A Malga Derocon, area floro faunistica della Comunità montana e del Parco della Lessinia, dopo anni di studi e progetti è nato il Centro recupero della fauna selvatica, una specie di lungodegenza per animali debilitati o feriti che completa le finalità dell’area.
Era nata come oasi protetta per ospitare la fauna selvatica del Parco e permettere ai visitatori, guidati da esperti, di poter osservare da lontano gli animali inseriti nel loro ambiente naturale. Oggi, con la costruzione di apposite voliere, di un locale di accoglienza (ambulatorio) e di analisi (laboratorio) è possibile aprire i cancelli dell’area protetta al centro di recupero della fauna selvatica. Sono accolti in grandi voliere un esemplare di gufo reale, di falco pellegrino, di civetta, di barbagianni e di alloco, mentre altre ospitano due coppie di poiane e una di gheppi.
«Si tratta generalmente di animali feriti o arrivati da sequestri giudiziari», spiega Samuele Tomelleri, responsabile del recupero fauna selvatica dell’associazione Verdeblu che opera in collegamento con la polizia provinciale per gli interventi su segnalazione dei cittadini. «Alcuni esemplari non sono più reintroducibili in natura perché la lesione subita o l’imprinting acquisito dopo una lunga frequentazione con gli umani non permetterebbero loro di sopravvivere in libertà. Facciamo nei nostri ambulatori il primo soccorso e le visite veterinarie», aggiunge Tomelleri. Successivamente sono gli stessi specialisti, con l’ausilio di Paolo Parricelli, il guardiaparco che cura direttamente le operazioni di inserimento a Malga Derocon, a decidere i trasferimenti e a garantire l’assistenza veterinaria durante la degenza. Sono invece affidate al Parco e alla cooperativa Lessinia Servizi, che gestisce Malga Derocon, tutte le altre attività del centro: registrazione degli esemplari in entrata e in uscita, controllo, alimentazione, pulizia delle voliere. Il centro è costato 210 mila euro, a cui hanno contributo per 106 mila euro il Gruppo di azione locale Baldo-Lessinia con finanziamenti europei, la Provincia con 69 mila euro e il Parco per la rimanenza.
A inaugurare l’attività erano presenti, con l’assessore provinciale all’ecologia caccia e pesca Luca Coletto, il presidente di Comunità montana e Parco Stefano Marcolini, Giacinto Albanese e Diego Lonardoni, rispettivamente vicepresidente e direttore del Parco, il sindaco di Erbezzo Remo Valbusa, il consigliere provinciale e responsabile dell’Ufficio tecnico della comunità Giuseppe Laiti, con alcuni assessori dell’ente montano.
«Abbiamo portato a termine un progetto che era rimasto sospeso, abbinando alle visite alla malga la convenzione per il centro di recupero della fauna selvatica. Si chiude il cerchio attorno al progetto avviato già dall’amministrazione di Lucio Campedelli e che ora trova il suo coronamento grazie alla collaborazione della provincia», commenta Marcolini.
«Grazie per la realizzazione», aggiunge il sindaco Valbusa, «ma sono certo che non ci fermeremo qui perché il progetto può avere ulteriori sviluppo con i recinti per gli ungulati». «L’intervento dà risalto a questo progetto e motiva ancora di più la nascita di quest’area protetta», sottolinea Albanese, dicendosi soddisfatto per il lavoro svolto in questi anni dal Parco.
«Tutto era partito da un’intuizione per l’utilizzo di fondi del Gal», ricorda Laiti, «e la cooperativa Lessinia Servizi sta vincendo la scommessa su Malga Derocon grazie al crescente numero di visitatori che la struttura registra».
«È un classico esempio di progetto ben riuscito anche in tempi di “vacche magre”» commenta l’assessore Coletto, «e si può dire che i soldi sono stati ben investiti. Credo che il percorso ora sarà meno difficile per la cura, la riabilitazione e l’ospitalità ad animali feriti di cui la Provincia ha competenza per legge».
(Vittorio Zambaldo)
[Fonte : L'Arena del 27 Luglio 2008]


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