Lobbia, strada più larga Si studiano gli «effetti»

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Sarà domani sul tavolo della Giunta integrata di Comunità montana e Parco della Lessinia la valutazione d’incidenza ambientale (Vinca) per l’allargamento della strada Pagani-Malga Lobbia, che collega la contrada più alta della provincia, sopra Campofontana, con la nuova pista di sci di fondo realizzata sui pascoli di Malga Lobbia. Il proposito è di fornire un’analisi preliminare per identificare i possibili effetti del progetto sull’ambiente e le eventuali misure di mitigazione a medio e lungo termine. «Non è un atto dovuto», precisa il vicesindaco di Selva Marco Cappelletti, «perché non è richiesto dalla normativa, ma essendo la strada alle porte del Parco, abbiamo preferito munirci anche di questo strumento per evitare contestazioni».
La strada, una piccola carrareccia, costruita con muretti a secco, al limite dei pascoli e per alcuni tratti anche all’interno di un bosco di faggi, è un suggestivo percorso, frequentato da escursionisti che lasciate le auto a Campofontana, o a contrada Pagani, salgono verso Malga Lobbia. L’intervento snaturerebbe un incanto, allargando la strada, creando delle piazzole di scambio, cambiando il fondo ora fatto di pietre affioranti levigate dal transito da secoli di pastori e mandrie in transumanza.
«Non cambierebbe nulla», assicura Cappelletti, «perché il fondo verrebbe lasciato sterrato com’è ora, con gli stessi vincoli di divieto di accesso.Verrebbero solo garantite maggior percorribilità e sicurezza ai mezzi agricoli autorizzati, ai mezzi di servizio per la pista e ai mezzi di soccorso».
Resterebbero escluse le auto private perché Parco e Comunità montana hanno già deliberato la costruzione di un parcheggio di 1.500 metri quadrati in contrada Pagani dove finisce l’attuale carrozzabile. La pista di sci di fondo a Malga Lobbia è stata realizzata nell’estate del 2004, dopo non poche contestazioni da parte di Legambiente, responsabile di un esposto alla Procura, e di alcuni abitanti di contrada Pagani che avevano raccolto firme contro il progetto. La Procura si mosse due anni dopo con sette avvisi di garanzia ad altrettanti indagati perché i lavori per la pista erano stati avviati senza la valutazione di incidenza ambientale, obbligatoria per legge perché l’area è in parte all’interno del Parco ed è classificata come Sic (Sito di importanza comunitaria) e Zps (Zona di protezione speciale), perché era stato dichiarato che i lavori avrebbero interessato un’area di non più di 10mila metri quadrati, quando in realtà il progetto ne ha coinvolto almeno 25mila e la variante necessaria sarebbe stata di competenza regionale e non del Comune. I reati contestati andavano dall’abuso d’ufficio al falso ideologico con concorso di persone nel reato, distruzione o deturpamento di bellezze naturali e danneggiamento.
«Siamo ancora in attesa degli sviluppi», fa sapere Lorenzo Albi, presidente di Legambiente Verona, «e adesso questa nuova Vinca sul progetto di ampliamento della Pagani-Lobbia ci dice intanto che un progetto esiste anche se ancora non lo abbiamo visto. Ma anticipo», avverte Albi, «che se l’obiettivo della Vinca è di rendere fruibile la pista allargando la strada, ci sarà ancora lavoro per la Procura, perché non si può attuare un progetto prima che sia stata definita la viabilità e le modalità di accesso».
(Vittorio Zambaldo)

[Fonte : L'Arena del 27 Maggio 2008 ]

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