Al Comune la scelta per salvare le colline
Nel futuro della Valpolicella, e non ci vuole la sfera di cristallo, ci saranno altre urbanizzazioni: difficile che l’ex acciaieria Lonardi o l’ex istituto dei Padri Monfortiani si trasformino in vigneti. Salvare il salvabile è la strategia possibile, se si vuole che Valpolicella resti il nome di un vino collegato a un territorio, non a una zona industriale. È la strategia proposta al Comune di Negrar, che sta per varare il suo piano di assetto territoriale (PAT), dall’associazione Lessinia Europa: vietare anche le pseudocostruzioni «rurali», che hanno massacrato tanta campagna veneta, vincolando come inedificabili le zone verdi superstiti della collina (850 ettari, il 20 per cento del territorio comunale negrarese). Niente di straordinario: si tratta di adeguare le regole urbanistiche di Negrar a quelle già in vigore per le confinanti colline di Verona. Ora potrebbe aderire, con il nuovo PAT, l’amministrazione del sindaco Alberto Mion. Poi, coinvolgendo anche Grezzana, nascerebbe un’oasi naturalistica lungo il sentiero europeo E5, che va da Avesa al Lago di Costanza.
Un appello è stato inviato al Comune di Negrar con le firme di Emanuele Napolitano (Lessinia Europa), Averardo Amadio (WWF, fondo mondiale per la natura) e Giorgio Massignan (Italia Nostra). «Verona», si legge, «ha posto un vincolo di non edificabilità su un’area di 3700 ettari la quale raggiunge i colli di Montecchio, al confine con Negrar. Su tale area nascerà il parco delle colline, al quale un gruppo di lavoro attivato dall’assessore all’urbanistica del Comune di Verona, Vito Giacino, sta lavorando da alcuni mesi». Il Comune di Negrar è stato invitato da quello di Verona a unirsi al lavoro e i firmatari dell’appello auspicano che venga realizato così «un asse naturalistico nord-sud in grado di connettere la città storica con il cuore verde della Lessinia, così come avviene nelle grandi metropoli europee (Monaco, Berlino, Stoccolma), nelle quali grandi polmoni verdi si proiettano direttamente al centro delle aree urbane consolidate». La giunta di centrosinistra negrarese farà meno di quella leghista veronese? Mion voleva far perdere al suo Comune una certa nomea. Se non ci riuscirà, il seguito della storia si può immaginare, senza sfera di cristallo: «Continua la negrarizzazione del territorio, anche Montecchio come Monterico».
(Giuseppe Anti)
[Fonte : L’Arena]
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