30 mag 2009

Rifugi non più a secco È ritornata l’acqua

Finalmente acqua ai rifugi Fiori del Baldo di San Zeno di Montagna e Chierego di Brenzone. Sarà sempre fresca e naturale, anche se un po’ più clorata, disinfettata, visto che arriva direttamente dalla sorgente di Naole, pompata senza passare nelle prime due gallerie di protezione distrutte nei giorni scorsi da una grande slavina che ha investito questo acquedotto. Mercoledì l’impianto di sollevamento è stato riattivato subito dopo il sopralluogo tecnico fatto da Alberto Tomei e Ardieli, presidente e direttore dell’Ags, l’Azienda gardesana servizi di Peschiera che gestisce l’acquedotto. Sono saliti in quota con Cipriano Castellani, presidente degli impianti di risalita Prada – Monte Baldo, hanno controllato la situazione e, verso le 15, la pompa funzionava già, nonostante le strutture mancanti, spingendo l’acqua in cresta, sia ai Fiori del Baldo sia al successivo Chierego, collegato alla medesima condotta.
«Dalla sorgente l’acqua ha sempre continuato ad uscire», precisa Ardieli, «ma il pesante distacco di neve aveva divelto le strutture murarie, in particolare le due gallerie che portavano acqua alla pompa e l’abitacolo in calcestruzzo che la conteneva mentre le vasche si sono salvate. Mercoledì abbiamo attivato la pompa che si era bloccata», ragguaglia, «nei prossimi giorni sistemeremo il resto».
Il direttore precisa che i tempi non saranno quelli amministrativi, ma «tecnici» ossia «veloci, una settimana circa: stiamo facendo un preventivo del materiale necessario per il lavoro, che dovrà essere trasportato in quota o con un elicottero o con il ragno, un mezzo apposito». In questo breve tempo l’acqua, che è usata principalmente per i servizi, sarà sicura perché verrà ulteriormente disinfettata. Quindi chiude: «In quest’operazione terremo i contatti con il Servizio forestale regionale di Verona, che quattro anni fa aveva realizzato l’opera, in modo che possa supportarci se avessimo bisogno di qualcosa, in particolare dell’elicottero per trasportare il materiale che sarà probabilmente eseguito da una ditta locale». «In questa fase», sottolinea Ardieli, «è stato in ogni caso fondamentale che l’elettricista abbia garantito il servizio, poiché i rifugi cominciavano ad avere difficoltà essendo le riserve idriche quasi finite e gli arrivi di turisti ed escursionisti in deciso aumento».
(Barbara Bertasi)

[Fonte : L’Arena del 30 Maggio 2009]

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