13 ott 2009

Lessinia, rinascono le vecchie fontane

È tornata a zampillare abbondante l’acqua dalle fontane delle contrade Michelazzi e Vaona, nei pressi della frazione Fosse, dopo oltre vent’anni che non se ne vedeva goccia. Il merito va condiviso fra Parco regionale della Lessinia, amministrazione comunale e residenti che nella collaborazione hanno trovato l’intesa per ripristinare beni comuni che sembravano perduti per sempre.
Le fontane dopo l’arrivo dell’acquedotto comunale erano state gradualmente abbandonate e l’incuria, assieme a rovi e smottamenti del terreno rischiavano di farne perdere le tracce. «Abbiamo inteso finanziare il ripristino di questi manufatti», precisa il commissario straordinario della Comunità montana della Lessinia Odetta Dalla Mora, venuta a Sant’Anna con la collega del Baldo Laura Foscolo, «perché sono tesori che fanno parte della storia di questi territori».
Il sindaco Valentino Marconi, si augura «che le fontane di contrada tornino ad essere il punto d’incontro che erano in passato: i maschi si trovavano all’osteria e le donne alle fontane. L’impegno oggi è di mantenerle belle ed efficienti come le abbiamo ricevute».
Il direttore del Parco, Diego Lonardoni, ricorda che sono cinque i progetti stesi dall’ingegnere Giustino Valbusa per altrettanti interventi per complessivi 120 mila euro e che oltre alle fontane di Michelazzi e Vaona riguarderanno anche la fontana degli alpini nel Vajo dell’Anguilla nel Comune di Erbezzo, quella di contrada Tinazzi e la S-ciaranella sotto il Tomba, lungo la strada per Podestaria, entrambe nel Comune di Boscochiesanuova. «Abbiamo avviato anche un progetto per l’analisi della qualità delle acque con l’istituto professionale Fermi, seguito dal docente di chimica e microbiologia Fabio Tottola e dal geologo e conservatore di paleontologia del Museo civico di Storia naturale Roberto Zorzin», rivela Lonardoni.
Giuseppe Laiti, responsabile dell’area tecnica della comunità montana esprime apprezzamento per l’operato del commissario Dalla Mora «sempre molto disponibile per le piccole e grandi cose che il Parco può fare» e il consigliere provinciale Francesca Zivelonghi sottolinea che «il lavoro di squadra premia con la riscoperta e la valorizzazione manufatti che vorrei fossero momenti importanti di socialità non solo per i residenti ma anche per i villeggianti che arrivano quassù».
Mario Giacopuzzi, 84 anni e sua moglie Rosina Laiti di 76 vivono in contrada e ricordano quando l’unica acqua disponibile era quella della fontana, Rosina ha fatto ai lavatoi centinaia di bucati ed è venuta migliaia di volte a prelevare l’acqua con i secchi. Mario è stato il primo a ingegnarsi con il motore di una Bcs a petrolio, a cui aveva applicato una turbina, per riempire una volta alla settimana le vasche che per caduta servivano le stalle. «D’inverno era pericoloso far uscire le bestie ad abbeverarsi perché sulla stradina ripida e scivolosa rischiavano di rompersi una zampa, così ho studiato il sistema per portare l’acqua in stalla, finché non è arrivato l’acquedotto e anche la fontana è andata in disuso», racconta.
Oggi l’acqua sgorga di nuovo grazie ai lavori dell’impresa di scavi di Simone Cipriani, che dopo la pulizia del luogo è risalito fino a innestare il tubo nella canaletta in pietra che ancora raccoglie l’acqua dell’invaso per farla confluire alla fonte. Ha lastricato il vialetto che conduce alla contrada, rifatto la pavimentazione attorno alla fontana e sistemato con vecchie pietre la recinzione, oltre a ripulire e restaurare i quattro “arbi” di cui si compone il complesso.
Più piccola, ma non meno graziosa e per certe soluzioni anche innovativa la fontana di Vaona, provvista di copertura ricavata con grandi pietre di Prun sapientemente accostate e disposte in verticale per contenere la terra della scarpata e riparare dai venti e in orizzontale come tetto, sorrette da una grossa trave che è stata sostituita.
Delle due vasche esistenti una era completamente riempita di terra: si è lavorato per svuotarla, ripulire entrambe, creare un muretto in sasso di sostegno della scarpata e il Comune è intervenuto per la sistemazione della strada d’accesso.
(Vittorio Zambaldo)

[Fonte : L’Arena del 13 Ottobre 2009]

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