3 nov 2009

Mezzo milione per riaprire la strada Graziani al turismo

Non è più un miraggio l’apertura della Strada Graziani, che era stata chiusa a luglio del 2008 dalla Provincia dopo che, alle 15 del 6 maggio 2008, la protezione civile del Comune di Ferrara di M.Baldo segnalò la caduta di massi in località Dosso Strezzanà, a circa 500 metri dal Sacrario del Baldo.
Il progetto preliminare per i «Lavori di stabilizzazione del materiale detritico sulla Sp 8dir del Baldo» era stato subito approvato a novembre, a settembre è passato il definitivo che è stato ora presentato alla Conferenza di servizi convocata dal Settore Area manutenzione patrimonio edilizio e rete viaria provinciale dell’Unità operativa dissesti idrogeologici e protezione civile, curata dall’assessorato Giuliano Zigiotto
All’incontro, presieduto da dirigente Riccardo Castegini, dal progettista Ugo Franceschetti, dal direttore lavori Armando Lorenzini e dal responsabile unico di procedimento Francesco Ludovico, erano rappresentati, tra gli enti interessati, Comune, Servizio forestale regionale e Veneto agricoltura.
«L’opera è nel programma delle opere pubbliche per quest’anno, va ora elaborato ed approvato l’esecutivo e in primavera appalteremo i lavori», assicura Zigiotto, che una settimana fa è stato sul posto col sindaco Paolo Rossi, che commenta: «Non entro nel merito del progetto, quanto nella tempistica, che auspico sarà tale da far sì che la strada sia aperta per l’estate per permettere il transito a turisti, residenti ed operatori economici che ne hanno assoluto bisogno».
Prima di spiegare come si procederà i tecnici hanno ricordato quanto avvenne 20 mesi fa quando, al chilometro 4.400 circa, spaccando asfalto e danneggiando alberi, piombò un masso di circa due metri cubi seguito da altri crolli di varie proporzioni.
Non si trattò purtroppo della normale caduta di rocce da una parete, come già accaduto su altre provinciali, ma di un evento legato alla configurazione geologica di quel tratto montano.
Infatti, circa 20 metri a monte dalla strada, sotto il distacco, c’è un conoide detritico, un giacimento, che aveva ed ha raggiunto la saturazione. Ed è a tal punto colmo di rocce e pietre che non svolge più alcuna funzione di accumulo e sbarramento tanto che ogni caduta di sassi può superarne il limite e raggiungere la strada con potenziale pericolo per chi transita. Pericolo acuito dalla scarsità di alberi che frenerebbero le rocce che possono così rotolare sulla Graziani a velocità anche molto elevata.
Per salvaguardare dunque l’incolumità pubblica la Provincia emise un’ordinanza di chiusura, ancora vigente, che per due estati (poiché d’inverno la Graziani è da sempre chiusa) ha causato non poco scontento tra la popolazione trovatasi isolata.
Ora la macchina dell’Uo è partita, come conferma la convocazione della Conferenza. «Per mettere la via in sicurezza si pulirà la parete nel punto di distacco tagliando siepi ed arbusti. Poi si farà un “disgaggio” (distacco) controllato dei massi instabili di modeste dimensioni e saranno ancorati quelli grandi con funi d’acciaio e reti di contenimento corticale», spiegano i tecnici. «Sarà quindi rimosso il materiale che occupa il conoide realizzando un vallo di contenimento che raccoglierà i massi che continuano a cadere per un naturale fenomeno di disgregazione calcarea».
La strada, a questo punto, potrebbe già essere riaperta, ma, per sicurezza, si monteranno fasce di barriere paramassi metalliche (150 metri per 6 di altezza) per assorbire l’energia di eventuali altre rocce oltre il vallo.
Tali interventi sono stati predisposti dopo puntuali sopralluoghi, l’ultimo a luglio, che hanno chiarito entità dell’ammasso da asportare, pendenze di rotolamento, lunghezza esatte della barriera da porre, numero esatto di metri quadri da pulire, punti esatti ove porre le reti.
Si sono persino già individuati sia i blocchi di roccia da bloccare sia quelli che si potranno staccare. Calcoli informatici e simulazioni di rotolamenti hanno permesso di stabilire, con precisione massima, le altezza migliori per le barriere metalliche.
La spesa prevista per l’intervento è di 500mila euro.
(Barbara Bertasi)

[Fonte : < a href="http://www.larena.it">L’Arena del 03 Novembre 2009]

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