16 gen 2009

Il parco dove si fanno le coccole a cervi e volpi

Il mondo della moda spesso ruba l’anima ai suoi modelli, ma a lui non è successo. Anacleto è riuscito a mantenere la sua semplicità e le sue passioni. Non rinnega il passato, ma considera il servizio su Vanity Fair una nuova esperienza, nulla più. Fama e riflettori non gli interessano, anzi lo infastidiscono. Molto meglio il volo, la caccia notturna e il suo rifugio nell’amato anfratto roccioso. Anacleto è uno degli oltre 200 animali ospiti del parco faunistico «Al Bosco», in località Zerbaro, a Romagnano di Grezzana. È un gufo reale piuttosto belloccio, motivo per cui è stato richiesto per un servizio fotografico sulla nota rivista femminile, dove è stato immortalato sul braccio di una fascinosa indossatrice.
«E per questo è diventato la nostra star», ironizza Bruno Malascorta, gestore del parco con la moglie Maria Grazia, da sempre amante degli animali. «Mi sono sempre piaciuti», sottolinea. «Già quando abitavo a Grezzana avevo trasformato un piccolo spazio ricavato all’interno del Progno in un piccolo zoo con galline, tacchini e anatre, ma mi si stringeva il cuore vedendoli costretti in uno spazio piccolo e poco soleggiato. Solo venendo qui a Zerbaro (dove gestisce anche un allevamento avicolo, ndr), con grandi spazi a disposizione, circa 20 ettari tra boschi e prati, ho potuto realizzare ciò che volevo». All’inizio ha acquistato una coppia di daini, una di cervi e una di cinghiali. «Si sono subito ambientati e hanno cominciato a riprodursi», racconta Malascorta. «Avevamo sempre i piccoli attorno a casa. Le prime recinzioni le ho fatte più per proteggere i miei animali dall’ingresso dei cani randagi che per impedire che scappassero». Fiocco rosa dopo fiocco blu e acquisto dopo acquisto, lo «zoo» di Malascorta è diventato il parco faunistico che è oggi. Oltre ad Anacleto, ci sono daini, caprioli, cervi, mufloni, volpi, cicogne, orsetti lavatori, istrici, galline, volpi, lupi, linci, capre, conigli, barbagianni, cinghiali, maiali, pecore nane olandesi (soprannominate dalle guide «moci vileda» per il loro «stile» rasta), cigni, falchi, pavoni, un vitellino e un emù. Ciò che più sorprende e che, a parte lupi, linci e volpi (hanno un loro recinto), tutti questi animali vivono a stretto contatto, nella più completa armonia, offrendo la possibilità ai visitatori di poter essere circondati da animali diversissimi tra loro. In quale altro luogo capita di accarezzare un emù e contemporaneamente di sentirsi toccare le mani da daini e caprioli, di passeggiare insieme ai cinghiali e di poter coccolare volpi scodinzolanti come golden retriever? Di qui la passione dei bambini (e non solo) per questo luogo magico, visitatato l’anno scorso da 10 mila persone. Per vedere tutto il parco servono un paio d’ore, durante le quali si scoprono molte curiosità. Come il fatto che anche lupi e linci giocano a calcio. Basta lanciare una palla nel loro grande recinto per assistere a un’improvvisata partita, naturalmente selvaggia. «Perché il pallone resista devo “imbottirlo” di silicone», spiega Malascorta, «altrimenti me lo disintegrano in pochi secondi». Lupi e linci non vanno per il sottile. Belli, fieri, selvatici, basta guardarli negli occhi per respirare l’odore dei boschi, delle cascate e delle prede. «I lupi vengono dallo zoo di Berlino: avevano un anno quando sono arrivati al parco, dove hanno potuto di nuovo respirare», racconta Malascorta. «Voglio allargare il recinto e creare il branco più numeroso d’Italia». Tra i suoi progetti ci sono anche un percorso per disabili e la possibilità di ospitare per più di un giorno chi lo desidera. Ma ci sono altre curiosità. Scopriamo che le cerve vanno matte per le corna. Solo l’esemplare con quelle più grandi può avvicinarle. È lui a mettere incinte tutte le 40 femmine del branco. Gli altri restano a bocca asciutta, sperando, uniche specie al mondo, di avere corna più grandi l’anno successivo. «Alla fine della stagione degli amori le perdono», spiega Malascorta, sottolineando che le cerve del parco sono tutte in dolce attesa. E non solo loro. «I primi a nascere saranno i cuccioli di muflone a fine gennaio», prosegue. «Poi in maggio toccherà a daini e cerbiatti». E capitano anche fatti strani: una volta un piccolo muflone che aveva perso la madre è stato adottato e allattato dal boxer di Malascorta che aveva appena avuto i cuccioli. Poteri della natura.
(Chiara Tajoli)

[Fonte : L’Arena del 16 Gennaio 2009]

Meteo


Dolomiti Meteo Previsioni per domani (ARPAV)
Link altri meteo...

ArtGallery

45-CONTRADA VELO olio su tavola 80x40 (Michele Tale)