15 lug 2009

L’orso? Io l’ho visto in faccia

«Con l’orso ho davvero avuto un incontro ravvicinato. E sono anche tanto un vecchio e, dicono quanti mi conoscono bene, esperto cacciatore. Ovvero: non posso affatto confondere un orso con un cinghiale. Ci vuol altro!». È sicuro di sé, ma sceglie di non comparire «assolutamente» con il proprio nome sul giornale uno dei testimoni oculari della presenza dell’orso a San Briccio; animale che ha incontrato ai margini del bosco della Fratta, sul lato ovest del colle fino quasi alla strada per Marcellise.
Contadino e cacciatore, secondo l’anagrafe ormai vicino i settant’anni assai ben portati, conosce benissimo il territorio di cui parla d anche gli animali che vi sono stanziati e che, nell’elenco, contemplano anche cinghiali e caprioli, oltre alle lepri e a una ricca avifauna.
«E ora pure l’orso, anche se non so fino a quando rimarrà qui a casa nostra», ribadisce con forza. «Le impronte che sono state fotografate sotto gli alberi da frutta testimoniano chiaramente che non racconto frottole e non scambio un animale per l’altro. Le orme dei cinghiali e dei caprioli non hanno assolutamente una forma simile a quella del piede umano; ma queste, invece, con sole quattro dita munite di robuste unghie, che hanno lasciato un segno ben evidente nel terreno molle per le recenti piogge, sono inconfondibili».
Subito dopo spiega anche perché non vuole che si faccia il suo nome sul giornale: «Ho paura che mi prendano per un visionario, anche se la mia testimonianza ho sentito e letto che è confermata pure dalle Guardie provinciali interessate alla presenza dell’orso sul colle di San Briccio. Non vorrei, inoltre, che qualcuno pensasse che vado in giro a raccontare proprio quella dell’orso per tenere lontane le persone dai miei campi».
E ripete i particolari del proprio incontro con il plantigrado, risalente appena a qualche giorno fa. «L’ho visto bene mentre stavo lavorando nel mio vigneto che, tra l’altro confina con i campi dove anche altri contadini rumeni alle dipendenze di un noto abitante di San Briccio ripetono di averlo incontrato, cosa che ha permesso loro di stimare abbia un peso di circa 160 chilogrammi e raggiunga, in piedi, i due metri. Quando l’animale, che di solito ha paura dell’uomo, mi ha scorto, è saltato giù in fretta dal muretto a secco formato dai sassi neri vulcanici sistemati così per trattenere il terreno fertile sui fianchi del colle ed è scomparso nel folto del bosco della Fratta da cui esce alla ricerca di cibo, soprattutto frutti».
Aggiunge ancora di non aver «provato un grosso spavento» per quell’incontro davvero così ravvicinato con una creatura che mai pensava di dover vedere nella libera natura proprio a San Briccio. Praticamente sulla porta di casa.
«Comunque, un po’ di attenzione e di prudenza non guastano mai, neanche con l’orso», conclude la propria testimonianza a cui ha assistito anche Attilio Castagna, il pensionato che si è fatto portavoce di quanto sta succedendo a San Briccio e che di recente si è lasciato fotografare mentre indica le impronte presenti sul terreno.
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[Fonte : L’Arena del 15 Luglio 2009]

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