Un masso vola sull’asfalto Frana da scongiurare
Attenzione. Sotto la Busa dei morti la Strada Graziani è esposta a frane. Un masso di due metri cubi si è staccato dalle pendici del Baldo, ha attraversato l’ex strada militare della Grande Guerra, ora provinciale 8, e si è fermato nel bosco a valle. Non ci sono stati danni, ma altri massi potrebbero cadere.
Il punto critico, venendo da Spiazzi, è subito dopo il sacrario di località Peagne, zona nota come Portoni di ferro.
Spiega il sindaco di Ferrara di Monte Baldo, Paolo Rossi: «È da sempre un punto franoso, determinato da un fenomeno d’accumulo detritico studiato anche dal geografo Eugenio Turri. Il masso è piombato giù, facendosi sentire fino al bivio del Cacciatore a circa un chilometro di distanza, esattamente in località Dosso Struzzenà e potrebbe essere il primo di una serie.
L’ufficio dissesti idrogeologici e protezione civile della Provincia tiene sotto cotrollo la situazione. Dice l’assessore Lucio Campedelli: «Stiamo già predisponendo interventi per scongiurare l’ulteriore caduta di massi, dando priorità rispetto ad altri casi meno urgenti». Circa 20 metri a monte c’è un conoide detritico che ha ormai raggiunto uno stato di saturazione per cui gli ulteriori massi che cadono riescono a raggiungere la strada. I tecnici dell’ufficio dissesti idrogeologici hanno già fatto un sopralluogo con il sindaco Rossi e il responsabile del gruppo comunale di protezione civile di Ferrara di Monte Baldo, Palmerino Lorenzi.
«Anche dalle carte regionali e dalla foto aeree si nota come il fronte d’avanzamento dell’avvallamento con detriti stia aumentando notevolmente», dicono i tecnici provinciali, «andando a riempire l’intero spazio che prima poteva contenere i massi caduti».
La situazione degli ammassi rocciosi sopra la strada non è dunque tale da garantire assoluta sicurezza per chi percorre la strada in auto o a piedi, come segnalato sul posto dai cartelli di pericolo.
«Tuttavia la pericolosità è contenuta e non richiede né interventi d’emergenza né la chiusura della strada al traffico», spiegano in Provincia, rilevando che il problema è stato causato dalle forti piogge cadute in primavera, per cui, «fino a quando la piovosità resterà bassa, non si ravvisa l’immediata necessità di intervenire».
Come si interverrà? Spiega ancora Campedelli: «Gli interventi possibili sono di tre tipi: svuotamento del conoide, con il rischio però di creare altri stacchi di materiale, posizionamento di barriere paramassi per difendere la provinciale, creazione di un vallo paramassi». In ogni caso sarà bonificata la parete a monte, con la rimozione dei massi instabili.
(Barbara Bertasi )
[Fonte : L’Arena del 03 Luglio 2008]
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