Corsie verdi dalla città alla Lessinia
Da Ponte Pietra sull’Adige a Ponte di Veja nel cuore del Parco naturale regionale della Lessinia, lungo una linea verde continua che lega storia e monumentalità architettonica e naturale. Se fino a qualche mese fa poteva essere un sogno, oggi grazie alla caparbietà e alla professionalità dell’associazione Lessinia Europa e del Comitato colline veronesi potrebbe diventare realtà, proposta con relazione ed elaborati tecnici minuziosi da Tomaso Bianchini, geologo ed Emanuele Napolitano, ingegnere.
«Tutto è partito cinque anni fa con la proposta di progetto preliminare al Piano di assetto territoriale (Pat) della città di Verona, quando abbiamo presentato una osservazione finalizzata a salvaguardare il territorio collinare a nord della città», spiegano.
Il Pat di Verona, approvato definitivamente dalla Regione lo scorso dicembre, ha recepito la distinzione in aree omogenee e caratterizzato, da un punto di vista cartografico, le zone collinari a prevalente vocazione naturalistica (C1, C2 e C3) da quelle a prevalente destinazione agricola (C4).
Si è delineato così una grande area naturalistica (Parco delle colline veronesi) che dalle Torricelle arriva fino al centro al Teatro romano e al Ponte Pietra da un lato e dall’altro va a confinare con le aree collinari dei Comuni limitrofi alla città.
È scontato che le valenze naturalistiche, panoramiche ed ambientali del territorio non conoscono confini comunali «ed è altrettanto evidente», aggiungono Bianchini e Napolitano, «che la pianificazione territoriale, quando affronta tematiche così rilevanti e significative per la qualità della vita dei cittadini, deve necessariamente operare su un livello diverso da quello circoscrizionale dei confini amministrativi».
Di qui l’azione delle due associazioni, che hanno lavorato in sintonia col Wwf Verona, perché un territorio omogeneo dal punto di vista naturalistico e ambientale fosse caratterizzato anche da una normativa omogenea senza ingiustificate differenze dovute solo alla presenza di un confine amministrativo. Pertanto la connessione del Parco della Lessinia con il Parco delle colline attraverso due corridoi ecologici lungo la direttrice nord-sud è diventata la missione delle due associazioni.
Un corridoio occidentale parte da Ponte Pietra, sale alle Torricelle, Monte Ongarine, Vajo Galina, Val Borago, Maso, Monte Comun, Fiamene, Ponte di Veja, connettendosi al Parco della Lessinia tramite le aree già comprese dei vaj della Marciora e dell’Anguilla.
Un corridoio orientale sale invece dal Castello di Montorio, per Pigozzo, strada Pissarotta, Pian di Castagnè, Cancello, Val di Mezzane, dorsale di San Rocco, unendosi all’area parco del Vajo di Squaranto.
I Comuni interessati per questi due corridoi sono quelli di Boscochiesanuova, Cerro, Grezzana, Mezzane, Negrar, Roverè, San Martino Buon Albergo, San Mauro di Saline, Sant’Anna d’Alfaedo, Tregnago e Verona.
Il corridoio ecologico occidentale di 1850 ettari è costruito lungo il percorso del sentiero europeo E5 (Lago di Costanza – Mare Adriatico), mentre quello orientale, di 3350 ettari, ricalca per lungo tratto il Vajo di Squaranto. La superficie dei due corridoi è di 5200 ettari, poco più di quella del Parco delle colline approvato dal Pat di Verona (4700 ettari) ed esattamente metà della superficie del Parco regionale della Lessinia che è di 10 mila ettari. Complessivamente, a progetto realizzato, vi sarebbero compresi poco meno di 20 mila ettari.
«La nostra proposta», precisano Bianchini e Napolitano, «è che i Pat dei Comuni interessati da questi due corridoi di interconnessione adottino una normativa di zona omogenea con quella del Comune di Verona, l’unico finora ad aver terminato l’iter del Pat».
(Vittorio Zambaldo)
[Fonte : L’Arena del 30 Luglio 2008]
Meteo
ArtGallery
Sigfrido Corradi – photography
- Autunno: tiriamo le somme 07/12/2011
- Emozioni a colori 02/11/2011
- Guardando il mare 06/09/2011
- Giocando con il colore 11/08/2011



