Bufera sull’impianto di Prada
In molti si chiedono – albergatori per primi – perchè mai proprio quest’anno che il Baldo è ricoperto di neve come non si vedeva da anni la bidonvia-seggiovia di Prada è chiusa per il periodo natalizio.
«Dispiace molto soprattutto per gli operatori turistici», spiega il sindaco Graziella Finotti, «abbiamo chiesto alla società che gestisce gli impianti di aprirli, anche perché se adesso viene bel tempo ci saranno molte persone che vorranno andare sul Baldo con ciaspole e slittini, ma la ditta ha chiesto un rimborso ai Comuni di Brenzone e San Zeno di 20mila euro, perché dice che l’apertura invernale sarebbe in perdita. Non possiamo sostenere questo costo». Ancora Finotti: «L’anno scorso l’impianto è stato aperto e quest’anno che abbiamo cambiato il cda della nostra società chiedono i soldi ai Comuni».
Ennesimo scontro tra la società Prada Costabella srl (che rappresenta la proprietà degli impianti dei due Comuni) e la società Monte Baldo-Garda che ne gestisce il funzionamento. I Comuni hanno chiesto alla società di gestione le dimissioni per poter procedere alla gestione diretta. «Elemento necessario», sottolinea Finotti, «per avere un’analisi più precisa del funzionamento ma anche per ottenere una collaborazione con la Funivia di Malcesine e cercare così di ottenere finanziamenti pubblici da Regione, Provincia, Camera di Commercio e altri enti, necessari al rifacimento degli impianti: di certo come Comuni non siamo in grado di affrontare questa spesa».
Gli impianti hanno una scadenza di vita nel funzionamneto, scadenza già prorogata di un anno fino al 23 agosto 2010 e che ora rischia di non ottenere ulteriori rinvii. «Per ottenere un’ulteriore proroga, dobbiamo inviare il progetto di rifacimento entro gennaio-febbraio», sottolina il sindaco Finotti, «è da mesi che abbiamo chiesto le dimissioni alla società di gestione ma questa non vuole saperne di andarsene. Nella convenzione di gestione i termini di scadenza sono vaghi: si parla di “termine della stagione” ma non si sa quale. La precedente amministrazione doveva mandare il rinnovo della convenzione di gestione o il cessato rapporto, invece non lo ha fatto».
Finotti poi precisa che proprio per far fronte alla chiusura degli impianti è stata riaperta la strada fino alle Due Pozze di modo che, se qualcuno vuole salire sul Baldo, può arrivarci con l’auto.
E qui scatta la fase due del progetto: «Abbiamo preso contatto con alcune ditte per dei preventivi, sono emerse tre opzioni con soluzioni che vanno in crescendo sulla spesa. Quella più economica, sui 4-5 milioni, prevede di ripetere la bidonvia con l’aggiunta di una seggiovia biposto (l’attuale è monoposto); la soluzione intermedia che si aggira sugli 8-9 milioni prevede una cabinovia a 7-8 posti, con lo spazio quindi anche per carrozzelle per disabili e biciclette e una biposto per la seggiovia; l’ipotesi più costosa prevede uno scorrimento più veloce dei mezzi. Siamo orientati per la soluzione intermedia».
Urge intanto la questione delle scadenze di vita degli impianti e quella della gestione: i tempi potrebbero allungarsi, sopratutto se i Comuni dovessero ricorrere alle vie legali.
[Fonte : L’Arena del 24 Dicembre 2009]
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