Tutto è bene quello che finisce bene ma in montagna bisogna fare attenzione. Per l’intera notte di domenica il Corpo nazionale soccorso alpino speleologico (Cnsas) di Verona ha cercato un mantovano che si è perso sul Baldo nel pomeriggio ed è rientrato sano e salvo ad Avio alle 8.30 di lunedì.
Davide Murari, 50 anni di Marmirolo (Mantova), era partito domenica pomeriggio verso le 15.30 per un’escursione. Voleva fare il giro delle malghe, quello che corre per circa 7 chilometri intorno a Cima Paloni prima del Cavallo di Novezza, un percorso di 4 ore e mezzo. Era arrivato con la moglie, Vilma Fiorin, a Novezzina, ma qui si erano separati perché lei, preoccupata dal sentiero ghiacciato, non aveva voluto proseguire. Così Murari aveva deciso di continuare da solo. Al calar del buio non era ancora rientrato. La donna, preoccupata anche dal fatto che il marito indossava solo un pile, ha chiesto aiuto dal rifugio Novezzina. Di lì, verso le 19.30 è scattato l’allarme. Sono stati avvisati i carabinieri di Caprino, la protezione civile e il 118 che ha subito attivato il Cnsas. «Eravamo appena rientrati alla base di Bosco Mantico dopo un addestramento a Malga Ime di Ferrara di Monte Baldo», racconta il responsabile Marco Vignola. «Ricevuto l’allarme, ci siamo immediatamente riorganizzati per la ricerca e siamo saliti con due automezzi e una motoslitta, bisognava trovarlo in fretta per evitare che andasse in ipotermia», dice.
La base per l’operazione è stata il Rifugio Cedron, a quota 1300 circa, dove fino a ieri mattina è stata data la massima disponibilità ai volontari mentre il sindaco Paolo Rossi restava a filo diretto, mettendo a disposizione uomini e mezzi. «Al Cedron siamo giunti in una quindicina, domenica verso le 20,30», prosegue Vignola. «Formate le squadre, abbiamo battuto tutti i sentieri, tenendo conto del giro che il disperso aveva detto di voler fare»; un tour che non sarebbe pericoloso sebbene coperto di neve, eccezion fatta per la parte ghiacciata che scende dietro Passo Cerbiolo. «Eravamo preoccupati di quel punto. Per questo abbiamo concentrato le nostre ricerche tra Malga Cerbiolo, a quota 1299, e il passo omonimo, a 1370», dice il grande capo. «Ma la ricerca non dava risultati, per cui alle 4,30 abbiamo deciso di fermarci e di riprendere alle 6,30 con la luce e il prezioso supporto del 118 che ha messo a disposizione l’elicottero di Verona Emergenza che alle 8 di lunedì era sul Baldo, pronto per il sopralluogo dall’alto». Che però non è stato necessario: «Non essendo la zona coperta, domenica avevamo chiesto ai carabinieri di Caprino di monitorare le telefonate eventualmente fatte per poter individuare la cella del ponte radio. E, proprio mentre alle 8,15 ci arrivava la segnalazione dei carabinieri che ci indicavano che il disperso era nella zona di Avio, lui riusciva a mettersi in contatto con la moglie dicendole che stava bene».
All’arrivo del buio si era fermato al riparo di Malga Pian della Cenere, un chilometro a nord di Passo Cerbiolo. Poi ieri ha imboccato il sentiero 652 che, a Pian delle Scale, si immette nella Valle dei Molini sopra Avio. Quindi è sceso ad un bar del paese dove i parenti sono andati a prenderlo verso le 9. Alle 12 era già a casa, stava bene e non sapeva come ringraziare i volontari per averlo tanto cercato.
«Per noi è stata una notte intensa», commenta Vignola. «Ce l’abbiamo messa tutta per trovare Murari che si era perso in una zona diversa da quella segnalataci. È stato comunque coscienzioso a fermarsi nella malga per ripararsi».
(Barbara Bertasi)
[Fonte : L'Arena del 24 Febbraio 2009]


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