Il cellulare tace sul Baldo «La sicurezza è a rischio»
«Manca il segnale per i telefoni cellulari in ampie zone del monte Baldo. Questo crea gravi disagi ma soprattutto un potenziale pericolo non solo agli abitanti delle malghe, ma pure alle migliaia di turisti, escursionisti e fruitori dell’impianto della bidonvia di Prada, oltre che ai residenti dei tre paesi in cui sono suddivisi i nostri territori montani. Da questa situazione bisogna assolutamente uscire al più presto, e su questo ho chiesto aiuto anche alla Prefettura di Verona».
A mettere nero su bianco le lamentele di molti cittadini è stato il sindaco di Brenzone, Giacomo Simonelli che, mentre presentava in una riunione in Provincia proprio il Piano comunale di protezione civile, aveva denunciato con parole chiare la situazione.
Ma, dopo questa prima «denuncia» il suo appello era caduto praticamente nel vuoto; il primo cittadino non si è comunque arreso e ha scritto al Prefetto di Verona oltre che, per conoscenza, ad altri due colleghi sindaci.
«Una zona montana vasta, compresa tra Prada, alto Monte Baldo, San Zeno e Ferrara», spiega ora Simonelli, «è sprovvista di segnale di copertura per la telefonia mobile. Questo, oltre a creare grave disagio ai malghesi, può creare anche seri pericoli perchè, se qualcuno avesse un malore improvviso, se si perdesse in montagna o avesse una urgenza o una emergenza, si troverebbe nella impossibilità di comunicare con il resto del mondo. Questo non è più accettabile, specie nell’anno 2009, in tempi di comunicazione globale».
Dopo la critica, la proposta. «Faccio presente», ha scritto ancora il sindaco di Brenzone, come «sul posto esista già almeno una struttura adatta ad accogliere eventuali impianti tecnologici di trasmissione del segnale»; quindi, è la conclusione non scritta del primo cittadino, «si tratta di stabilire accordi con le ditte di telefonia, e di avere la volontà di risolvere un disagio per la nostra montagna».
Dopo la lettera di fine marzo partita da Brenzone a fine marzo, dalla Prefettura hanno dato una risposta, arrivata in municipio proprio in questi giorni.
Il viceprefetto vicario Elio Faillaci ha preso carta e penna e, recependo le istanze del sindaco gardesano, ha scritto sia al Centro Datatel della Tim a Crotone, che a Pronto Italia, cui fa capo la Vodafone di Milano. Il tutto è stato poi inviato per conoscenza ai sindaci di Brenzone, San Zeno e Ferrara.
«In relazione a quanto segnalato dal sindaco di Brenzone», ha scritto Faillaci, «si chiede di conoscere, con ogni consentita urgenza, se questi Enti intendano istituire servizi di telefonia mobile nell’area interessata, considerato che l’attivazione degli stessi consentirebbe di eliminare i disagi lamentati, riducendo i rischi per la pubblica incolumità».
Resta ora da vedere se le società telefoniche, sempre pronte ad accaparrarsi i clienti con offerte apparentemente allettanti gettate sul mercato con tanto di campagne pubblicitarie diverse ogni mese, saranno disponibili anche a investire denaro in zone già assai disagiate quali quelle montane.
Di «investimento, e non di spese a vuoto si tratta», sono comunque convinti a Brenzone, «dato che, se c’è segnale, la gente, oltre ad essere più sicura, è anche invogliata ad utilizzare il telefonino, a tutto vantaggio di chi già, da questo servizio, ricava un ottimo guadagno».
(Gerardo Musuraca)
[Fonte : L’Arena del 15 Aprile 2009]
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