E’ scoppiata la guerra dei due rifugi
Al rifugio Chierego, 1911 metri sul livello del mare in terriroprio comunale di Brenzone, si sta montando una vetrata frangivento; la contesta per presunte irregolarità Moreno Oliboni, che gestisce con la famiglia il vicino rifugio Fiori del Baldo, che sorge più in basso, a quota 1850, in territorio del Comune di San Zeno di Montagna. Invece dicono che tutto è regolare sia la Comunità montana del Baldo, che ha rilevato dal Club alpino italiano (Cai) il Chierego, sia gli uffici comunali che hanno dato le autorizzazioni a procedere. Il gestore del Chierego, Massimo Bertoldi, si dice tranquillo e, a breve, monterà le lastre antivento trasparenti sulla terrazza, dalla quale si ammira una delle più spettacolari vedute del Lago di Garda e del Baldo. [FIRMA]In una lettera al Comune di Brenzone, intitolata «Segnalazione di eventuali irregolarità in ambiente montano», Oliboni scrive: «Io, gestore del rifugio Fiori del Baldo, amante della montagna e profondo conoscitore del Monte Baldo, avendo gestito con i miei genitori i rifugi del Cai Chierego e Telegrafo, segnalo con la presente, sentendomi moralmente coinvolto, per il rispetto della nostra montagna, che al rifugio Chierego, da tutta l’estate è aperto un cantiere senza nessun cartello di inizio lavori». Prosegue Oliboni: i lavori «sono svolti in orari strani (come notturni), da chissà quale impresa edile. Nella notte tra domenica 27 e lunedì 28 settembre sono misteriosamente sorti dal nulla cinque pali. A breve salirà al Chierego una ruspa per uno sbancamento di terreno. Sarebbe opportuno che chi di dovere facesse le debite verifiche e controllasse se tutto è in regola con le concessioni comunali e le vigenti normative sul territorio montano in quote particolari».
Oliboni si dice preoccupato «innanzitutto per la sicurezza riguardo i lavori già eseguiti; siamo in zona sismica, il solarium e la terrazza, in certe occasioni, diventano sala da ballo. Hanno l’agibilità?» Poi passa a contestare il tenore dei concerti svoltisi quest’estate: «Anche se è improprio chiamarli concerti», scrive, «visto che si trattava di musica da discoteca a tutto volume, che si sentiva a chilometri di distanza. I turisti amanti della tranquillità montana fuggivano dalla disperazione. I diritti alla Siae sono stati versati?»
Spiega Bertoldi, gestore del Chierego: «Il progetto della terrazza è stato presentato dalla Comunità montana del Baldo, proprietaria del rifugio, e non ha previsto movimentazione del terreno; sono stati solo conficcati, per circa 10 centimetri, dei pali, alti circa 180 centimetri, che dovrebbero sostenere barriere trasparenti in policarbonato, antigrandine, indispensabili per proteggere dal vento il plateatico di legno appena montato». Continua il gestore del Chierego: «Sono stato sommerso dai complimenti di clienti che possono fare la colazione al sacco anche quando il rifugio è chiuso». Costi dei lavori? «È un intervento impegnativo interamente a mio carico», dice Bertoldi. «È stato approvato dal Comune, che ha apportato correzioni al progetto originario che prevedeva una barriera sul balcone superiore. L’opera non comporta squilibrio ambientale e ha ottenuto i pareri positivi anche della Soprintendenza».
In quanto ai concerti, replica Bertoldi: «Sono eventi che si svolgono una o due volte l’anno; ho anche organizzato serate di jazz e classica. Non siamo specializzati in rock, abbiamo inserito un concerto di questo genere nell’ambito di una manifestazion per promuovere prodotti locali. Hanno suonato i Lord Byron di Caprino e i Nexus dell’entroterra gardesano. Sono gruppi affermati a livello locale che hanno contribuito a portare in montagna giovani che non c’erano mai stati». Bertoldi non vuole commentare le altre critiche del vicino di rifugio. «Auguro a Moreno ogni bene», conclude. «e credo che nella vita spesso si raccolga quanto si semina». Controreplica di Moreno dai Fiori del Baldo: «Io raccolgo gente tutte le domeniche».
(Barbara Bertasi)
[Fonte : L’Arena del 15 Ottobre 2009]
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