29 mar 2009

Rischio valanghe «Baldo nella lista»

Mentre a Novezza, continuano gli abituali rilevamenti al manto nevoso per controllare il pericolo valanghe, il sindaco di Ferrara di Monte Baldo, Paolo Rossi, intende chiedere al centro Valanghe di Arabba che, sul bollettino www.arpa.veneto.it , sia citato, tra le Prealpi veronesi, pure il Monte Baldo. «È monitorato settimanalmente da un loro rilevatore», nota. «Un servizio importante, siamo lieti che la situazione sia effettivamente tenuta sotto controllo sul posto, in maniera professionale, tuttavia ci farebbe piacere che i dati ricavati fossero segnalati proprio col nome della nostra montagna. Un modo per promuoverla», dice, «e informare della situazione reale chi decide di raggiungerci per una gita o un’escursione».
Ora, rispetto alle scorse settimane quando l’innalzamento delle temperature aveva portato distacchi di slavine, tra cui una giunta a una quindicina di metri dalla «provinciale 8 del Baldo», la situazione è migliorata.
Quanto ai monitoraggi continui, il rilevatore di Arabba per le Prealpi Veronesi è in azione tra Tratto Spino di Malcesine e la Lessinia. Poi spedisce i dati al Centro. «Vengo qui da due anni, ma in questo periodo», informa Davide Tagliavini, «il lavoro è stato maggiore perché l’innevamento è stato superiore al passato con parecchie valanghe che ci hanno costretto ad uscite straordinarie e a ulteriori verifiche sulla situazione nivometeorologica».
Lui è un «osservatore nivologico» libero professionista che, d’inverno, lavora per il Centro valanghe Arabba – servizio del dipartimento regionale per la sicurezza del territorio dell’Arpa Veneto. È la struttura preposta al coordinamento regionale sui temi della neve e delle valanghe, della glaciologia e climatologia che, per svolgere il compito istituzionale, s’avvale – appunto nella stagione invernale – di collaboratori qualificati presenti sul territorio che raccolgono dati sul manto nevoso al suolo e sull’attività valanghiva. “Lo scopo è redigere il bollettino valanghe, compito fatto dal Centro stesso che raccoglie i dati utili a gestione e programmazione, in sicurezza, del territorio”, spiega Tagliavini, la cui preparazione, come quella di tutti gli “osservatori nivologici” del Centro, è qualificata, garantita dall’aver frequentato i corsi formativi istituiti dall’Aineva. E’ l’associazione delle Regioni e Province autonome dell’arco alpino italiano, costituita per consentire il coordinamento delle iniziative svolte in materia di prevenzione e informazione nel settore della neve e delle valanghe, corsi svolti anche in collaborazione con il Servizio valanghe del Club alpino italiano.
Per garantire una presenza puntuale sul territorio e una raccolta dati precisa, l’area montana regionale è divisa in zone, affidate a un singolo rilevatore: «Il mio lavoro», spiega, «si svolge sulle Prealpi Veronesi. Si analizzano le caratteristiche nevoso, garantendo così la possibilità di valutare i cambiamenti del manto e la possibilità di effettuare previsioni sempre più precise, stabilendo anche il grado di pericolo valanghe come riportato nello specifico bollettino».
(Barbara Bertasi)

[Fonte : L’Arena del 29 Marzo 2009]

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