Defunta la Comunità sta nascendo l’ente Parco

Stampa (L'Arena)Tag:,

Dopo il funerale della Comunità montana ci si prepara al battesimo dell’ente Parco naturale regionale della Lessinia. Dopo 19 anni (è stato istituito con la legge regionale 12 del 30 gennaio 1990) doveva morire la sua tutrice per dargli quell’autonomia che hanno tutti gli altri quattro parchi regionali veneti: dei Colli Euganei, del Delta del Po, delle Dolomiti d’Ampezzo e del fiume Sile.
La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle politiche degli enti locali, Flavio Silvestrin, ha infatti predisposto un progetto di legge che il Consiglio potrebbe approvare nei prossimi mesi per istituire l’ente in maniera autonoma: «L’auspicio è che l’avvio coincida con la fine del mandato del commissario straordinario Odetta Dalla Mora, in modo che finendo anche questa funzione suppletiva provvisoria il Parco sia già in grado di gestirsi», annuncia l’assessore Silvestrin.
La Giunta ha predisposto il progetto di modifica della legge istitutiva del Parco della Lessinia variando quei passi dove si precisa che la Comunità montana è l’ente gestore e introducendo il consiglio di gestione e il comitato esecutivo.
Del consiglio faranno parte i presidenti della Giunta regionale e della Provincia, o loro delegati, e rappresentanti di tutti i Comuni che hanno porzioni di territorio all’interno del Parco. «Ma siccome la percentuale compresa nell’area protetta varia molto da un Comune all’altro, era giusto prevedere capacità di rappresentanza diversa», precisa Silvestrin.
Per questo i quindici Comuni che ne fanno parte saranno rappresentanti ciascuno dal proprio sindaco o da un suo delegato.
I quattro Comuni con una quota superiore al 25 per cento di territorio all’interno del Parco conteranno oltre che sul sindaco anche su due rappresentanti, di cui uno riservato alle minoranze, eletti dai rispettivi consigli comunali.
Pertanto Dolcè, Fumane, Marano, Grezzana, Roverè, Velo, Vestenanova, San Giovanni Ilarione, Roncà, Crespadoro e Altissimo avranno solo il sindaco all’interno del consiglio, mentre Erbezzo (che ha il 60,36 per cento del territorio nel Parco), Boscochiesanuova (56,37), Selva di Progno (45,03) e Sant’Anna d’Alfaedo (39,76) porteranno oltre al sindaco anche due consiglieri.
I 25 membri di cui si compone resteranno in carica un quinquennio e il mandato sarà legato a quello delle elezioni amministrative. Il consiglio del Parco avrà il compito di eleggere il presidente (proposto per la nomina al presidente della Giunta regionale), il comitato esecutivo, il direttore generale del Parco, il comitato tecnico scientifico. Del comitato esecutivo faranno parte oltre al presidente, il rappresentante della Regione e quello della Provincia e altri quattro membri, sette in tutto, e sarà l’organo di gestione più diretto e immediato dell’ente.
Queste in sostanza le principali direttive sancite nel disegno di legge, che la Giunta regionale ha fatto proprio e che entro la prossima settimana sarà protocollato e inviato alla Prima commissione regionale (Affari istituzionali, bilancio, controllo, enti locali, personale, programmazione) per la discussione e successivamente al Consiglio per l’approvazione definitiva.
«Ci vorrà qualche mese di tempo per concludere l’iter e il testo potrebbe subire modifiche anche sostanziali», ammette l’assessore. È tuttavia soddisfatto del lavoro fin qui svolto «perché il Parco della Lessinia ha bisogno urgente di una guida e non può essere gestito in maniera definitiva con un commissariamento, visto che non esiste più la Comunità montana come ente gestore. La soluzione prospettata mi sembra equilibrata, in linea con le esigenze di bilancio volte a ridurre il più possibile le spese e il numero dei consiglieri, ma nello stesso tempo rispettosa del diritto di rappresentanza», precisa Silvestrin.
Pende sul disegno di legge il ricorso con richiesta di sospensiva al Tar avanzati dall’ex presidente Stefano Marcolini e da alcuni assessori della disciolta Comunità montana della Lessinia: «Noi proseguiamo per la strada tracciata», anticipa Silvestrin, «e se il Tar rimetterà in discussione le decisioni prese valuteremo le scelte da fare, ma il cammino dell’autonomia dell’ente mi sembra ormai imboccato».
(Flavio Silvestrin)

[Fonte : L'Arena del 14 Febbraio 2009]

WP Theme & Icons by N.Design Studio
Entries RSS   email E-mail