Neve solo in quota, c’è rischio valanghe
Per fortuna fino a 1.500 metri è piovuto, altrimenti la Lessinia sarebbe stata in grave emergenza neve in questi giorni. Ieri erano chiuse le stazioni invernali di Malga San Giorgio e la Translessinia per l’abbondante nevicata, che è scesa mista ad acqua dai 1400 fino ai 1500 metri stendendo in due giorni di perturbazione un manto di una trentina di centimetri.
Problemi sono emersi a partire dai 1600 metri, dove la neve ha sommerso tutto, costringe gli operatori addetti alle piste a un super lavoro. Le reti di demarcazione dei tracciati, che sono alte tre metri, spuntavano per pochi decimetri dal manto: «Troppo pericoloso aprire le piste in queste condizioni, anche perché il cavo d’acciaio che regge le reti diventa una lama per chi ci finisce contro. Tutto il lavoro si è concentrato nel livellare le piste abbassando quanto più possibile la coltre», riferisce Gianni Bonetti, direttore tecnico della stazione, chiamato con i suoi collaboratori ad affrontare una difficile situazione determinata da neve particolarmente pesante. Il ghiaccio che si è formato sui rulli di scorrimento dei cavi della seggiovia ha consigliato di procedere alla pulizia, prima di avviare l’impianto per impedire rotture e bloccaggi.
Situazione critica anche per il fondo: «Abbiamo tracciato l’anello agonistico sulla piana di San Giorgio per permettere l’allenamento agli atleti dello Sci club Bosco», aggiunge Beppino Massella, ma con il gatto non siamo riusciti a salire in quota: una montagna di neve ostacolava l’avanzamento del mezzo. Aspettiamo l’assestamento della coltre e ripartiamo per la battitura dell’intero tracciato», assicura. Per quest’oggi, condizioni meteo permettendo, saranno riaperte le piste sia di discesa sia del fondo.
I dati Meteomont, raccolti dalla stazione di Boscochiesanuova del Corpo Forestale dello Stato, sul campo di misurazione vicino a San Giorgio, a circa 1500 metri, parlano di 20 centimetri caduti con le ultime nevicate e di un’altezza del manto complessiva pari a 134 centimetri, considerato che la neve è stata compattata ed è stata abbassata dalla pioggia.
Questa situazione è particolarmente critica per chi fa scialpinismo e per gli escursionisti con le racchette: il rischio valanghe è molto alto perché l’ultima neve caduta era fradicia e non è ancora legata con il fondo preesistente. È sconsigliata pertanto l’uscita in canaloni e aree esposte al distacco di valanghe.
(V.Z.)
[Fonte : L’Arena del 22 Gennaio 2009]
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