Salvalpolicella: «Basta con il cemento»
Appello del Salvalpolicella, nella persona del suo presidente Pieralvise Serego Alighieri, perché venga rilanciata la richiesta di moratoria sulle costruzioni in Valpolicella presentata in Regione qualche anno fa dall’allora consigliere Sandro Sandri. «Erano stati segnali significativi riguardo la protezione di questi luoghi», afferma Serego Alighieri, che si chiede come giudichino i sindaci della Valpolicella la proposta di legge d’iniziativa popolare per la costituzione del parco Regionale della Valpolicella presentato proprio su sua iniziativa. «Sarebbe interessante, oltre che doverosa, una loro chiara presa di posizione al riguardo dopo le titubanze e i silenzi preelettorali, soprattutto ora che sta per essere raggiunta la soglia delle 5 mila firme di cittadini veneti necessarie per la presentazione del progetto in Regione». E ricorda che qualche giorno fa la stampa nazionale riportava con grande risonanza le dichiarazioni del presidente del Fai Giulia Crespi, che ancora una volta sottolineava il gravissimo rischio che corrono il territorio e il paesaggio del nostro paese, sempre più assediatie consumati dal continuo espandersi del cosiddetto «sviluppo edilizio», anche in previsione delle nuove normative da poco approvate dal governo e da alcune regioni, tra cui il Veneto. «Se pensiamo che, secondo quanto sostiene l’Osservatorio nazionale sul consumo di suolo, in Italia l’urbanizzazione copre ogni giorno 20 ettari di territorio (pari a circa 10 volte la nostra piazza Bra, ndr) e che per quanto riguarda la nostra regione (secondo quanto risulta da uno studio dell’università di Padova, ndr) le concessioni edilizie già rilasciate saranno sufficienti a soddisfare la domanda di case per i prossimi 13 anni, non appare logico che in una situazione come quella attuale di crisi economica tutto ciò possa continuare», continua il presidente dell’associazione. «La Valpolicella vive a suo modo una situazione particolare. Esistono casi di notevole impatto mediatico, come il cementificio di Fumane, per cui ci si sta battendo perché non diventi un inceneritore, o l’ampliamento della zona di Montericco, la realizzazione del polo scolastico a San Pietro in Cariano o la nuova zona termale di Pescantina. Che dice il nuovo sindaco di Negrar su Villa Bertoldi? È il posto adatto per campi sportivi e villette a schiera? Ma ci sono decine di altri casi meno noti, forse perchè di più modeste dimensioni, ma che contribuiscono ad accrescere il rischio di un ulteriore e sconsiderato consumo del territorio. A quando le ricomposizioni ambientali delle cave di pietra? E basta con le cave di ghiaia camuffate da cave di marmo! Per non parlare della negrarizzazione che continua ed avrà una nuova ripresa, e dell’ultimo “capolavoro” rappresentato a San Vito di Negrar dalla pompa di benzina che accoglie i visitatori in quella che fu la bella vallata di Negrar».
E conclude: «Ci si augura pertanto che le nuove amministrazioni comunali della Valpolicella comprendano finalmente quanta importanza possa avere uno strumento come il Parco regionale per la giusta pianificazione territoriale con un’ottica particolare riguardo alla tutela, alla salvaguardia e alla valorizzazione di una terra unica qual è la Valpolicella».
(G.G.)
[Fonte : L’Arena del 29 Luglio 2009]
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