Sentieri più sicuri con 250 «frecce»
Duecentocinquanta «frecce» stanno per essere piantate sui percorsi del Baldo. Sono tante le segnalazioni stipate nel magazzino di via San Nazzaro 15, a Verona, sede del Comitato gruppi alpinistici veronesi che raggruppa i rappresentanti delle sezioni Cai, il Club alpino italiano. Il presidente è Gianni Benvenuti il quale nell’assemblea annuale ha annunciato come, appena i sentieri saranno percorribili, comincerà il riordino della segnaletica orizzontale e verticale; ci sarà anche un corso teorico e pratico sulla manutenzione dei sentieri.
«Questa è la funzione del comitato oltre all’attività editoriale di stampa della mappe dei sentieri della montagna veronese», informa. «La manutenzione è un lavoro arduo per cui cerchiamo sempre collaboratori. Ciononostante, crediamo di farla al meglio. Perciò non ci pare giusto sia imputata a noi la causa di incidenti di cui non siamo responsabili».
Quindi sfoga il suo rovello: «Credevo fosse il classico pesce, quando, il 1° aprile, ho letto di un’avventura a lieto fine capitata a un escursionista mantovano dispersosi sul Baldo, per cui era intervenuto il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) di Verona. L’episodio attribuiva la causa della disavventura a una insufficiente segnalazione del percorso»; e, spiega, sembrava addossare, «la responsabilità a chi si occupa della manutenzione, cioè al Cai di Verona». Il sentiero in questione era il 661: «Quello che dal Passo Cerbiolo, provenendo dal Ponte sul torrente Aviana, conduce al Passo Campione ed è di competenza della Sat (Società degli alpinisti tridentini) di Avio», precisa. «Attribuire dunque una presunta responsabilità al Cai è fuori luogo, e dico “presunta” in quanto Cai e Sat hanno l’impegno di curare la manutenzione e la segnaletica dei sentieri a livello di volontariato e nei periodi in cui sono percorribili».
Quindi una serie di consigli: «Quando un sentiero scompare sotto la neve, come quest’anno a febbraio, chi vi s’avventura deve conoscere la zona, avere senso dell’orientamento e un’adeguata esperienza che gli consenta di affrontare i maggiori rischi che la montagna può presentare d’inverno». Rinforza Marco Vignola, responsabile del Cnsas Verona: «Inoltre deve partire avendo consultato le previsioni meteo e in un orario che garantisca il rientro prima del buio».
La neve sul Baldo c’è ancora, ma il pericolo valanghe è minore. «Il territorio si sta assestando», dice Vignola. «Se la temperatura non avrà bruschi rialzi si può stare tranquilli, anche se vanno ancora evitati i pendii erbosi e i canaloni. Potrebbe infatti ancora verificarsi qualche distacco “di fondo”». A proposito di neve, Benvenuti aggiunge: «Quest’anno n’è caduta tanta. Quando si scioglierà, dovremo fare una manutenzione dei sentieri straordinaria e più accurata del solito». Un invito esplicito a soci Cai e appassionati della montagna.
(Barbara Bertasi)
[Fonte : L’Arena del 29 Aprile 2009]
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