlin, presidente di Nuova Lessinia spa, all’inaugurazione del nuovo rifugio Bocca di Selva, e purtroppo bisognava fare di necessità virtù, di fronte all’inclemenza del tempo che battezzava la nuova struttura a servizio del Parco e delle piste di sci della Translessinia, sotto un acquazzone come solo Ferragosto e non la vigilia di Natale poteva promettere. Ma non sono gente da scoraggiarsi per il meteo i 116 soci e i volontari di Lessinia Turistsport, la società che ha in gestione le piste e si è accollata l’onere della ristrutturazione del baito per oltre 100 mila euro, trasformandolo in rifugio e posto di soccorso a servizio dei turisti e degli escursionisti.
«Pensavamo a questo risultato da sempre», ha esordito Beppino Massella, presidente di Lessinia Turistsport, «da quando nel 1995 è partita la sfida da tre teste che oggi sono diventate 116. Abbiamo fatto una corte spietata ad Alessandra e Carlo Marchiori, proprietari del baito, tanto che ci hanno perfino scritto di lasciarli in pace. Poi alla fine dell’estate dell’anno scorso hanno ceduto, per sfinimento credo. Da giugno di quest’anno in tanti, e devo ringraziare tutti, volontari, imprese, sponsor, hanno lavorato a questo progetto. Il risultato è stato possibile perché nessuno ha detto di no e in una settimana abbiamo raccolto tutte le firme necessarie per passare con cavi e condotte sui terreni altrui. Oggi il rifugio ha luce e acqua corrente, per la sensibilità di Acque Veronesi, di Enel e di Claudio Melotti che da sindaco si è adoperato per riuscire ad ottenere tutto in poco tempo.
«Il risultato è un elogio delle virtù di amore per la montagna, di impegno, fatica, costanza», ha riconosciuto Alessandra Marchiori, «del resto era una cosa che avevamo nel cuore anche noi ma non volevamo cedere nel timore che fosse snaturata. Ma questo risultato è quello che avremmo voluto raggiungere noi», ha ammesso fra gli applausi dei numerosi convenuti.
Il «logo del late» è stato trasformato in sala da pranzo per quaranta coperti, quello del «fogo» è diventato saletta bar, la porcilaia una moderna cucina, e il piano superiore ha accoglienti camere con bagni nel caldo rivestimento in legno. La gestione è nelle mani sicure di Marco Melotti, vicepresidente di Lessinia Turistsport e direttore della battitura delle piste del fondo, e di sua moglie Nicoletta Sauro: un punto di riferimento d’inverno per gli appassionati di sci stretti e d’estate per i numerosi escursionisti.
La doppia valenza è stata sottolineata anche dal sindaco Luca Saccardi che ha riconosciuto come «l’entusiasmo con cui parte quest’opera ha contagiato tutti gli operatori del comprensorio di Bosco ed Erbezzo, riconoscendo all’iniziativa una valenza di promozione e di valorizzazione del territorio che ben si adatta alle caratteristiche del Parco».
«È un traguardo importante ma non sarà l’ultimo», ha promesso Claudio Melotti, da tre settimane alla guida della Comunità montana della Lessinia e alla sua prima inaugurazione: «Che va nel solco della promozione turistica ma anche della sicurezza per quanti frequentano la nostra montagna».
La benedizione del parroco don Gioacchino Gaiga e il taglio del nastro hanno concluso l’ufficialità della cerimonia, a cui è seguito il rinfresco fra i tanti amici presenti. Per questa stagione il rifugio è aperto dalle 8 alle 17.30 nei giorni feriali, dalle 8 alle 23 il sabato e festivi, e in altri orari da concordare con i gestori (347-0641869). In primavera si concluderanno i lavori all’esterno, con la creazione di un parcheggio per una sessantina di posti auto difesi dagli animali al pascolo da un filo elettrificato.
(V.Z.)

[Fonte : L'Arena del 29 Dicembre 2009]

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