Intervento salvavita la notte scorsa in un punto insidiosissimo del Baldo, dove in passato sono morte diverse persone.
L’operazione è stata portata avanti dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) della stazione di Verona, col supporto della protezione civile di Ferrara di Monte Baldo, chiamata ad aiutare un escursionista di Boi di Caprino, Claudio Togni, 59, autista di autobus, che era disperso.
L’uomo era uscito verso le 18,30 per fare una passeggiata e aveva imboccato il sentiero che dalla piazza di Ferrara porta a Campedello.
Da qui voleva andare a Malga Valfredda.
Ma qualcosa è andato storto. Togni si è però tenuto troppo in quota, ha perso la via finendo sull’insidioso costone est che guarda al rifugio Chierego e rimanendo bloccato tra i cespugli di mugo.
L’uomo, impossibilitato a proseguire a causa del buio e del terreno bagnato e accidentato, si è trovato in balia della situazione e per non rischiare la vita ha deciso di avvisare la moglie che subito -ormai erano le 24,15 – ha chiamato i carabinieri di Caprino.
I carabinieri hanno a loro volta avvertito il 118, che ha girato l’allarme al Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico di Verona che ha lavorato in collaborazione con la protezione civile di Ferrara.
Il responsabile del turno notturno del soccorso alpino, Gianni Robbi, ha subito fatto partire tre volontari, ovvero Matteo Vianini di Caprino, Andrea Corradini e Marco Marchesini di Verona, mentre Marco Vignola, responsabile dello Cnsas, è rimasto costantemente in contatto da Verona via radio.
I soccorritori, attraverso le indicazioni che lo stesso «disperso» ha loro fornito grazie al suo cellulare, il cui segnale andava e veniva, sono riusciti a raggiungere l’uomo, che si trovava su un pendio molto pericoloso, fuori dai sentieri segnalati.
«Ha preso una vecchia traccia abbandonata che guarda dal Chierego a Malga Valfredda, sul versante est, un sentiero molto ripido», racconta Vignola.
«È un tratto che di notte si impregna di umidità, vicinissimo alle Valbrutte, molto pericoloso per i salti di roccia e il terreno impervio, dove negli ultimi 30 anni almeno sei persone sono state recuperate morte», prosegue Vignola.
«Sul versante tra il Chierego e il Coal Santo c’è il sentiero ufficiale del Cai, ma se lo si abbandona», continua, «ci si avventura su questo costone che si è rivelato una trappola mortale sia nei periodi invernali sia in quelli estivi: non ci si deve assolutamente andare», fa presente Vignola, ricordando anche di non fare affidamento sulla copertura telefonica, che se è scarsa lascia in ogni caso partire gli sms, e di portare sempre con sè, per precauzione, una torcia (il disperso aveva una piccola pila).
Claudio Togni è stato raggiunto dai soccorritori verso le 2,30. Era provato e i volontari lo hanno rifocillato con bevande e cibo e poi, valutata la situazione, lo hanno fatto risalire al rifugio Fiori del Baldo, dove il Cnsas aveva una jeep.
Dopo una breve sosta e una calorosa accoglienza da parte dei gestori l’uomo è stato riportato a casa, dove ha potuto riabbracciare la moglie.
«Ringraziamo il 118 per la preziosa collaborazione e i volontari della protezione civile per la piena disponibilità», sottolinea Vignola. «Mi auguro che il nostro rapporto diventi sempre più stretto, visto che negli interventi di ricerca la collaborazione è fondamentale e può salvare delle vite».
Da parte sua Togni aggiunge: «Voglio ringraziare soprattutto i ragazzi del soccorso. Sono stati molto professionali e tempestivi ».
(Barbara Bertasi)
[Fonte : L'Arena del 30 Luglio 2009]


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