21 lug 2009

Orto illustre escluso dalla rete dei parchi

Incredibilmente fuori dal giro. Pare impossibile, ma l’Orto botanico del Baldo che ha appena festeggiato il ventesimo compleanno annunciando il «matrimonio» col vicino Osservatorio astronomico, non è «in rete» con i parchi tematici del Garda che, secondo dati del Ministero per i beni e le attività culturali, hanno fatto staccare nel 2007 più biglietti del circuito archeologico della capitale Colosseo-Palatino-Fori imperiali, primo sito culturale visitato in Italia.
Sul network «Parchi del Garda», innovativo sistema di marketing turistico integrato che mette in rete parchi del territorio l’Orto botanico del Baldo non figura. «Pare che abbiamo perso l’ennesimo treno», nota il dottore forestale Vittorio Mascagno, che diresse l’Orto dalla nascita nel 1986 all’inaugurazione nel 1989, anni in cui fu realizzato dalla Comunità montana del Baldo su terreno del Comune di Ferrara di Monte Baldo, con ingenti finanziamenti regionali. Mascagno, che seguì poi gli ampliamenti promossi da Comunità e Comune fino al 2006, quando la gestione è stata data dalla Comunità all’Ati Baldonatura che ha affidato la direzione tecnica alla dottoressa naturalista Roberta Scala, prosegue: «Auspico che il valore dell’orto botanico sia compreso e inserito in questo circuito che predispone pacchetti turistici con pullman che porterebbero anche qui visitatori che garantirebbero l’auto-finanziamento della struttura. All’arrivo», nota però, «dovrebbero trovare un congruo numero di accompagnatori in grado di condurli in visita ai sentieri naturalistici, alcuni dei quali, tra l’altro, iniziano a soffrire per scarsa manutenzione».
Eppure lì si lavora: «Nel 2000 abbiamo inserito nuove specie e fatto manutenzione di base, essenziale per garantire continuità alle piante», spiega Scala. «Nel 2006 abbiamo introdotto altre nuove specie e implementato le esistenti. Poi abbiamo sistemato la cartellonistica, che va tradotta ora in inglese e tedesco date le crescenti presenze straniere». E dice: «Sarebbe importante riuscire ad autofinanziarci sfruttando le risorse del bacino del Garda, ma è difficile fare tanta promozione rischiando che l’orto non sia poi in perfetto ordine, come dev’essere… talvolta si fatica a fare mera gestione ordinaria».
Proprio il sindaco Paolo Rossi, aprendo le celebrazioni, aveva detto. «Da tempo pensiamo a un gruppo che gestisca orto e osservatorio facendoli divenire polo di riferimento unico sotto il profilo scientifico-didattico-turistico. Ora che la Comunità s’è sciolta subentreremo nel rapporto di convenzione coi gestori e vorremmo creare una fondazione, coinvolgendo in primis la Regione, in cui un l’ente gestore faccia il massimo per sviluppo e promozione».
Gianfranco Zavanella, presidente Ati: «Proprio perché siamo nel delicato momento della transizione, non resta che attendere il passaggio di competenze dalla Comunità all’ amministrazione comunale, delle cui volontà prenderemo atto agendo di conseguenza tenendo conto che l’autofinanziamento della struttura non è di facile realizzazione. Quanto al network approfondiremo». www.ortobotanicomontebaldo.org.
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[fonte : L’Arena del 19 Luglio 2009]

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