Un nuovo bivacco, punto di ristoro per escursionisti e una bella base per esplorazioni speleo sul Baldo. Festa, domani e domenica dalle 11, a Malga Brione, antico gioiello un tempo usato per l’alpeggio, concesso in uso gratuito dal Comune al Gasv (Gruppo attività speleologica veronese) che intanto inaugura in compagnia e farà poi visite guidate. I volontari hanno lavorato giorni per pulirla e renderla accogliente, c’è ancora da fare per sistemare il pascolo e aprire definitivamente il baito a tutti. Malga Brione è vicina a Prada, a quota 942, si raggiunge passando per Val Trovai e dal lago. «I sentieri d’accesso sono segnalati da tabelle. Il numero 32, in Val Trovai, è più rettilineo e di dislivello inferiore mentre il 654, da Sommavilla, è più impegnativo, passa per Malga Zovel», spiega Alfonsina Cuccato del Gasv. Malga Brione, in confronto, è più piccola (4 metri per 4), una struttura minuscola con terrazzino, pure del ’500-’600, usata in passato per scaricare le bestie, vincolata dalla Soprintendenza per i beni ambientali. Caduta in disuso, era andata in rovina fino a quando nel 1997 il Servizio forestale regionale di Verona l’ha ristrutturata eseguendo lavori in delega per il Comune.
L’occasione per «rispolverala» arriva grazie alla collaborazione tra il Gasv e il sindaco Giacomo Simonelli. «La concedo volentieri in uso agli speleologi», dice, «non è più usata per l’alpeggio, mentre loro si sono proposti di organizzare visite guidate e di mantenere pulito il pascolo infestato da cespugli e rovi. In cambio avranno una base per le loro ricerche». Simonelli li conosce, quelli del Gasv hanno già ripulito vari siti del lago abbandonati, anfratti usati come discarica come la grotta Bruschi, ex «giassara», sempre in Prada.
«Questo per noi è un bel terreno di battuta per esplorazioni essendo la zona carsica e ricca di grotte», spiega Cuccato. «S’apre accanto il Pozzo delle Buse, raro esempio di grotta con ghiaccio permanente su fondo risalente a migliaia d’anni fa, e il più grande e spettacolare Bus delle Taccole (dalla presenza di «taccole», uccelli del Baldo) voragine a cielo aperto con 2 ingressi raggiungibile da Cima Telegrafo per il Vajo degli Ossi». Eventuali altri interventi, dovranno essere concordati e autorizzati, essendo la malga comunale e tutelata dalla Soprintendenza.
[Fonte : L'Arena del 15 Maggio 2009]


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