La strada del Baldo chiusa per neve fino al 22
Troppa neve: il tratto finale veronese della strada «provinciale 8 del Baldo» resta ancora chiuso. Un problema per gli operatori che però, come l’amministrazione, comprendono le ragioni di sicurezza del provvedimento che, però, pochi turisti conoscono.
Il settore viabilità della Provincia di Verona ha comunicato che è stata prorogata la sospensione della circolazione fino al 22 maggio nei tratti da Novezza al confine con la Provincia Autonoma di Trento e da Prà Alpesina a Bocca di Navene. La decisione, che riguarda ogni veicolo, «è resa necessaria dalle straordinarie precipitazioni nevose dell’ultima stagione invernale e anche a seguito dell’ordinanza, emessa dalla Provincia autonoma di Trento, di proroga di sospensione per la propria strada provinciale che procede in continuazione della sp8 del Baldo».
«Il fatto che la “sp8″ apra solo tra una decina di giorni ha portato molti operatori e turisti a sollecitarne la riapertura», fa sapere il sindaco Paolo Rossi, ricordando che tra loro ci sono tanti motociclisti. Sono soprattutto stranieri, che ben conoscono questa stupenda panoramica che permette di raggiungere Ferrara da Rovereto, Mori e Brentonico e, in senso inverso, di andare da Novezza a Riva del Garda «lungo una via immersa nella natura, tra le più belle della zona, che scende anche in Valdadige da Prà Alpesina ad Avio».
Sulla proroga, pur «penalizzante», concorda: «Condivido la scelta della Provincia per motivi di sicurezza», dice. «In quota (1600 -1700 metri), la strada che va da Novezza a Prà Alpesina passa dentro canaloni ancora colmi di neve, strati non perfettamente consolidati, che potrebbero muoversi, creando problemi alla viabilità con conseguenze anche gravi». Proprio per questo di solito in ottobre è chiusa, e, in stagioni con precipitazioni nevose meno intense, è aperta nella prima settimana di maggio. «Si riapre quasi naturalmente con una semplice ripulita», fa sapere il sindaco, «mentre quest’anno immagino serviranno mezzi come camion con lame anteriori, ruspe o turbine».
A fremere sono gli operatori. Vittorino Businaro, titolare con la moglie Donatella Furlani del ristorante Baita Genzianella, a 300 metri dallo «stop», commenta: «Siamo consapevoli della necessità del provvedimento, che però ci crea disagio poiché dimezza il flusso turistico. Molti in questo periodo cominciavano a fare tappa da noi, in arrivo dal bacino gardesano. Ora, invece, arrivano e tornano subito indietro quasi indispettiti dal non potere proseguire». Roberto Furlani, titolare del ristorante «Al Cacciatore»: «Prendiamo atto della proroga, fortunatamente breve e per sicurezza, ma auspichiamo una riapertura veloce poiché mancano molti turisti provenienti dal Trentino. Tanti tedeschi, trovando la strada chiusa, fanno marcia indietro».
Il locale sta sul bivio con la Graziani, a sua volta chiusa nel tratto che va a Spiazzi. «Dall’estate scorsa, per una frana, il transito è vietato tra il Sacrario e le Valbrutte», ricorda Rossi. «Sappiamo che la Provincia ha stanziato una somma ingente per sistemarla, ci auguriamo proceda celermente ai lavori per aprirla entro l’estate».
(Barbara Bertasi)
[Fonte : L’Arena del 12 Maggio 2009]
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